Contempladores

Rinnovare Il Rinnovamento Nello Spirito Santo.

Capitolo 2: L'Autocomprensione Del RNS Su Sè Stesso.

Capitolo 1: Cos'È Il Rinnovamento Nello Spirito o Carismatico.
Capitolo 2: L'Autocomprensione Del R.N.S. Su Sè Stesso.
Capitolo 3: Gli Obiettivi Del Rinnovamento Nello Spirito Ed Il Loro Compimento.
Capitolo 4: Difficoltà Esistenti Nel Rinnovamento Nello Spirito Per Il Compimento Dei Suoi Obiettivi.
Capitolo 5: L'Esperienza Dell' "Approfondimento Della Vita Nello Spirito"
Capitolo 6: Rinnovare Il Rinnovamento Nello Spirito Santo.

Riassunto del Capitolo

Anche questo Capitolo non è ancora tradotto all’italiano, perciò presentiamo in seguito un riassunto dei argomenti svilluppati in esso: Si tratta di un capitolo con abbondante materiale, dove si espone qual’è stata l’autocomprensione su sé stesso nei eroici inizi di questo nuovo movimento della Chiesa. La questione fondamentale che si fece il RNS fin dal suo inizio fu molto chiara: perché fu suscitato dallo Spirito Santo?

Le risposte arrivarono gradualmente, giacché al non essere il Rinnovamento Nello Spirito un movimento con un fondatore determinato ed obbiettivi predefiniti, poco a poco apparirono i primi leaders, che con il tempo hanno cominciato a comprendere la fisonomia e le caratteristiche particolari di questo fenomeno religioso que irruppe nella Chiesa cattolica.

In questo Capitolo si presentano in maggioranza le manifestazione ed il pensiero dei primi leaders, dopo cuatro o cinque anni di prodotto il sorgere del RNS, che furono delineando le risposte a tante questioni. In seguito daremmo una breve sintesi di ognuno degli scritti presentati:

[ Sopra ]

1) P. Kilian Mc Donnel (1972):

Questo è un interessante articolo del P. Kilian Mc Donnel, O.S.B., il cui titolo è: “Cattolici Carismatici – riscoprimento della fame di Dio e di sentire la sua presenza”, pubblicato nella rivista “Commonweal” e tradotto allo spagnolo e pubblicato nel N° 1 della rivista “Alabaré”, di agosto 1972, rivista il cui direttore fu il P. Tom Forrest, uno dei pioneri del R.N.S. in Centroamérica.

In questo articolo già troviamo una caratteristica distintiva del RNS che mai si dovrebbe perdere di vista: la esperienza carismatica non è diretta specificamente al uso ed esercizio dei carismi straordinari, ma ad ottenere la pienezza della vita nello Spirito Santo. Si va aprendo con forza il concetto che la componente “carismatica” del movimento, sebbene importante, non è quello fondamentale, ma che quello che importa è integrare la forza dell’apertura allo Spirito Santo che produce l’esperienza della “effusione dello Spirito” nella totalità della vita e spiritualità cristiana, per avanzare verso una vera conversione che porti a compiere la vocazione alla santità di tutti i fedeli cattolici.

Scrive il P. Mc Donnel:

"Benché alcuni carismatici l'obietterebbero, il cammino carismatico è essenzialmente una spiritualità. Una vera spiritualità deve comprendere la totalità del mistero Cristiano, benché in sé dia più enfasi a certi aspetti. L’approccio della spiritualità carismatica potrebbe descriversi come "la pienezza della vita nello Spirito Santo e l'esercizio dei doni dello Spirito, essendo ambedue orientati a proclamare che Gesù è Signore per la Gloria di Dio.” In termini teologici questo è il Movimento Carismatico.”

[ Sopra ]

2) Kevin Ranaghan (1972):

Dal 2 al 4 giugno 1972 si effettuò a Notre Dame, Indiana, la sesta Assamblea del Rinnovamento. Sabato mattina si ascoltò una riflessione di Kevin Ranaghan sull'impatto della Rinnovazione Carismatica nella Chiesa, trascritto nel Nº 1 della rivista "Alabaré".

Kevin Ranaghan, insieme a sua moglie, fu uno di quelli che hanno avuto parte nelle prime esperienze del “battesimo nello Spirito” (vedi Capitolo 1). Si riferisce al ruolo che dovrà disimpegnare il Rinnovamento all’ interno della Chiesa. Vediamo un passo della sua intervenzione:

“Il Signore non vuole che il suo Spirito sia tollerato insieme a tutto il resto. Il Signore non vuole che il suo Spirito sia tollerato; il Signore vuole che il suo Spirito sia accettato, e che includa tutta la sua gente... Non possiamo permettere che il Rinnovamento Carismatico si trasformi in un'altra attività buona o un'altra devozione pia nella Chiesa. Non possiamo accontentarci di rimanere isolati per la tolleranza; piuttosto dobbiamo dedicare le nostre vite per la totale accettazione e partecipazione di tutti i cattolici nella Chiesa del Signore spiritualmente rinnovata.”

