Contempladores

Rinnovare Il Rinnovamento Nello Spirito Santo

Capitolo 3: Gli Obiettivi Del Rinnovamento Nello Spirito Ed Il Loro Compimento

Capitolo 1: Cos'È Il Rinnovamento Nello Spirito o Carismatico.
Capitolo 2: L'Autocomprensione Del R.N.S. Su Sè Stesso.
Capitolo 3: Gli Obiettivi Del Rinnovamento Nello Spirito Ed Il Loro Compimento.
Capitolo 4: Difficoltà Esistenti Nel Rinnovamento Nello Spirito Per Il Compimento Dei Suoi Obiettivi.
Capitolo 5: L'Esperienza Dell' "Approfondimento Della Vita Nello Spirito"
Capitolo 6: Rinnovare Il Rinnovamento Nello Spirito Santo.

Sintesi della prima visione di sè stesso del Rinnovamento

Nel esteso capitolo precedente ho cercato di compendiare articoli tratti da vari autori della prima epoca del Rinnovamento Nello Spirito, dove si trattava di discernere il significato e gli obiettivi di questa "corrente di grazia" che faceva irruzione in modo travolgente nella Chiesa cattolica. Ho sentito il bisogno di fare questo perché oggi, quarant'anni dopo la sua nascita, possiamo dire che già siamo in una seconda generazione di "carismatici" e sono molti coloro che sono arrivati e continuano ad arrivare al RNS e non conoscono chiaramente né i suoi origini né la visione iniziale che aveva di sé stesso.

Inoltre ho ritenuto necessario risalire alla freschezza delle concezioni testuali di quei inizi, perché se lo scopo principale di questo libro è quello di proporre un cammino per oggi "rinnovare il Rinnovamento Nello Spirito", come tutto rinnovamento di una cosa, questo significa un ritorno alle fonti, un correggere deviazioni, e allora cercare il compimento delle mete e gli obbietivi non ancora raggiunti.

Pertanto, nella prima parte di questo capitolo cercherò di riassumere e sistematizzare concettualmente in qualche modo questo cumulo di idee, concetti, ispirazioni, visioni e desideri che esprimono i vari leaders le cui parole abbiamo ricordato, senza volere di nessun modo esaurire così questo approccio, che potrà essere ulteriormente arricchito da ogni lettore che abbia materiale addizionale, del molto che esiste riferito a questi primi eroici tempi del Rinnovamento Nello Spirito.

a) Perchè il RNS è stato suscitato dallo Spirito Santo.

Se c’è qualcosa che è rimasta chiara fin dall'inizio è che il Rinnovamento Nello Spirito non è apparso come conseguenza di una ispirazione dello Spirito Santo in una determinata persona, che sarebbe diventato il fondatore, come si è prodotto in tanti movimenti, ordini religiosi, istituzioni, ecc., ma è stato lo stesso Spirito Santo che ha preso le redini di ciò che Lui stava facendo emergere in modo massivo e comunitario.

A partire da questa prima e fondamentale percezione, i diversi leaders che naturalmente apparirono, hanno interrogato allo stesso Spirito Santo, chiedendogli sul "perché" di questa grazia così tanto speciale, e la risposta non si è fatta aspettare. Ma questa risposta comprende due piani o dimensioni diverse, sia che si riferisca alla dimensione individuale del credente od alla dimensione comunitaria, come Corpo mistico, cioè, la Chiesa.

Cominciamo con il "perché" rispetto agli individui, con puntualizzazioni molto evidenti fin dall'inizio: In primo luogo possiamo menzionare la missione di aiutare al cristiano ad avanzare nella sua crescita spirituale, per raggiungere la pienezza della vita nello Spirito Santo, con il pieno esercizio dei doni e dei carismi dello stesso Spirito, cosa che implica, in definitiva, raggiungere la santità di vita, definita dal Concilio Vaticano II nella "Lumen Gentium" n. 40 come "la pienezza della vita cristiana” e “la perfezione della carità".

Il Cardinale Suenens definisce che la meta del Rinnovamento Nello Spirito non è quella di creare una istituzione parallela alla Chiesa, ma è per "fornire una migliore vita spirituale ai cristiani d’oggi”. Questo si ottiene partendo da l'esperienza del "effusione o battesimo nello Spirito", che fornisce a tutti i cristiani una rinnovata consapevolezza ed una totale comprensione della vera essenza del battesimo.

Oltre agli anteriori c’è anche un "perché" dell'emergere del RNS al livello della Chiesa in sé. Come ricorda anche il Cardinale Suenens non si può parlare di due Chiese, una visibile e di carattere istituzionale e l’altra invisibile, carismatica, di carattere spirituale. Le due dimensioni sono necessarie e devono essere complementari. La Chiesa deve essere spiritualmente rinnovata, e quella è stata l'ispirazione di Dio al Papa Giovanni XXIII, che lo portò a convocare il Concilio Vaticano II e chiedere per la Chiesa "i prodigi di una nuova Pentecoste".

Lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II, questa "corrente di grazia" che è il Rinnovamento Nello Spirito Santo, per produrre il tanto sospirato rinnovamento della Chiesa. In base a questo l’insigne Cardinale Suenens ha anche detto che quando il Rinnovamento Nello Spirito abbia riuscito universalizzare nella Chiesa l’esperienza della “effusione nello Spirito”, e abbia impregnato tutta la vita spirituale della Chiesa cattolica, dovrà scomparire e perdersi come un fiume che si sommerge nella profondità del mare. Per tutto ciò il Cardinale non esita a qualificare il R N S come "un dono per la Chiesa post-conciliare".

In questa missione del Rinnovamento di rinnovare la Chiesa, il teologo H. Mühlen percepisce che un aspetto di esso è quello di condurre la Chiesa da un schema molto più centrato in Dio come Uno, ad una maggiore visione Dio Trinità, vale a dire, ad una chiesa con un schema molto più neo-testamentaria, con una percezione chiara e viva del "noi" della Trinità e del ruolo fondamentale dello Spirito Santo nella vita della Chiesa.

Da questa meta o fine del Rinnovamento è nata fin dal principio la convinzione che non si poteva concepire al R N S come un semplice movimento della Chiesa, né poteva soltanto essere identificato dall’aspetto "pentecostale" o "carismatico", ma si doveva capire che il Rinnovamento era stato destinato a rinnovare tutta la vita cristiana nel potere dello Spirito Santo, per cui doveva necessariamente essere pienamente cattolica ed inserirsi profondamente nella spiritualità e le attività della Chiesa.

b) Perchè il Rinnovamento sorge in questo momento storico.

Vi sono chiari segni che fra gli uomini del nostro tempo esiste una grande fame di Dio, cosciente o più o meno occulta, che nasce dalla profonda invasione del secolarismo e materialismo nella vita umana, quello che ha fatto perdere in gran misura la nozione ed il senso della vita interiore, della vita spirituale, che è la unica che può soddisfare i desideri più profondi degli esseri umani, già che l'uomo è stato creato "capace di Dio", e, senza di Lui, non può trovare il significato per il quale è stato creato e per il quale vive.