[ Sopra ]

3) Vescovo Joseph Vath (1972):

Già fino dalla prima epoca del Rinnovamento l’aspetto della missione del Rinnovamento all’interno della Chiesa, discernito per i suoi leaders, fu preso in considerazione dalla Chiesa stessa. Nel N° 2 della rivista “Alabaré” si trascrive una lettera pastorale di un vescovo dei Stati Uniti.

Tra l’altro, questo Vescovo afferma: “Ora chiedo a questi gruppi di preghiera nella nostra Diocesi che comincino un'incessante corrente di preghiera a Dio per la rinnovazione della nostra Diocesi. Io chiedo che ogni gruppo di preghiera ricordi nelle sue riunioni la gran necessità dell'alito dello Spirito di Dio sui suoi vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della nostra Diocesi, che ci convertiamo uno in Spirito. Io sono fiducioso che quando vescovi, sacerdoti e religiosi, tutti insieme con il popolo di Dio, uniti in preghiera di lode, adorazione e rendimento di grazie a Dio, saremo testimoni della Nuova Pentecoste della quale il Papa Giovanni parlò prima del Secondo Concilio Vaticano.”

[ Sopra ]

4) Bert Ghezzi (1972):

Anche nel N° 2 della Rivista “Alabaré” troviamo un elaborato di Bert Ghezzi, col titolo di “Formazione spirituale dei adulti al modo pentecostale”. Qui l’autore abborda con molto dettaglio uno dei temi que abbiamo già visto que sorgerono fin dall’inizio del Rinnovamento, di fronte alla neccesità che appare nei cattolici che hanno vissuto l’esperienza carismatica, di ricevere una formazione che possa badare la nuova situazione nella quale si trovano.

Trascriviamo una parte dei concetti di questo autore:

“Generalmente la formazione religiosa offre agli adulti ogni tipo di informazione sull'aborto, l'ecologia, informazione su questioni teologiche tali come l'infallibilità o la Resurrezione. Informazione circa come realizzarsi come persona, e così via. Non voglio discutere il valore di questa classe di conoscenza. Ma sono convinto che questa informazione non è di molto valore per chi non vive la vita nello Spirito. Al contrario, il ravvivamento carismatico aiuta alla gente in primo luogo ad avere un'esperienza della vita con Dio ed allora li provvede istruzioni che li aiutino a crescere ed imparare.”

“La proclamazione del Vangelo non è proprietà esclusiva dei cattolici pentecostali. Appartiene a tutti i cattolici e tutti i cristiani, perché è la parola salvífica di Dio. Tuttavia, molto spesso i responsabili della formazione di adulti cattolici non si preoccupano di predicare quello che è essenziale del messaggio evangelico. Frequentemente sacerdoti, maestri e scrittori non proclamano la Buona Novella perché credono che i buoni cattolici a chi si dirigono non hanno bisogno di udire le cose basilari. Non sembrano essere coscienti che tutte le istruzioni e consigli sulla vita cristiana che danno, si convertano, precisamente, nella cosa opposta al cristianesimo, a meno che si diano, esplicitamente, dentro il contenuto del Vangelo.”

[ Sopra ]

5) José Prado Flores (1981):

Precisamente rispetto al contenuto e fondamento del messaggio basilare cristiano che tanto chiaro si aveva nei principi del Rinnovamento, troviamo un articolo molto interessante di José Prado Flores, un altro gran pioniere del Rinnovamento latinoamericano, trascritto nel libro "Evangelizzazione", della collezione "Riflessioni" di Edizioni Pauline. Qui si riproduce un insegnamento di Prado Flores tratto dalla rivista "Pentecoste" di Santiago di Cile, nel numero di novembre-dicembre di 1981.

L'autore espone nel suo insegnamento il senso della prima proclamazione cristiana, il "kerygma":

"L'evangelizzazione ha due tappe ben chiare e successive. L'ordine di queste due tappe non può essere cambiato da noi. Credo che il problema principale nella Chiesa, per molti anni, è stato che diamo troppa catechesi a chi ancora non sono nati di nuovo. Li riempiamo di dottrina, di morale, di dogma, di liturgia, di molte cose che sono in sé molto importanti, ma che non possono essere la prima cosa. La prima cosa che si necessita è nascere; poi viene la crescita. Se una persona non è nata nuovamente, non può assimilare la dottrina, né la morale, né il dogma, né la teologia. In primo luogo quello che bisogna trasmettere e consegnare è a Gesù, la persona di Gesù. Questo fu quello che fecero i primi evangelisti ed apostoli. Quello che essi insegnavano era sempre la stessa cosa: GESÙ. Nel principio della vita della Chiesa si battezzava solo a quelli che erano stati convertiti, che avevano avuto un incontro con Gesù. Io credo che oggi il compito è alla rovescia: bisogna evangelizzare a quelli che sono battezzati. Perché molti non vivono del suo battesimo. Questo fu certamente un rito efficace, ma dopo non fu vissuto conseguentemente. Molti battezzati sono spiritualmente morti. Noi non possiamo inventare cosa è l'evangelizzazione, né quali sono le sue tappe. È necessario che guardiamo all'indietro, agli inizi della Chiesa in cui lo Spirito era presente in un modo speciale. Questo testimonio l'abbiamo nella sacra Scrittura. Per quel motivo dobbiamo guardare nelle Scritture per vedere come evangelizzavano i primi evangelizzatori.”