Questo si trova, in generale, tra tutti gli uomini, ma tra i cattolici credenti, dopo il Concilio Vaticano II, cominciò a sorgere un forte desiderio di "vivere" i cambiamenti profondi introdotti dal Concilio nella vita della Chiesa, e d’avanzare veramente nella comprensione delle linee teologiche proposte in esso, in particolare per quanto riguarda l'azione dello Spirito Santo nelle anime di tutti i credenti, attraverso i suoi doni e carismi. Se rivediamo nel Capitolo 1 la cronaca di come è sorto il Rinnovamento vedremo che il Concilio è stato l’impulso fondamentale che ha portato alla prima esperienza del Rinnovamento nella Chiesa cattolica.

c) Gli elementi che caratterizzano il Rinnovamento:

Per quanto riguarda gli elementi che caratterizzano positivamente il RNS troviamo che il primo che appare chiaramente è che si tratta di una "esperienza" della presenza di Dio nella realtà della vita degli uomini, come qualcosa effettivo e concreto, e non come qualcosa di teorico ed indeterminato. Questa esperienza implica arrivare a "conoscere" inizialmente a Dio, secondo la portata biblica di questo termine, vale a dire, non per una comprensione teologica o una formulazione dottrinale, bensí mediante una esperienza in tutte le aree del esseri umano, sensibili, emozionali e spirituali.

Questo è ciò che nel RNS sarà denominato "l’incontro personale con Cristo risorto," ed è il risultato di ricevere la prima evangelizzazione o "kerygma" nei "Seminari di Vita Nuova nello Spirito" e di vivere "l’effusione o Battesimo nello Spirito ". Attraverso questo "battesimo nello Spirito" si produce una rivalutazione della grazia santificante ricevuta nel Battesimo, nella Confermazione e nell'Eucaristia.

Il Rinnovamento Nello Spirito ha riscoperto la pratica della orazione comunitaria, che si svolge nei "gruppi di preghiera", ma l'esperienza che si vive in essi non è un fine in sé stesso, ma deve permeare tutto il giorno e tutti gli atti del cristiano, e non dovrebbe limitarsi ad alcune ore di riunione settimanale nei gruppi.

È anche importante avere chiaro il fatto che il RNS dovrebbe essere in grado di andare oltre la "esperienza"; che deve essere una vera e propria spiritualità che comprenda la totalità del mistero cristiano, anche se con un particolare accento sulla vita nello Spirito Santo. Pertanto, il "battesimo nello Spirito Santo" non implica la ricezione di nulla di speciale, ma è un nuovo e potente impulso per entrare in un nuovo rapporto con lo Spirito Santo, che possibilitarà avanzare verso una vera e profonda conversione di vita.

Un'altra caratteristica fondamentale del RNS è l'emergere del senso e la struttura della comunità cristiana fra i laici, intesa come il luogo dove ciascuno può testimoniare con la propria storia di vita l’esperienza della sua fede, i cambiamenti che ha prodotto il Signore nelle diverse aree della sua esistenza, e, a sua volta, riceve l'insegnamento e la formazione neccesari, e può anche aiutare gli altri a crescere nella loro fede, secondo i carismi e ministeri che lo Spirito Santo vada versando nei membri della comunità.

Per terminara la caratterizzazione del RNS, possiamo esaminare ciò che non è:

Non è semplicemente l’assistenza più o meno regolare ad un gruppo di preghiera, o a congressi, conferenze e riunioni del Rinnovamento.

Non è neppure soltanto stare in una orazione comunitaria di “lode", con canti, battimani, e con interventi in ciò che viene detto durante la preghiera.

Il RNS non ha la sua essenza nell’aspetto “carismatico” o “pentecostale”, nel senso che l'accento non deve essere tanto posto nei carismi straordinari e la sua azione, ma nella totalità della vita cristiana, vale a dire, nel vivere pienamente la ricca spiritualità della Chiesa, vissuta e sviluppata in duemila anni di storia.

Neanche il RNS mira a "monopolizzare" l'azione dello Spirito Santo, né crede di essere il proprietario esclusivo del suo agire nella Chiesa di oggi. Questa è un'idea troppo semplice e infantile che non può essere presa sul serio.

d) Gli obiettivi da compiere:

Un obiettivo che appare molto chiaro nel Rinnovamento, al produrre una nuova apertura, cosciente e profonda alla azione dello Spirito Santo, è la santificazione delle anime, passando dalla tiepidezza al fervore spirituale.

Questa santificazione personale deve essere portata a santificare l'ambiente che circonda il cristiano, da dove appare una forte comprensione verso l’evangelizzazione in tutte le sue forme, livelli e varianti. Altrettanto, l'azione rinnovata dello Spirito Santo che si vive deve anche toccare il cuore della Chiesa cattolica, portandola ad una nuova dimensione d’apertura alla piena azione dello Spirito Santo.

e) Frutti ad aspettarsi:

Sono molti i frutti che dovrebbero sorgere in coloro che sono vera e pienamente immersi nella esperienza del Rinnovamento e perseverano in essa, cercando di avanzare sempre di più. È indispensabile un attento esame di questi frutti, perché Gesù stesso ci ha insegnato il miglior criterio di discernimento dell’azione dello Spirito Santo: “Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.” (Matteo 7, 17-20)

Nel pensiero di tutti i leaders della prima ora del RNS possiamo trovare espressa la speranza, e perché no la convizione, che il Rinnovamento mostrerà i frutti seguenti:

* Una conoscenza di Dio basata nella "esperienza" della sua presenza e della sua azione nella vita del credente.

* Sarà saziata la fame e l’anelito di Dio dell'uomo di oggi.

* Si avrà una migliore conoscenza della Persona dello Spirito Santo e la sua azione nella santificazione dei cristiani.

* Si otterrà una consegna personale senza condizionamenti alla guida ed alla conduzione dello Spirito Santo, con apertura e docilità per captare e seguire le sue mozioni ed ispirazioni.

* Ci sarà una crescita nell'amore di Dio, o virtù dela carità, che porterà a un maggiore amore per la Chiesa, i santi, la Vergine Maria, e, specialmente, al prossimo, senza distinzioni né preferenza di persone.

* Otterranno un maggior senso l'esperienze delle devozioni tradizionali della Chiesa, specialmente quelle Mariane.

* Ci sarà un nuovo risveglio alla vita sacramentale più piena, in particolare per quanto riguarda la Riconciliazione e l'Eucaristia.

* Ci sarà una rivalutazione del ricco patrimonio cristiano e dei valori spirituali cattolici.

f) Metodologia ad utilizzare:

Per quanto riguarda alla "metodologia" utilizzata dal RNS per cercare di raggiungere gli obiettivi che lo porteranno alla realizzazione dei suoi fini, secondo ciò indicato nei paragrafi precedenti, si basa, ovviamente, su due elementi principali: la predicazione della Parola Dio e la preghiera. A questi elementi principali si aggiunge la testimonianza nella comunità.