In questa maniera semplice e concreta, con pieno fondamento biblico, deve darsi il primo annuncio nella chiamata “evangelizzazione”, che dovrebbe portare a nascere alla vita cristiana, a viverla sperimentalmente. Rimane molto chiaro nell'esposizione di Prado Flores il tema del primo annuncio cristiano o "kerygma", ma subito sorge una domanda logica: che cosa segue dopo di questo durante il cammino spirituale, o tutto finisce lì? Ovviamente questa domanda apparve nei primi tempi del RNS, mentre si continuava a crescere nella prima esperienza dello Spirito, e furono allora apparendo le risposte.

[ Sopra ]

6) P. Alfonso Navarro (1974):

Prenderemo un articolo scritto per il P. Alfonso Navarro, del Rinnovamento Carismatico del Messico, edito nella rivista "Alabaré" Nº 10, di febbraio-marzo di 1974, sotto il titolo di "Il ministero della Parola nella Chiesa." È molto chiaro in quanto all'importante distinzione delle due fasi che esistono quando si fa conoscere la Parola o Rivelazione di Dio:

"Il ministero della Parola non è un'altra cosa che la continuazione del ministero stesso di Gesù ed il compimento del suo mandato: "Come il Padre mi inviò, così io l'invio." (Giov. 20,21). "Andate, dunque, e proclamate, fate discepoli insegnando loro tutto quello che vi ho detto." (Matteo 28,19; Marco 16,15). È la missione che Gesù diede ai dodici ed ai settanta; la stessa alla quale inviò a tutti i battezzati; la stessa che compiè fedelmente la prima comunità cristiana.

LA MISSIONE DI GESÙ.

Troviamo in Lucca 4,43: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». “Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».” (Lucca 4,40-41).

In questi testi vediamo in sintesi due aspetti: parola e segni. Nella parola vediamo due fasi: proclamare la Buona Novella del Regno, invitando immediatamente, come risposta, alla conversione e la fede; ed insegnare. I segni sono: guarire malati imponendoli le mani ed espellere demoni.”

Dopo il autore sviluppa con molto dettaglio e riferimenti bibblici queste due fasi dell’evangelizzazione: proclamare ed insegnare. Già alla fine del articolo il P. Navarro fa questa riflessione:

“È relativamente facile, e di illusorio successo e di vitalità apparente il fare discepoli che si convertono e si consegnano al Signore e ricevono il dono dello Spirito ascoltando la proclamazione del messaggio di salvazione. Paolo non passò come un cometa evangelizzando e battezzando da una città ad altra, bensí dopo questo primo lavoro rimaneva lungo tempo con i nuovi credenti, formando comunità e solidificando la sua fede ed il suo camminare nella vita nuova con l'insegnamento, fino a potere lasciare anziani di quella stessa comunità, ed allora soltanto passava ad un altro luogo per seguire lo stesso processo. L'opera dell'evangelizzatore deve essere seguita immediatamente per l'opera del maestro e del pastore. Ogni convertito può e deve dare testimonio di quello che il Signore ha fatto con lui. Ma per dedicarsi al lavoro solido di evangelizzare ed insegnare, così come per essere pastori, si richiedono anziani; uomini maturi nella fede; buoni conoscitori della dottrina; fedeli trasmettitori del deposito della fede; e pieni dello Spirito Santo.”

[ Sopra ]

7) Rivista “Koinonía” (1978):

Sull'importante tema della formazione dei cristiani voglio aggregare alcuni concetti molto buoni che appaiono in un articolo della rivista "Koinonía", edita a Barcellona, Spagna, nel numero di maggio-giugno di 1978, trascritto nel libro "Insegnamento", della collezione "Riflessioni" di Edizioni Pauline del Cile:

"I fratelli che arrivano al Rinnovamento Carismatico attraverso i gruppi provengono dagli ambienti più diversi. Alcuni hanno bisogno innanzitutto di evangelizzazione, altri, d’una formazione ed insegnamento molto determinato, o perché non l'ebbero mai, o perché sebbene l'ebbero, fu di tipo puramente razionale con scarsa ripercussione nelle sue vite. La prima cosa che dobbiamo assicurare è che tutti ricevano l'evangelizzazione. Cioè, che arrivino a conoscere e captino in profondità il nucleo del messaggio cristiano, la Buona Novella, ed acquisiscano una chiara coscienza di quello che è l'essenza della fede cristiana.”

Così introduce il tema questo articolo, sviluppando l’importanza di differenziare il primo annuncio cristiano o kerygma apostolico, dalla formazione posteriore.

Conclude con una riflessione molto importante sui requisiti che devono avere coloro que insegnano:

“I maestri o catechisti devono riempirsi sempre di più, anelare che si sviluppino in essi i doni dalla saggezza, di intelletto e di scienza, ed in generale il carisma dell'insegnamento che li abilita per questo stesso ministero. "Uomini fedeli che siano capaci, a sua volta, di istruire ad altri", (2 Tim. 2,2), che sappiano introdurre nella mentalità ed nei sentimenti di Dio, che non parlino solo alla mente bensì il cuore, creando gli atteggiamenti del Signore che devono definire la vita del cristiano. Hanno dovuto captare il messaggio del Signore, ma devono comunicarlo anche con amore, godimento ed attrazione spirituale. Insostituibile per questo è lo studio, la riflessione, la lettura, la meditazione della Parola, la preghiera e la contemplazione. Se questo manca, non si fa più che ripetere un schema che si ha imparato. Ma non deve essere così, bensì come “un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt. 13,52), affinché "la bocca parli dalla pienezza del cuore” (Lucca 6,45).”

Si tocca qui il fondamento essenziale per la conversione cristiana, necessario in cui insegna il cammino verso la stessa, affinché gli altri possano anche svilupparlo: l'azione dei doni "intellettuali" dello Spirito Santo, a sapere, intelletto, scienza e saggezza, che continueranno a fiorire a partire dall'apertura all’esperienza dell’orazione di contemplazione infusa.

[ Sopra ]

8) Cardinale Joseph Suenens (1973):

Passiamo ora dalla visione della formazione che si considerava necessaria nei principi del RNS a visioni più globali sul Rinnovamento, di alcune delle figure più distaccate dei suoi eroici principi. Il Cardinale León Joseph Suenens, di Malinas, Belgio, fu uno dei partecipanti tra i più noti nelle sessioni del Concilio Vaticano II, per i suoi interventi che furono decisivi per incorporare ai documenti del Concilio la dottrina dei carismi nella Chiesa. Dopo del Concilio il Cardinale Suenens fu nominato dal Papa Paulo VI il suo rappresentante personale davanti al Rinnovamento Carismatico Cattolico di incipiente nascita, dato che il Cardinale si era integrato all'esperienza carismatica. Nella festa di Pentecoste di 1973 il Cardinale emette una Lettera Pastorale, edita nella rivista "Alabaré", Nº 14, di ottobre-novembre di 1975, dove sviluppa il tema “Ritorniamo a trovare al Spirito Santo".

Includiamo alcuni passi di questa lettera, con i rispettivi commenti:

"Iniziando il Concilio, il Papa Giovanni XXIII era cosciente che la Chiesa aveva bisogno di una nuova Pentecoste. Ora, guardando all'indietro, possiamo dire che il Concilio, indicando la sua fede nei carismi, fece un gesto profetico e preparò i cristiani a ricevere il Rinnovamento Carismatico che si sta spargendo per tutti i cinque continenti. Il Rinnovamento Carismatico non è un movimento nuovo, bensì una corrente di grazia che spontaneamente forma da tutte le parti un nuovo tipo di gruppo di preghiera. I cristiani si uniscono per pregare insieme come facevano le prime comunità cristiane. Questi gruppi confidano che la presenza del Signore, operando attraverso lo Spirito Santo, rinnoverà ogni vita.”

Abbiamo qui una definizione del Rinnovamento Carismatico Cattolico che a sua volta chiarisce la sua essenza, che si farà classica nel Rinnovamento: "Il Rinnovamento Carismatico non è un movimento nuovo, bensì una corrente di grazia che spontaneamente forma da tutte le parti un nuovo tipo di gruppo di preghiera”.

Finalmente il Cardinale Suenens parla della meta o fine del Rinnovamento Carismatico:

"La meta del Movimento Carismatico non è creare un'istituzione parallela, bensì di offrire una migliore vita spirituale ai cristiani di oggi. Non rimpiazza o sostituisce quello che altri stanno facendo o sperimentando nella Chiesa. Ansiosi di evitare di centralizzarsi in sé stessi o di dedicarsi ad una vita di preghiera appartata dalla vita della Chiesa, tentano di dargli libertà allo Spirito che, venendo da Dio, vuole abbracciare tutte le implicazioni concrete della cristianità vissute nel mondo di oggi. Il Rinnovamento Carismatico è un dono alla Chiesa post-conciliare. Ma affinché questa grazia sia fruttifera e duratura, è necessario che si sviluppi da un principio in completa armonia con la Chiesa istituzionale.”

Il concetto finale è sommamente importante, in quanto a quello che farà che questa "corrente di grazia" dia frutti e sia realmente duratura: dovrà svilupparsi in completa armonia con la Chiesa istituzionale. Significa che il R.N.S. non è qualcosa che rimpiazza ad altre cose che si stanno facendo nella Chiesa, ma cerca rinnovarla fin dalla sua stessa essenza cattolica, "offrendo ai cristiani di oggi una migliore vita spirituale."