Si parte da un punto in cui, in questi aspetti, non si trova quasi nulla nei chiamati "cattolici per tradizione" o "cattolici di nome.” Gli adulti cattolici non ricevono nella maggior parte un altra formazione che le prediche domenicali nella messa, e la sua esperienza di orazione è di solito ridotta alla preghiera, in ciò che è personale, ed alla liturgia comunitaria.

D’altra parte è assunto in generale nella Chiesa, che i cattolici che hanno ricevuto il Battesimo e la Confermazione sono aperti all'azione dello Spirito Santo e vivono la vita spirituale, cosa che è soltanto certa in una minimo espressione nella maggior parte dei battezzati.

Pertanto, il cosidetto "ministero della Parola" appare come il primo mezzo fondamentale del RNS. Questo ministero si esercita in due fasi successive ben differenziate. La prima fase o evangelizzazione prima o di base, consiste nell'annuncio del kerygma, che si basa sul dar a conoscere certi argomenti fondamentali, in modo "sperimentale" o "esistenziale", come la Persona di Gesù, Gesù che è morto per noi, Gesù risorto, Gesù asceso al cielo e glorificato, di tutto il quale il cristiano è testimone. Risulta di qui un riconoscimento esplicito e consciente del fatto che Gesù è il nostro Signore e Salvatore. Questa evangelizzazione di base deve arrivare tanto ai non-cristiani come ai battezzati nei quali la fede non si è sviluppata.

Nella pratica questa evangelizzazione è condotta a termine in "Seminari di vita nuova nello Spirito Santo," che sono sviluppati nei gruppi di preghiera e le comunità del Rinnovamento, che culminano con il "battesimo nello Spirito".

Viene in seguito la seconda fase, che è l'insegnamento per la crescita spirituale o catechesi rinnovata, che dovrebbe portare gradualmente il credente ad una più profonda conoscenza di Dio Trinità, di cui ha avuto un esperienza concreta.

Questa "conoscenza" implica progredire nella fede per il potere e la luce dello Spirito Santo, penetrando nei grandi misteri della vita cristiana, con l’orientamento chiaro che producce il fatto di capire l'enorme ricchezza e il potere di quali il cristiano è stato depositario con la Redenzione di Gesù Cristo al ricevere la grazia santificante nel battesimo, e come deve fare per mettere pienamente in atto le nuove facoltà soprannaturali ricevute.

L’insegnamento per la crescita posteriore alla prima evangelizzazione deve produrre un vero cambiamento nella mente o intelletto, e nel cuore o volontà, portando all'acquisto di un nuovo modo di pensare, di sentire e di amare secondo "gli stessi sentimenti di Cristo" ( Filip. 2,5).

È anche importante presentare nell’insegnamento in modo esplicito ed aperto la figura della Vergine Maria, la cui azione profonda nella salvezza del credente è stata voluta da Dio Trinità, non come strumento necessario, bensí per il beneplacito di Dio, e non può essere trascurata da quelli che cercano veramente la crescita spirituale verso la santità.

I formatori che impartano questo tipo di insegnamento soltanto potranno trasmetterlo basati nello studio, la riflessione, la lettura e la meditazione della Parola, così come con la pratica della preghiera e la contemplazione.

Precisamente l’orazione, soprattutto l’esperienza comunitaria d’essa, è l'altro fondamento della metodologia del Rinnovamento. Il progresso verso gradi d’orazione che erano considerati quasi estinti tra i laici, è stata una caratteristica spiccata fin dall'inizio dei gruppi di preghiera del RNS.

Si ha riscoperto tra i fedeli cattolici il senso di "pregare nello Spirito", e, nella preghiera comunitaria, sono rifioriti i carismi propri delle assemblee di preghiera cristiane dei primi tempi: il dono delle lingue, la profezia, la lode, tra gli altri.

g) I pericoli che devono essere affrontati:

A partire dall'inizio del Rinnovamento Nello Spirito si furono riconoscendo anche le possibilità di certi pericoli che potevano manifestarsi nei incipienti gruppi di preghiera e comunità. l più noti l’abbiamo qui ricapitolati:

Poiché vi è una chiara orientazione esperienziale nel Rinnovamento, bisogna evitare di rimanere solo in questa esperienza, bensì è necessario crescere e riaffermarsi con una formazione spirituale integrale.

È neccessario evitare che soltanto si sviluppi una pietà individualista centrata sulle "sensazioni”, “visioni” e “forti esperienze" della orazione. Per ottenere ciò aiuta molto l'integrazione in una comunità o gruppo di preghiera, dove la persona sia aiutata a perseverare ed avanzare dalla esperienza iniziale verso una vera e propria crescita interna.

È anche essenziale non rimanere soggetto ad un schema pentecostale non cattolico, centrato sul parlare in lingue e nella manifestazione dei carismi straordinari, bensì come già diceva Kilian McDonnell nel 1972 (Vedi “Rinnovare il RNS”, Capitolo 2): "Prima che sia troppo tardi, i Cattolici Carismatici devono riconsiderare la spiritualità carismatica all'interno del ampio quadro della tradizione cattolica ".

La formazione e l’insegnamento basato nella solida dottrina della Chiesa, applicata alla vita quotidiana del credente, eviterà le deviazioni e gli errori che già si sono verificati prima nella Chiesa, come l'illuminismo ribelle alla gerarchia, l’orgoglio elitario che separa e che non unisce alla comunità, e il fondamentalismo d’interpretazioni soggettive della Parola di Dio, distanti dal Magistero della Chiesa.

Non si deve cercare il successo facile ed illusorio di ottenere che molte persone si convertono al Signore, lo conoscono, ed in seguito rimangono "gallegiando nell’aria”, abbandonati alla reiterazione d’una esperienza iniziale che si esaurisce in sé stessa, se non è costruita su un fondamento di una solida dottrina.

Come sostiene l'articolo di P. Navarro (si veda “Rinnovare il RNS, Capitolo 2) "qualsiasi rinnovamento abortirà o si devierà in errori e scismi, come ha successo con tutti i germogli carismatici nella storia della Chiesa, se non si garantisce un insegnamento serio e solido."

Abbiamo quindi cercato di sintetizzare, in un modo più o meno sistematico, la visione dei leaders dei primi anni del Rinnovamento Nello Spirito, cosa che ci servirà come elemento di lavoro importante per impostare più avanti in questo elaborato un’analisi del compimento di questa visione, oggi, 2007, cuarant’anni dopo l'inizio.

[ Sopra ]

Il Rinnovamento Nello Spirito oggi.

Facciamo un salto immaginario nel corso del tempo di circa venti anni, dagli anni settanta fino alla fine degli anni novanta, per cercare di raccogliere la visione attuale che si ha nel Rinnovamento su sé stesso. Utilizzeremo due documenti "ufficiali", approvati dalla Santa Sede, attraverso il Pontificio Consiglio per i Laici, relativi al Rinnovamento Nello Spirito Santo.