[ Sopra ]

9) P. Heribert Mühlen (1974):

Un altra delle figure importanti degli inizi del Rinnovamento Carismatico fu il P. Heribert Mühlen, considerato uno dei principali teologi dello Spirito Santo della Chiesa Cattolica di oggi, che conobbe nel 1974 al Rinnovamento e di lí in avanti si è trasformato a poco a poco in uno dei suoi grandi teologi. Nella rivista "Alabaré", Nº 12, di giugno-Luglio di 1974, si pubblica un'intervista di Ralph Martín, editore della rivista "New Covenant", al P. Mühlen. Prenderemo alcune delle risposte che diede il sacerdote alle domande di Ralph:

“Vedo più chiaramente che la teologia deve essere riflessione su esperienza reale e non solamente un esercizio o invenzione puramente intellettuale. Vedo come la teologia sta essendo profondamente trasformata per il Rinnovamento Carismatico. Se davvero la teologia dovrà essere vivificante e rimanere in contatto con la realtà, deve cominciare con un'esperienza di Dio, non con una riflessione filosofica dell'essere assoluto. Nel futuro la teologia dovrà incominciare come lo fu nel Nuovo Testamento, con l'esperienza della permanenza dello Spirito Santo nella comunità cristiana. La dottrina e la persona dello Spirito Santo non è un'altra dottrina tra molte, bensì una dottrina e realtà fondamentale nella Chiesa. Una rinnovazione nella vita dello Spirito come incominciamo a sperimentarla ora colpirà non solamente un settore della vita della Chiesa o la teologia, bensì la sua totalità.”

La visione del P. Mühlen sull'importanza che avrà il Rinnovamento nella vita della Chiesa si riassume in tre punti principali che influiscono in tre aree basilari della Chiesa e della vita cristiana: il ritorno ad una vita di preghiera che porta ad una maggiore sicurezza nella fede; una maggiore integrazione della gerarchia della Chiesa nella comunità cristiana; un rinnovamento profondo nella teologia, che dovrà passare di essere più che una speculazione intellettuale ad una vera esperienza di Dio, a partire dall’esperienza rinnovata dell'azione e la presenza dello Spirito Santo. Il Rinnovamento tocca pertanto profondamente tutta la vita della Chiesa.

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10) Steve Clark (1974):

Un altro articolo interessante è l'edito nella rivista "Alabaré" Nº 10, di febbraio-marzo di 1974, riassunto da un libro di Steve Clark, "Verso dove andiamo." Il titolo dell'articolo è "Una visione di quello che il Signore vuole fare", e l'autore, coordinatore di una delle prime comunità del RNS, quella di Ann Arbor, Michigan, Stati Uniti, presenta la sua visione di quello che sente che Dio chiede al Rinnovamento:

Presentiamo qui due dei punti trattati:

"2. Dobbiamo smettere di identificarci come pentecostali per identificarci come cristiani che stanno scoprendo come vivere e servire "nello Spirito." Non dico che c'è qualcosa di cattivo nella parola "pentecostale"; è un buon nome e si riferisce ad una dimensione essenziale del cristianesimo. Non dico che ci sia qualcosa di cattivo con i circoli di preghiera pentecostali; hanno contribuito grandemente a rivivere la fede cristiana in persone che l'avevano persa, o che avevano perso il suo entusiasmo per lei. Neanche dico che sia sbagliato che la gente metta all'inizio tutta la sua attenzione nel battesimo nello Spirito ed i suoi doni spirituali. Alcuni gruppi commettono l'errore di volere camminare molto in fretta e perdono quello che avevano al principio. Come neanche dico che non dobbiamo essere per un po' un gruppo specializzato.

Quello che voglio dire è che dobbiamo parlare di un'altra forma di quello che sta succedendo tra noi. Dobbiamo riferirci a noi stessi e pensare che siamo semplicemente cristiani che hanno scoperto qualcosa che è normale nella vita cristiana. Quando dico questo non voglio dire che essere battezzato nello Spirito e sperimentare i doni spirituali è qualcosa normale nei cristiani di oggi, né che in realtà questo sta succedendo alla maggioranza di essi. Voglio dire semplicemente che queste cose sono suppostamente normali in tutti i cristiani.”

È necessario identificarsi come cristiani e non come pentecostali, nel senso che bisogna capire chiaramente che quello che succede nel Rinnovamento Carismatico non è più che la riscoperta di quello che dovrebbe essere normale nella vita cristiana, e che oggi non esiste già massicciamente tra i fedeli.

" 3. Dobbiamo comprendere che quello che succede tra noi è un rinnovamento e non un movimento. Nella tappa di sviluppo in cui si trova attualmente il Rinnovamento deve essere un movimento. Questo è qualcosa di nuovo che il Signore sta facendo, ed affinché possa crescere e svilupparsi dobbiamo cominciare con un movimento specializzato. Ma quello che sta succedendo è molto più significativo della formazione di un movimento. Dio sta rinnovando completamente la Sua Chiesa in tutti gli aspetti, ed affinché questo proposito arrivi ad essere realtà sta spargendo il suo Spirito.

Il Signore ha dato a questo movimento del quale siamo parte, un ruolo importante a giocare nella sua opera di rinnovazione. Sta agendo attraverso noi per restaurare una dimensione importante della vita cristiana. La nostra meta non deve essere usare quello che il Signore ci ha dato per creare un movimento poderoso che perduri attraverso i secoli. La nostra meta deve essere quella di riuscire a vedere un potere e vita nuovi che abbraccino tutti gli aspetti della Chiesa. In altre parole, la nostra meta deve essere il rinnovamento carismatico di tutta la Chiesa.”

La seconda conseguenza della meta del RNS, che è rinnovare tutta la Chiesa, implica comprendere con chiarezza che il Rinnovamento non è un movimento in più nella Chiesa, ma è un rinnovamento di tutta la vita della Chiesa, nei suoi distinti aspetti.

[ Sopra ]

11) P. Ignacio Díaz de León (1977):

Nel Nº 44 di settembre-ottobre di 1977 della rivista "Acqua Viva", del Rinnovamento Carismatico del Messico, il suo Direttore, il P. Ignacio Díaz de Leon, espone in un interessante articolo questo argomento: "Il Rinnovamento Carismatico non è un fine in sé stesso; Come capirlo?".

Si danno alcuni precisioni importanti sul fine del Rinnovamento, e come fare per capirlo con chiarezza; vediamo alcune delle opinioni:

“Ci sono multiple maniere di descrivere il Rinnovamento Carismatico. Il nome stesso ci suggerisce già con chiarezza la sua natura. Un rinnovamento è un cambiamento. Il Rinnovamento Carismatico è un cambiamento, un nuovo ritmo nella tua vita cristiana, nelle tue relazioni con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Ma il cambiamento consiste inoltre nell'esperienza di speciali grazie e carismi che lo Spirito distribuisce per raggiungere i suoi obiettivi. Per questo motivo si chiama Rinnovamento Carismatico. Da quest'esperienza dei carismi si conclude che il fine che il Signore persegue rinnovando la sua Chiesa va oltre la santificazione degli individui o di certi gruppi e comunità dentro la Chiesa e del mondo. Egli vuole “rinnovare la faccia della terra." Egli vuole servirsi da noi per farsi presente in tutti gli luoghi dove vivono e lavorano gli uomini.”

La descrizione che dà l'autore di quello che è il Rinnovamento Carismatico è molto semplice e chiara: è un cambiamento nella vita cristiana che porta ad una relazione più profonda e sperimentale con Dio Trinità, con l'esperienza certa delle grazie che sparge lo Spirito Santo, i suoi doni e carismi. Il P. Di Leone sottolinea che precisamente la presenza dei carismi definisce che il fine del RNS è un rinnovamento ed edificazione della Chiesa, fine che va oltre la santificazione personale di individui o comunità.

L'autore finisce l'articolo con una visione della direzione verso dove deve andare il Rinnovamento Carismatico, mantenendosi fedele alla sua fine:

“Il Rinnovamento Carismatico allora, non è un fine in sé stesso. Lo Spirito Santo ci rinnova affinché passiamo dal tepore, al fervore e la santità, ed in questo modo santifichiamo il mezzo in cui viviamo e lavoriamo. Così si spiega che tutti quelli battezzati, per più peculiare che sia la sua vocazione nella terra: un frate francescano, una suora contemplativa, un funzionario di governo, un impiegato, un commerciante, un'universitario, assolutamente tutti possano e debbano in virtù del suo rinnovamento carismatico, rinnovare e santificare il ambiente dove svolge la sua vita. Oso dire che quando hanno capito ed incominciato a vivere, con questa mentalità, la sua vocazione battesimale, loro stessi sono carismi personificati, poiché tutto il suo vivere sotto il dominio di Cristo ed all'impulso dello Spirito, edifica alla Chiesa e concorre al bene della comunità. È necessario, dunque, perseverare nel Rinnovamento Carismatico, cammino della nostra perfezione cristiana per il quale ci spinge lo Spirito Santo; è necessario essere fedeli alle nostre riunioni di preghiera e le nostre assemblee. In esse non solo riceviamo, bensì abbiamo il privilegio di dare ed appoggiare i nostri fratelli. Ma sentiamoci, soprattutto, chiamati a dare l'allegra testimonianza della nostra fede nell'area del nostro lavoro, nell'università, nel proprio mezzo familiare. È il Signore Gesù quello che ci ha scelti e ci ha destinati affinché andiamo e dare frutto, un frutto che rimanga.”

È chiaro di tutto questo che il Rinnovamento non può rimanere come un fine in sé stesso. Deve propendere ad una vera ricerca della santità degli individui, ma questa santità deve influenzare fortemente alla Chiesa alla quale appartengono, ed all'ambiente in cui vivono e svolgono i suoi doveri.

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12) Rivista “Acqua Viva” (1983):

Anche nella rivista "Acqua Viva", Nº 80 di settembre-ottobre di 1983 si pubblica un articolo editoriale intitolato "Rinnovamento sí, Rinnovamento no", dove ugualmente si analizza molto a fondo cosa è e cosa non è il Rinnovamento Carismatico:

C'è un secondo punto molto interessante rispetto a quello che non è il Rinnovamento Carismatico:

" 2. Non è principalmente Carismatico. Frequentemente si unisce il termine "carismatico" a quello di movimento. Che cosa pensa lei circa il Movimento Carismatico? domandano frequentemente ad uno. Mi piace il Movimento Carismatico, dice uno, mentre un altro dice: lo trovo pericoloso, ecc. Chiariamo questo aspetto. Il Rinnovamento che lo Spirito Santo sta "suscitando oggi visibilmente nelle regioni ed ambienti più diversi", (Paolo VI), contiene un elemento molto importante quale è il carismatico, ma non ha lì il suo elemento principale. Il Rinnovamento è Carismatico, ma non primordialmente carismatico. Meno ancora, è esclusivamente carismatico.