A) Gli Statuti del ICCRS (International Catholic Charismatic Renewal Services):

Nel 1978 si creò un Consiglio ed un Ufficio Internazionale (ICCRO) sotto la guida del Cardinale Joseph Suenens, che si stabilì in primo luogo a Bruxelles, in Belgio, e poi passò a Roma, Italia. L'obiettivo del ICCRO era quello di promuovere il Rinnovamento Nello Spirito a livello mondiale, stimolando la comunicazione e la cooperazione tra i vari organismi del Rinnovamento a livello internazionale e, a sua si costituì nell’organo "ufficiale" di comunicazione con la Santa Sede.

All'inizio degli anni Novanta lCCRO sviluppò i propri statuti, presentandoli alla Santa Sede per sollecitare il riconoscimento papale. Tali statuti sono stati attentamente studiati da vari teologi e canonisti del Vaticano, e dopo che le hanno effettuate alcune osservazioni, finalmente sono stati approvati l'8 luglio 1993. Il 14 settembre 1993 la Santa Sede, attraverso il Pontificio Consiglio per i Laici ha emesso un decreto che riconosce l'ICCRS (International Catholic Charismatic Renewal Services) come "corpo per la promozione del Rinnovamento Carismatico Cattolico, con una propria personalità giuridica".

Gli statuti del ICCRS cominciano con un preambolo, di cui la prima parte si riferisce a ciò che è e ciò che non è il RNS, e fissa quali sono i suoi obiettivi. Daremo un'occhiata al suo contenuto:

“Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) è una grazia di rinnovamento nello Spirito Santo nella Chiesa Cattolica che ha un carattere internazionale e una molteplicità di espressioni e che, quindi, non assume un aspetto uniforme ed univoco. Esso non ha un singolo né un gruppo di fondatori, né una lista di appartenenti. Piuttosto è una corrente di grazia che permette ai singoli ed ai gruppi di esprimersi in diversi modi ed in diverse forme di organizzazioni ed attività, spesso abbastanza indipendenti le une dalle altre, in differenti livelli e modalità di sviluppo e con differenti enfasi. Pur, al contempo, condividendo la stessa esperienza fondamentale e sposando gli stessi obiettivi generali. Questo modello di relazioni “a maglie larghe” si riscontra sia ad un livello diocesano che nazionale, nonché ad un livello internazionale. Le relazioni sono molto spesso caratterizzate da libera associazione, dialogo e collaborazione piuttosto che da integrazione in una struttura ordinata. La leadership consiste più nella offerta di servizio a coloro che lo desiderano, che in un governo. In diverse realtà locali il RCC si organizza come un Movimento Ecclesiale, ma esistono anche altri tipi di strutture possibili, quali Comunità, Reti di comunicazione, Scuole di Evangelizzazione, Stazioni Televisive, Associazioni, Istituti Religiosi e Seminari, Case Editrici, Musicisti, Missionari, Insegnanti. Tutte queste espressioni, pur non formalmente associate in una specifica struttura, esprimono i diversi aspetti dell’essere “carismatici”.

Gli obiettivi centrali del RCC, o Rinnovamento Pentecostale Cattolico altrimenti detto, includono:

1. Promuovere una matura e continua conversione personale a Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore.

2. Promuovere una decisiva recettività dei singoli alla persona, alla presenza ed al potere dello Spirito Santo.

Queste due grazie spirituali sono spesso sperimentate insieme in quella esperienza comunemente chiamata in diverse parti del mondo come battesimo nello Spirito Santo, o effusione dello Spirito Santo o rinnovamento nello Spirito Santo. Esse sono spesso comprese come una accettazione personale delle grazie della iniziazione cristiana e come rafforzamento per il servizio di ciascun cristiano nella Chiesa e nel mondo

3. Promuovere l’accoglienza e l’uso dei doni spirituali (carismi) non solo all’interno del RCC ma anche nell’ambito di tutta la Chiesa. Questi doni, ordinari e straordinari sono presenti in abbondanza tra i laici, i religiosi ed il clero. La loro giusta comprensione ed il loro utilizzo, in armonia con altri elementi della vita della Chiesa, sono una sorgente di forza per i cristiani nel loro cammino verso la santità e nel portare avanti la propria missione.

4. Promuovere l’opera dell’evangelizzazione nel potere dello Spirito Santo: evangelizzazione dei non battezzati, rievangelizzazione dei cristiani solo di nome, evangelizzazione della cultura e delle strutture sociali. Il RCC promuove in particolare la condivisione della missione della Chiesa attraverso la proclamazione del Vangelo con la parola e l’azione, testimoniando Gesù Cristo con la condotta personale e le altre opere di fede e giustizia alle quali ciascuno è chiamato.

5. Promuovere la crescita costante nella santità, attraverso l’adeguata integrazione della dimensione carismatica con la vita piena della Chiesa. Questo si attua attraverso la partecipazione ad una vita sacramentale e liturgica ricca, ed attraverso l’apprezzamento della tradizione della preghiera e della spiritualità cattolica, e di una crescente formazione nella dottrina cattolica. Ogni cosa sotto la guida del Magistero della Chiesa e la partecipazione al suo piano pastorale.”

Gli obiettivi e progetti provenienti da questo Statuto hanno lasciato la sua impronta nel Rinnovamento, tanto in individui, gruppi di preghiera, comunità, pastorali di servizio locali, diocesani e nazionali, e anche nei vari ministeri.

Faremo alcune brevi osservazioni sul contenuto di questi statuti, che comportano una visione "ufficiale" del Rinnovamento. In primo luogo, il RNS è caratterizzato come "un movimento internazionale," anche se riconosce che essa non ha un fondatore, né una lista di appartenenti.

Il Rinnovamento è caratterizzato per la riunione di diverse persone nei cosiddetti "gruppi di preghiera", dove si espressano diversi accenti e caratteristiche diverse una dall’altra, ma uniti tutti da una esperienza fondamentale, l'esperienza dello Spirito Santo, e con analoghi obbiettivi generali.

Il documento espressa anche qualcosa molto caratteristico del Rinnovamento: la leadership nei vari livelli, dai gruppi di preghiera fino alle organizzazioni internazionali, non è tanto un governo gerarchico, ma il fatto di fornire un servizio agli altri. È molto chiaro il preambolo in quanto agli obiettivi del RNS, che si sintetizzano in cinque principali:

1. Promuovere una matura e continua conversione personale a Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore.

La parola "conversione" ha un senso di mutazione, di cambio di una cosa per un'altra, e nel linguagio militare significa un cambio nella direzione di marcia di una formazione di soldati. Nella vita del cristiano implica cambiare il suo orientamento, lasciando di essere trascinato dalle cose del mondo e da lui stesso, per cercare veramente e sinceramente a Gesù, riconoscendolo come il suo Signore e Salvatore.