È carismatico come saggiamente l'espresse Il Concilio Vaticano II: “Inoltre lo Spirito Santo non si limita a santificare e a guidare il popolo di Dio per mezzo dei sacramenti e dei ministeri, e ad adornarlo di virtù, ma « distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui » (1 Cor 12,11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi vari incarichi e uffici utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa” (Lumen Gentium N° 12).

Si sbagliano tanto quelli che vogliono che la Chiesa sia unicamente istituzionale, come quelli che anelano che sia solamente carismatica. Non possiamo esporre la questione se la Chiesa di Cristo deve essere istituzionale o carismatica Per volontà del Signore è e dovrà essere sempre istituzionale e carismatica. Una Chiesa puramente istituzionale morrebbe di arteriosclerosi, ed una solamente carismatica finirebbe in un manicomio.

L'apertura ai carismi, senza escludere a nessuno di essi, è uno degli elementi principali del Rinnovamento Spirituale. Ma la luce dello Spirito Santo fa conoscere il suo giusto valore per evitare l'esagerazione in qualunque senso.”

Qui, nel concetto che il Rinnovamento non è principalmente carismatico, si trova una delle chiavi fondamentali che incideranno sul raggiungere o non il fine per il quale fu suscitato per lo Spirito Santo.

Se il RNS rimane solamente concentrato nell'azione dei carismi, specialmente negli straordinari come lingue, guarigione, liberazione, profezia, miracoli, etc., non smetterà di essere qualcosa di "raro", che rimarrà come appartato dalla vita della Chiesa tradizionale; sarà come un'isola, dove alcuni iniziati sperimentano cose che il resto dei credenti nemmeno capisce cosa sono. Per questo motivo è tanto importante capire che i carismi nella vita della Chiesa non sono più che mezzi adatti per l'evangelizzazione, in primo luogo, e dopo, per l'edificazione della comunità cristiana.

Alla sua fine il articolo prospetta:

“Ma il Rinnovamento non finisce nella persona, ma si estende alla famiglia o la comunità dove ella vive ed agisce, e deve arrivare alle istituzioni e le organizzazioni. L'azione dello Spirito Santo può e deve arrivare a tutto l'uomo e tutti gli uomini. Tale è la meravigliosa possibilità che c'è presentata in questa ora tanto difficile della storia.

Invece di guardare miopemente il Rinnovamento, incominciamo a scorgere tutte le sue possibilità ed apriamo tutte le nostre vite a questo vento forte dello Spirito Santo affinché Egli ci riempia, ci cambi, ci conduca, ci rinnovi, e per mezzo nostro rinnovi il piccolo mondo nel quale ci tocca vivere ed agire.”

Così vediamo esposto con semplicità e chiarezza cosa è il Rinnovamento Carismatico, in quanto all'aspetto di quello che produce nell'uomo: comincia con la conoscenza maggiore dello Spirito Santo, passa per l'esperienza della sua presenza e la sua azione, quello che dovrà produrre una consegna sincera alla sua conduzione, per continuare ad arrivare alla "pienezza" dell'amore che è una delle definizioni della santità che dà il Concilio Vaticano II.

[ Sopra ]

13) Cardinale Joseph Suenens (1977):

Nel anno 1977 il Rinnovamento Carismatico ha compiuto il decimo anniversario della sua nascita negli Stati Uniti. Il Cardinale Suenens, di chi abbiamo già commentiamo la sua Lettera Pastorale di Pentecoste di 1973, dove diede la sua famosa definizione del Rinnovamento Carismatico, come "una corrente di grazia", fece una riflessione in questa opportunità, riprodotta nella rivista "Alabaré", Nº 25, anno 1977, i cui punti più importanti analizzaremo, per finire con questo compendio della visione che il Rinnovamento Carismatico Cattolico ebbe di sé stesso nei primi tempi della sua esistenza:

"Il Rinnovamento Carismatico ci fa coscienti dei nostri valori spirituali, c'invita ad una rivalutazione della nostra eredità cristiana, ad un nuovo risvegliare come popolo di Dio. È importante risaltare la continuità di questo col passato, specialmente col passato immediato, col Vaticano II. Egualmente è importante mantenere questo senso di continuità senza creare l'impressione che è qualcosa di radicalmente nuovo e foraneo alla nostra tradizione. Larry Christenson, uno dei promotori più distaccati nel Rinnovamento Carismatico Luterano, scrisse molto ben trovato che "la stessa parola rinnovamento implica un apprezzamento della cosa vecchia. Dio non annichilisce, Dio redime. Egli non disfa la cosa vecchia, ma la rinnova. Egli non fa cose nuove, Egli rinnova le cose. Un segno di maturità in qualunque movimento del Rinnovamento è l'apprezzamento che questo abbia per suo patrimonio.”

Qui il Cardinale Suenens, il più importante rappresentante del RNS nei suoi inizi, espone un punto fondamentale che non dovrebbe dimenticarsi mai nel Rinnovamento: l'esperienza carismatica, i suoi frutti e conseguenze, non rappresenta qualcosa di "nuovo" che irrompe nella Chiesa, ma implica una rinnovazione di tutto quello "antico", che non si deve mettere a parte né evitare di appoggiarsi su tutto l'enorme e ricco patrimonio della Chiesa.