Usualmente questa conversione si inizia dal cosiddetto "incontro personale con Cristo risorto," che di solito è il risultato della esperienze fondamentale del Rinnovamento, che è descritta nel punto seguente.

2. Promuovere una decisiva recettività dei singoli alla persona, alla presenza ed al potere dello Spirito Santo.

Vi è in questo obiettivo una doppia apertura allo Spirito Santo: la conoscenza della sua Persona divina, e all'azione e il dinamismo del suo potere. Questa apertura si produce al vivere l’esperienza fondamentale del RNS, che qui è denominata di tre modi equivalenti: "battesimo nello Spirito Santo", "effusione dello Spirito Santo" e "rinnovamento nello Spirito Santo".

Inoltre è definita con molta precisione come: “una accettazione personale delle grazie della iniziazione cristiana e come rafforzamento per il servizio di ciascun cristiano nella Chiesa e nel mondo”.

Pertanto, si tratta di una esperienza spirituale, che non implica riceve un nuovo sacramento, ma liberare tutto quello ricevuto nell'iniziazione cristiana. Il terzo obiettivo riguarda i carismi dello Spirito Santo:

3. Promuovere l’accoglienza e l’uso dei doni spirituali (carismi) non solo all’interno del RCC ma anche nell’ambito di tutta la Chiesa.

Si Chiarisce molto bene che questo non si riferisce specificamente ai carismi straordinari propri delle assemblee di preghiera, come il dono delle lingue, la profezia, la preghiera di guarigione o di liberazione, ma a tutti i carismi, comuni o no, necessari per la completa vita della Chiesa.

Questi primi tre punti si riferiscono ad obiettivi che mirano a promuovere ciò che si possono denominare i "mezzi" caratteristichi del Rinnovamento, mentre gli ultimi due punti precisano più le conseguenze o i frutti da ottenere:

4. Promuovere l’opera dell’evangelizzazione nel potere dello Spirito Santo: evangelizzazione dei non battezzati, rievangelizzazione dei cristiani solo di nome, evangelizzazione della cultura e delle strutture sociali.

Il Rinnovamento è chiamato in primo luogo a recare in dono ciò che riceve dallo Spirito Santo nella cosidetta "prima evangelizzazione", o annuncio del "kerygma apostolico", rivolto non solo a coloro che non appartengono alla Chiesa, ma anche ai "cristiani di nome ", agli battezzati soltanto per tradizione che forse non hanno vissuto più che superficialmente l’azione della grazia ricevuta nel Battesimo.

5. Promuovere la crescita costante nella santità, attraverso l’adeguata integrazione della dimensione carismatica con la vita piena della Chiesa.

Qui arriva la seconda fase, dopo aver ricevuto la prima evangelizzazione, e dopo aver vissuto l'esperienza del "battesimo nello Spirito Santo", con la conseguente apertura alla persona e l'opera dello Spirito: un vero progresso verso la santità.

Si enunciano chiaramente i mezzi da utilizzare per raggiungere questa progressiva crescita nella santità: una ricca vita liturgica e sacramentale, l'apprezzo e l'esperienza di tutta la ricca tradizione cattolica nella orazione e spiritualità, ed una buona formazione nella sana dottrina cattolica, guidata dal Magistero della Chiesa.

Troviamo allora che questo quinto e ultimo obbiettivo segna la fine, la meta desiderata alla quale è chiamato il Rinnovamento Nello Spirito, che è quello di dare un impulso nuovo, potente, ai fedeli, per avanzare verso la santità e guidarli ed aiutarli su questo arduo e difficile cammino.

B) Gli Statuti della Fraternità Cattolica delle Comunità Carismatiche d'Alleanza..

Il 27 novembre 1995, la chiamata "Fraternità Cattolica delle Comunità Carismatiche di Alleanza" ha ricevuto il riconoscimento finale del Pontificio Consiglio per i Laici come associazione privata di fedeli con personalità giuridica.

Le Comunità d’Alleanza sono apparse fino dai primi anni del Rinnovamento, e la sua caratteristica è che coloro che partecipano in esse vanno oltre il desiderio e l'azione di riunirsi insieme in un gruppo di preghiera per crescere nell’esperienza dello Spirito Santo, ed avanzano verso un compromesso formale, con finalità e obiettivi che li unisce alla comunità. Questo è ciò che è chiamato una "alleanza".

Questo compromesso ha gradi variati, che vanno dalla consacrazione totale, passando per varie forme di vita in comune, secondo gli stati di vita di ciascuno, fino a compromessi parziali per impegni in vari ministeri e attività, rispettando ed obbedendo ai leaders ed ai pastori della comunità.

La "Fraternita" ha riunito decine di queste comunità in tutto il mondo, rette per Statuti comuni, di cui in seguito trascriveremo ed esamineremo parte dell'articolo 1, che fissa i suoi obiettivi:

”1.3 Attraverso il Battesimo, i cristiani ci incorporiamo a Cristo ed alla sua Chiesa, che è il suo Corpo. In diversi luoghi in tutto il mondo, membri della Chiesa Cattolica e Apostolica hanno espresso la loro volontà di camminare insieme nel seguito a Cristo e in risposta alla sua chiamata hanno formato comunità d’alleanza. Una alleanza è un impegno formale d’essere membro di una comunità prendendo parte del suo stile di vita e missione. Al centro di tale compromesso c’è il desiderio di crescere in santità e fare parte del lavoro apostolico al servizio della missione della Chiesa.

1.4 Quelle comunità che desiderano essere ammesse come membri della Fraternità devono dimostrare che esse sono disposte a difendere gli obiettivi della Fraternità esplicitati negli statuti. Queste comunità, inoltre, devono dimostrare che (a) vivono in uno stile di vita impegnato e (b) in un buon rapporto e comprensione con la Chiesa locale.

1.5 È il desiderio della Fraternità che le sue comunità membri siano formate in modo tale da crescere nella santità, nella sua comunione con la Chiesa e nella sua testimonianza apostolica nel mondo. Le comunità ed i gruppi di alleanza della Fraternità si sforzano per sviluppare le strutture e le relazioni che forniscono l'ambiente dove coloro che sono chiamati a seguire Cristo, possono avere la sua fede alimentata e consolidata in seno della Chiesa.

1.6 Gli obiettivi fondamentali della Fraternità sono i seguenti:

(a) Condividere, incoraggiare e consolidare i frutti della vita cristiana che il Signore attraverso il suo Spirito ha suscitato nelle varie comunità e gruppi membri.

(b) Promuovere nella vita della Fraternità tutta la ricchezza spirituale della Chiesa: -fedele ascolto della Parola di Dio, partecipazione alla liturgia (specialmente nella vita sacramentale della Chiesa ed in particolare nell'Eucaristia e la Riconciliazione), e negli atti di pietà popolare (adorazione al Santissimo Sacramento, pellegrinaggi, Via Crucis, preghiera del Rosario, ecc.).

(c) Riaffermare e rafforzare la consapevolezza di essere membri della Chiesa Cattolica e dell'amore per lei, come pure anche nel vincolo della comunione primaria ed essenziale con essa.

(d) Crescere nella conoscenza della dottrina cattolica e garantire la sua fedele osservanza, in particolare per quanto riguarda l’ecclesiologia costitutiva, la centralità dei sacramenti e la devozione alla Santissima Vergine Maria ed a i santi;

(e) Prestare particolare attenzione ai eventi importanti nella Chiesa Cattolica, partecipando e collaborando in tali eventi nel modo più opportuno.

(f) Favorire la condivisione delle esperienze specifiche di vita comunitaria della Fraternità con altre comunità, associazioni e movimenti della Chiesa Cattolica.

(g) Intraprendere iniziative specifiche legate al lavoro di evangelizzazione e di rinnovamento della Chiesa, secondo le disposizioni del Diritto Canonico per quanto riguarda l'autorità della Chiesa locale.

(h) Incoraggiare l'uso dei carismi dati dallo Spirito, per il rafforzamento e il rinnovamento della Chiesa.

(i) Promuovere un autentico ecumenismo, nella speranza di una perfetta unità e formare alle comunità membri della Fraternità nel ecumenismo in conformità con gli insegnamenti, le linee guida e le regole della Chiesa cattolica e

(j) Incoraggiare alle comunità membri a partecipare al ecumenismo spirituale ed altre attività ecumeniche quando le circostanze lo permettano, sotto la guida della Chiesa locale. Le attività ecumeniche di natura internazionale saranno condotte a termine solo dopo la consultazione con il Pontificio Consiglio per i Laici".

Osserviamo che nei punti relativi alla costituzione della Fraternità è definito ciò che è una comunità di Alleanza: è il desiderio di camminare insieme ad altri nella seguita di Cristo, assumendo un impegno formale di essere un membro di tale comunità, che implica prendere parte dello stile di vita e della missione della stessa, vale a dire, del singolo carisma che la distingue.

Ma tale impegno ha come centro e punto più importante il desiderio di crescere in santità, ed anche come conseguenza, l’essere parte del lavoro apostolico al servizio del compito missionario della Chiesa, con la quale si mantiene una stretta e fruttuosa comunione.

Rimane così definita la fine o meta della Fraternità; si fissano in seguito gli obiettivi fondamentali che si cercherà di compiere per raggiungere l'obiettivo stabilito. Questi obiettivi sono connessi principalmente con tutto quello che riguarda alla appartenenza alla Chiesa cattolica ed alla esperienza di "tutta la richezza spirituale della Chiesa", vale a dire, allo sviluppo di una chiara identità cattolica.

È degno di nota come non vi è molto enfasi sull’aspetto "carismatico", che è citato in un solo punto, il (h), dei dieci obiettivi enunciati. Si incoraggia anche negli obbiettivi la partecipazione nella "evangelizzazione ed il rinnovamento della Chiesa" ed alla pratica di un “vero ecumenismo".

Attraverso la costituzione e gli obiettivi della Fraternità si distingue, come se fosse uno sfondo composto da una melodia continua e senza interruzione, l'intenzione d’un inserimento molto più profondo ed efficace delle comunità nella vita e la spiritualità della Chiesa cattolica.

Questo è quasi esplicitamente affermato nel paragrafo 1.5: “Le comunità ed i gruppi di alleanza della Fraternità si sforzano per sviluppare le strutture e le relazioni che forniscono l'ambiente dove coloro che sono chiamati a seguire Cristo, possono avere la sua fede alimentata e consolidata in seno della Chiesa.”

Abbiamo così impostato attraverso questi due importanti documenti, dell'ICCRS e della Fraternità, ciò che sarebbe la visione più attuali o "moderna" del Rinnovamento Nello Spirito. Con tutto questo materiale affronteremo la parte finale di questo Capitolo.

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Analisi del compimento degli obiettivi ed il fine del Rinnovamento Nello Spirito.

La domanda che vorrei cercare di rispondere adesso è questa: Come si sono compiuti gli obiettivi e le mete del Rinnovamento dopo quasi quarant’anni della sua comparsa?

Ovviamente so che non è un compito facile rispondere a questa domanda, soprattutto perché le espressioni del Rinnovamento Carismatico sono molteplici, molto diversificate, con approcci e realizzazioni diverse, sebbene, come lo sottolinea il preambolo dell’ICCRS, tutte hanno "una stessa esperienza fondamentale e cercano gli stessi obiettivi generali". In quest’ultimi concentraremo il nostro analisi. Anche in questo caso influenzano l'esperienza personale e le prospettive di ciascuno, e nel mio caso, si tratta di una chiara limitazione.

Le mie osservazioni si basano su sedici anni di esperienza e partecipazione nel Rinnovamento Nello Spirito di Argentina, che conosco molto bene. Ho anche avuto abbastanza informazioni e contatti a livello internazionale attraverso la mia partecipazione per molti anni come membro di una Comunità di Alleanza integrante della Fraternità Cattolica delle Comunità Carismatiche di Alleanza. Infine, un altro elemento che mi ha aiutato in questa visione è la lettura di libri e riviste internazionali del Rinnovamento d'America e di l’ Europa.

Malgrado quello detto prima, sicuramente le conclusioni che appariranno non mancheranno di essere incomplete e non saranno applicabili in tutti i casi, ma anche ho la fiducia che sarnno d’utilità per i lettori, che potranno confrontarle con la loro propria realtà ed esperienza.

Analizzerò in primo luogo il grado di compimento degli obiettivi concreti del Rinnovamento, per arrivare finalmente alle mete e i fini più generali.

L'obiettivo più diretto del Rinnovamento Nello Spirito è quello di portare il credente a una nuova e molto più consciente apertura alla presenza dello Spirito Santo e la sua azione nel anima. Questa apertura si verifica come conseguenza dell’esperienza fondamentale del Rinnovamento, il "battesimo nello Spirito", che è ciò al quale tutti i gruppi, grandi o più piccoli, e comunità con vari gradi di alleanza, guidano ed aiutano a vivere a coloro che arrivano ad essi.

Senza dubbio la metodologia per raggiungere il "battesimo nello Spirito," attraverso "i seminari di vita nuova nello Spirito" si è sviluppata ampiamente, adattata agli ambienti e le realtà dei più di 125 paesi in cui è conosciuto oggi il Rinnovamento Nello Spirito Santo. Si potrebbe affermare che questo obiettivo di "iniziare" alle persone nella vita dello Spirito è molto bene ottenuto, prendendo in considerazione che stime conservatrici parlano che più di un centinaio di milioni di cattolici hanno vissuto questa esperienza nel Rinnovamento, e che i gruppi e le comunità già costituiti in tutto il mondo seguono ancora ricevendo giorno dopo giorno nuove persone desiderose di avvicinarsi alla esperienza carismatica.