Rivalutare la straordinaria eredità che abbiamo i cristiani dopo di due mille anni di Chiesa, è uno dei grandi frutti dell'esperienza dello Spirito Santo, poiché questo non è apparso ora con la sua azione nelle anime, ma è lo stesso che ha ispirato tanti santi, dottori, teologi e mistici sperimentali. Per quel motivo sempre sarà un segno di vera maturità nel RNS la stima che si tenga in lei di questo patrimonio che abbiamo ereditato, ed il buon uso che si faccia dello stesso.

Vediamo altri concetti del Cardinale:

“È di somma importanza scegliere accuratamente la nostra terminologia. Quando parliamo circa il Rinnovamento Carismatico come un movimento od organizzazione, ci vediamo tentati a percepire una specie di Chiesa dentro la Chiesa. Esiste il pericolo, se non facciamo attenzione, di creare l'impressione che il Rinnovamento aspira ad una specie di cristianesimo senza adesione religiosa, o ad una specie di súper chiesa che abbracci tutti i cristiani su basi formate per il minimo comune denominatore tra queste. Accettare questa visione implica una negazione della nostra propria identità, un rifiuto della Chiesa specifica, istituita per il Signore d’accordo coi suoi precetti, e guidata per il suo Spirito attraverso i secoli.”

Quello che riferisce qui il Cardinale è un pericolo certo, nel quale molte volte si cade nel Rinnovamento. Certe persone che arrivano al Rinnovamento lo fanno dopo di molto tempo di essere lontani, e magari anche disgustati e risentiti, dalla Chiesa, per distinte ragioni, specialmente a causa di problemi o brutte esperienze con la gerarchia. E credono trovare nel RNS "un'altra" Chiesa, distinta, che ha rotto quasi con la Chiesa tradizionale. Per di più, anche parte dei cattolici che "ritornano" si erano allontanati della Chiesa Cattolica attratti per i protestanti, in alcuna delle sue varie rami, specialmente per quelli chiamati "pentecostali."

L'identità cattolica rimane così in queste persone abbastanza diffusa, mimetizzata, nascosta in un falso concetto di ecumenismo che molti inalberano e che inoltre li porta a mescolare i differenti culti senza nessun pudore. Per questo è che il Cardinale Suenens enfatizza, con moltissima ragione, la necessità di una forte affermazione dell'identità dei cattolici.

Chiarito questo punto cruciale, il Cardinale passa a rispondere la domanda esposta: Che cosa ha per dare alla Chiesa il Rinnovamento Carismatico?: Tra altri concetti, il Cardinale espressa:

“Noi, in realtà, dobbiamo cristianizzare i cristiani. Dobbiamo aiutare a quelli che sono stati confermato sacramentalmente a rinnovarsi spiritualmente. È solo allora riusciremo a vedere un cristianesimo vivo, un cristianesimo preparato per un futuro con meno cristiani per eredità e più cristiani per vocazione...

E se il Rinnovamento Carismatico riesce ad universalizzare l'effusione dello Spirito Santo nel Popolo, avrà fatto storia. Il giorno che questa esperienza sia parte integra dell'iniziazione cristiana normale, la corrente carismatica avrà compiuto la cosa più profonda della sua vocazione: sparire come fiume e perdersi nella profondità dell'unico mare.”

Nel pensiero e la visione del Cardinale Suenens è molto chiaro il ruolo che gli ha dato lo Spirito Santo dentro la Chiesa al RNS: "la facoltà di impartire a tutti i cristiani una rinnovata coscienza ed una totale comprensione della vera essenza del battesimo."

Il Cardinale Suenens definisce che "se il Rinnovamento Carismático riesce ad universalizzare l'effusione dello Spirito Santo nel Popolo, avrà fatto storia", e per quel motivo dice che un giorno il RNS, compiuta la sua missione, dovrà sparire nella profondità dall'unico mare che è la Chiesa.

Questo non dovrebbe perdersi mai di vista nel Rinnovamento, perché segna chiaramente l'obiettivo primo del Rinnovamento. Ma, col tempo e l'avanzamento del RNS nel mondo, ha cominciato a sorgere un altro problema che porta anche ad un nuovo approccio su quello che egli può apportare alla Chiesa: quando una persona è commossa interiormente per l'esperienza della "effusione nello Spirito", sente un nuovo e forte impulso per avanzare nella sua vita cristiana, quello che il Cardinale Suenens esprime come vivere più pienamente il suo Battesimo e Confermazione.

Pertanto le persone necessitano, a partire da questa esperienza, trovare chi li guidino in quello nuovo cammino che è la crescita spirituale, o, detto più chiaramente, la crescita in santità.

Questa è la responsabilità con la quale si si è trovato con il tempo il RNS nei suoi gruppi di preghiera e comunità, e possiamo allora domandarci: Quale è stata la sua risposta? Ci troviamo qui con uno dei interrogativi fondamentali che bisogna farsi oggi rispetto al Rinnovamento, e sul quale tenteremo di indagare esaustivamente nel prossimo capitolo.

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