Quasi senza eccezione, in tutti coloro che hanno veramente vissuto l'esperienza dello Spirito Santo, si produce inizialmente una conversione, più o meno forte, verso la ricerca di un nuovo e diverso modo di vita. Uno si rende conto che veramente ha scoperto qualcosa di nuovo e molto grandioso, che improvvisamente sembra che espande in maniera significativa la visione del senso della propria vita, ed anche della storia del mondo, e tutto allora diventa emozione, eccitazione, desiderio di conoscere, di penetrare di più in un mondo che fino ad allora appariva come qualcosa di invisibile e ignorato.

Risulta chiaro che quello che si potrebbe chiamare più propriamente la prima conversione delle anime, passando dalla vita del mondo e delle cose materiali ad una vita di ricerca di Dio e di ciò che è spirituale, è un obiettivo che è stato raggiunto con successo nel RNS.

Un altro degli obiettivi chiari ed espliciti del Rinnovamento, che è quello di promuovere e favorire l'accoglienza dei carismi dello Spirito Santo, ed incoraggiare il suo utilizzo e sviluppo, ha fatto un grande progresso in tutti questi anni.

È innumerevole l’esperienza in questo campo nei Cattolici rinnovati, ed oggi troviamo centinaia di libri su questi temi, e proliferano all'interno del Rinnovamento qualsiasi tipi di corsi, seminari e incontri destinati al argomento dei carismi, per quanto si riferisce alla conoscenza, sviluppo, crescita, esercizio in ministeri specifici, e così via.

Come risultato dei progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi di cui sopra, anche il RNS ha fatto passi molto importanti verso una vera e propria "prima evangelizzazione", che si è manifestata molto feconda al dirigersi verso i cosidetti “cristiani di nome" e, in generale, agli battezzati che non vivevono più che minimamente la loro fede cristiana.

Questa evangelizzazione ha aiutato a molti cattolici a scoprire una fede viva, a "conoscere" Gesù risorto, ad uscire da una mera comprensione teologica di Dio, per entrare in una esperienza riconoscibile della sua presenza nella vita di ciascuno.

Si hanno sviluppato diversi modi per arrivare con questa prima proclamazione, e ci sono comunità e gruppi specializzati nella evangelizzazione per le strade e nei luoghi pubblici, attraverso diversi mezzi di comunicazione, in festival di musica per i giovani, ecc. L'impegno di molte persone per l’evangelizzazione nel Rinnovamento ha permesso di compiere progressi enormi in questo obbiettivo fondamentale.

Come conseguenza del compimento che è stato verificato nel settore degli obiettivi enunciati, sono molti i frutti che si vedono chiaramente nel Rinnovamento. Naturalmente, troviamo anche la conoscenza di Dio Trinità in base ad una esperienza concreta dela presenza del Padre e Gesù Cristo, e l'apertura alla persona e l’azione dello Spirito Santo.

Vi è anche un importante risveglio ad una nuova e più piena vita sacramentale, così come un amore più profondo per la Chiesa, il Papa e la Vergine Maria.

Ma i frutti più "spettacolari" del Rinnovamento sono, senza dubbio, la riscoperta della vita di preghiera, sia quella personale, come specialmente quella comunitaria, e l'unione dei cristiani in una vera e sincera “comunione", che ha originato le nuove comunità, con i loro stili di vita diversi, ma tutte dando una testimonianza pratica e visibile della fede che anima i suoi membri.

Non sono pochi, senza dubbio, tutti questi risultati ottenuti nello svolgimento dei numerosi obiettivi, ma non dobbiamo rimanere momentaneamente accecati con la gioiosa visione di tutti questi successi, certamente basati sulla apertura, la disponibilità e docilità alla direzione dello Spirito Santo, e invece dobbiamo guardare con attenzione per scoprire le cose che sono ancora "compiti da fare" nel RNS.

Dio è infinita perfezione e pienezza, e non ci sarà mai un limite máximo che si possa raggiungere nella vita spirituale, che è quello di condividere la stessa vita di Dio, già che ci sarà sempre molto di più per scoprire ed andare avanti.

Se esaminiano gli obiettivi del RNS che abbiamo sintetizzato al principio di questo capitolo, tanto quelli sorti nel discernimento della prima ora, come il più attuale, ci troveremo con due importanti aspetti in cui dobbiamo fermarci per analizzarli con molta attenzione.

Il primo di loro riguarda la visione così tanto chiara che hanno avuto i primi leaders del Rinnovamento, in quanto sostenevono enfaticamente che il Rinnovamento non doveva restare nel proposito di diventare un movimento in più nella Chiesa, ma era destinato a rinnovare tutta la vita cristiana, nel potere dello Spirito Santo, e quindi doveva inserirsi decisamente nella spiritualità e le attività della Chiesa.

Dopo quaranta anni, il Rinnovamento Nello Spirito si è trasformato precisamente in un movimento della Chiesa, accettato già quasi senza riserve nella maggior parte dei paesi per i vescovi, con un grande sviluppo proprio, ma anche con una identità propria che non si "miscela” in una grande misura con il resto delle attività tradizionali della Chiesa. Precisamente gli statuti del ICCRS che abbiamo comentato nel punto precedente, definiscano il RNS come un "movimento mondiale”, benché senza fondatori ne elenchi di partecipanti.

Il Rinnovamento, attraverso i suoi gruppi di preghiera, è inserito nella vita di un buon numero di Parrocchie cattoliche in tutti i paesi, ma nella maggior parte di loro sono ancora "i carismatici", tollerati dai membri di altri gruppi e movimenti della parrocchia, ed ancora visti con simpatia, ma con attività e vita spirituale da parte, con le sue proprie caratteristiche, delle quali, in generale, gli altri membri della parrocchia non capiscono molto di cui si tratta, ne hanno un gran interesse per saperlo. Neppure, in generale, sono ancora chiamati i "pazzi", ma certe cose come il parlare in lingue, o il "riposo nello Spirito“ continuano a produrre diffidenza e sospetto in molti luoghi.

Possiamo dire, quindi, che il RNS d’un lato si è inserito in molte parrocchie, in quasi tutte le parti del mondo dove la religione cattolica è praticata, ma in generale si è mantenuto come un movimento di più all'interno della Chiesa.

Si è anche affermata e accentuata la sua caratteristica "pentecostale” o "carismatica", che definisce e distingue il Rinnovamento dagli altri movimenti della Chiesa, cosa che ha implicato, in qualche modo, lo sviluppo di una "spiritualità Carismatica".

Questa differenziazione si avverte anche a livello delle messe, con l'emergere delle cosiddette "Messe carismatiche" o "Messe di guarigione”, che sono celebrate da sacerdoti appartenenti al Rinnovamento, e distinguibili da quelle tradizionali per la lode chiassosa, i canti ed orazioni in lingue, preghiere per la guarigione interna e guarigione fisica, per le profezie, per il "riposo nello Spirito" e altri aspetti derivati dalle esperienze dei gruppi di preghiera carismatici.

Diventa così abbastanza chiaro che la visione dei primi leaders del Rinnovamento, per quanto esso doveva essere meno "carismatico" e più "cattolico" e doveva inserirsi con profondità nella spiritualità e la vita della Chiesa, portando un rinnovamento della vita cristiana, nel potere dello Spirito, non ha evoluto, ma s’è affermato l’opposto, vale a dire, un Rinnovamento come un movimento accettato e molto forte nella Chiesa, ma non più che un movimento, ben differenziato e con caratteristiche proprie.

Possiamo faci molte domande dinanzi a questa conclusione: vi è stata una visione iniziale erronea nel Rinnovamento Nello Spirito? È veramente qualcosa di buono che si sia verificata questa evoluzione verso un movimento forte e strutturato all'interno della Chiesa? Quali sono state le ragioni perché questo avvenga? Le risposte a queste domande le cercheremo più avanti, perché sono collegate ad un secondo aspetto importante relativo al compimento degli obiettivi del RNS che si tratterà qui di seguito.

Troviamo già dalla prima comprensione di sé stesso che ha avuto il RNS una fine molto ben definita, che originariamente si impostò come “raggiungere la pienezza della vita nello Spirito Santo, con il pieno esercizio dei doni e dei carismi dello Spirito", cosa che implica chiaramente avanzare verso la santità, "la pienezza della vita cristiana" come ê definita dal Concilio Vaticano II.

Questa fine è molto esplicita negli statuti di ICCRS che abbiamo già esaminato, nella sezione 5 degli obiettivi del RNS:

5. Promuovere la crescita costante nella santità, attraverso l’adeguata integrazione della dimensione carismatica con la vita piena della Chiesa.

Anche la Fraternità Cattolica delle Comunità Carismatiche di Alleanza è molto chiara su questo argomento nei suoi propri statuti:“1.5 È il desiderio della Fraternità che le sue comunità membri siano formate in modo tale da crescere nella santità, nella sua comunione con la Chiesa e nella sua testimonianza apostolica nel mondo”.

Pertanto non vi è alcun dubbio che avanzare verso la ricerca di una crescita nella santità è stato praticamente uno degli fini ultimi del RNS dall'inizio fino ad oggi.

Che cosa si può dire in relazione al compimento di questo obiettivo? Che difficile è la risposta! Come fare per sapere con alcuna certezza in quante anime è stata davvero accesa la fiamma pura della santità di vita?

Ovviamente questo non può essere affermato, ma nonostante dobbiamo essere in grado di trovare un certo orientamento che ci permetta di valutare questo punto, e allora facciamo appello nuovamente all'insegnamento del Maestro, di Gesù stesso, ed Egli ci dice che "l’albero buono dal suo frutto è riconosciuto." La santità di vita produce necessariamente frutti, e questi frutti sono il riflesso esterno, diremmo, di ciò che esiste nel interiore dell’anima santa.

Lungo tutta la storia della Chiesa, osservando come è stata la vita dei santi riconosciuti e canonizzati, troveremo che in quest’ultimi, nonostante le grandi differenze riguardo alle sue chiamate e le sue opere, ci sono due caratteristiche comuni: la prima è che non passano inosservati, malgrado i sforzi che fanno molte volte per evitare di essere notati. Il profumo di santità non può essere evitato, si sparge e si fa notare attorno al santo, anche se egli nulla fa, perché semplicemente si diffonde dalla sua presenza.

L'altra caratteristica è che il santo necessariamente produce cambiamenti nel suo ambiente, sia esso piccolo o píù ampio. Il santo non può evitare di influenzare il mondo intorno a lui, sia per il suo esempio e testimonianza di vita, in opposizione in generale a tutto ciò che lo circonda, che conduce gli altri a volere imitarlo e seguirlo, come per condurre a termine qualsiasi tipo di missione che Dio l’ha affidato, evidenziata in una opera concreta, come fondare ordini religiosi, sviluppare principi teologici ispirati come l’hanno fatto i dottori della Chiesa, effettuare opere di carità e di misericordia, essere voci profetiche della Chiesa, scrivere libri esemplari ed utili per la crescita spirituale, sviluppare diverse opere di evangelizzazione, e così via.

L'azione del santo influenza in modo più o meno profondo e notorio nella vita della Chiesa del suo tempo e lascia delle traccie permanenti.

La Chiesa comincia a partire dell’effusione dello Spirito nella Pentecoste, con cento venti discepoli e apostoli che hanno avanzato per un cammino di santità mossi dallo Spirito Santo. All'interno del Rinnovamento è stato detto e ripetuto sovente che questa esperienza che si vive nello Spirito Santo equivale ad un "Pentecoste oggi."

Consideriamo che dopo la Pentecoste storica, questi cento venti uomini, più le molte donne che erano con loro, insieme alla Vergine Maria, sono usciti al mondo, e con tutte le limitazioni di comunicazione dell’epoca riuscirono ad impregnare e trasformare, fino a convertirlo al cristianesimo, il vasto Impero Romano, pagano e crudele persecutore dei cristiani.

Oggi sappiamo che probabilmente più di un centinaio di milioni di cattolici hanno sperimentato il "battesimo nel Spirito", definito nel Rinnovamento come "Pentecoste oggi", ed appare allora fortemente una questione: Perché non si osserva una profonda trasformazione, non solo nella Chiesa cattolica, ma in tutto il mondo, più ancora se prendiamo in considerazione i mezzi di comunicazione di massa che oggi sono disponibili?

Forse si potrà dire che sono soltanto passati quarant’anni, ma ciò implica quasi una generazione completa di persone. Se di questo centinaio di milioni di cattolici rinnovati, anche se avesse avanzato verso un effettivo progresso in santità il uno per cento, avremmo oggi un milione di santi dispersi in tutto il mondo. Non sarebbe questo veramente notorio? Ma vediamo che ancora non lo è.

Dinanzi a questa realtà soltanto troviamo due possibilità di spiegarla: o i Santi di oggi possiedono caratteristiche che li fanno passare completamente inosservati, cosa che sarebbe contradittoria con ciò che è stata la santità nella storia della Chiesa, o in realtà non si è ancora prodotta quest’evoluzione verso la santità, almeno entro il contesto attuale del Rinnovamento Nello Spirito.

Quindi sembra che questo obiettivo, che è praticamente uno degli ultimi fini del Rinnovamento, non è ancora stato raggiunto. Se ammettiamo questo, dobbiamo a sua volta cercare di discernere il fatto se egli non è stato raggiunto ma si è sulla buona strada per arrivare ad esso, o vi è un certo ristagno o una deviazione che lo ritarda o impedisce in qualche modo.

Come è logico pensare, il fatto di trovare una risposta con fondamento a tutte queste domande sarebbe cruciale oggi per il Rinnovamento Nello Spirito, perché influirebbe direttamente sulla la rotta che egli deve seguire per tentare di raggiungere il fine per il quale fu suscitato dallo Spirito Santo.

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