Contempladores

La Piena Vita Cristiana

Parte Seconda: Fondamenti Della Vita Cristiana.

Capitolo 7: I Fenomeni Mistici Straordinari.

Introduzione.

Parte Prima: L'origine della Vita Cristiana. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 1: Il proposito di Dio per l'uomo.
   Capitolo 2: Il Compimento del proposito di Dio.
   Capitolo 3: Dio non abbandona l'uomo: L'Antico Testamento.
   Capitolo 4: La Salvezza per Gesù Cristo.

Parte Seconda: Fondamenti della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: La Redenzione Oggettiva e Soggettiva.
   Capitolo 2: Gli effetti della Grazia Santificante.
   Capitolo 3: L'Azione della Ragione nell'uomo.
   Capitolo 4: L'Azione della Grazia nell'uomo.
   Capitolo 5: La Santità nella terra.
   Capitolo 6: La Gloria nel Cielo. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 7: I Fenomeni Mistici straordinari. Nuovo - Traduzione Completa

Parte Terza: I mezzi di crescita della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: L'Aspetto Negativo della Crescita Spirituale.
   Capitolo 2: La crescita per i Sacramenti cristiani. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 3: La crescita per il Merito e l'Orazione.
   Capitolo 4: La parte della Vergine Maria nella santificazione degli uomini.
   Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 5: La devozione al Sacro Cuore di Gesù come mezzo di santificazione.
   Nuovo - Traduzione Completa

Parte Cuarta: Lo svilluppo della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: La Vita spirituale al Modo Umano.
   Capitolo 2: La Vita spirituale al Modo Divino.

Per finire l'esposizione dell'azione della grazia nell'uomo, preso questo termine nel senso generale di dono o regalo gratuito di Dio, consideriamo quello che si conosce come fenomeni mistici straordinari, che sebbene non appartengono al cammino normale ed abituale della crescita spirituale, costituiscono anche una manifestazione della presenza ed il potere di Dio tra gli uomini.

Quale è l'origine di questi fenomeni? Per capirlo dobbiamo tenere in conto la divisione che si fa in generale della grazia come dono dato per Dio agli uomini attraverso la Redenzione di Gesù Cristo, e che per questo motivo di solito è chiamata anche grazia di Cristo.
Abbiamo due grandi branche: la chiamata grazia di santificazione, che comprende la grazia santificante o abituale, col nuovo organismo soprannaturale composto per le virtù cristiane ed i doni dello Spirito Santo, e la grazia attuale, che corrisponde a mozioni di Dio che mettono in esercizio le virtù infuse ed i doni dello Spirito Santo, come vedemmo in dettaglio nel Capitolo 4 di questa Parte Seconda.

La seconda branca corrisponde alle chiamate grazie date gratis, che non hanno come oggetto diretto la propria santificazione di chi li riceve, bensì il profitto spirituale del prossimo; queste sono le grazie che generano i fenomeni mistici straordinari.
Vediamo questo stesso in un schema:




Le grazie date gratis hanno differenze importanti con le grazie di santificazione. Queste grazie non fanno parte dell'organismo soprannaturale spirituale, ricevuto con la grazia santificante, ma sono ricevute come mozioni di Dio, quando Egli vuole, per un fine determinato, e dopo cessa la sua azione.
Non appartengono allo sviluppo normale della vita spirituale, per quello che non si manifestano sempre in tutti i santi, e, in realtà, esiste la possibilità che possono esercitarsi per qualcuno che neanche sia in stato di grazia, benché questo sia ovviamente molto raro nell'attuale economia della grazia. Questo è quello che spiega Gesù nel suo insegnamento:
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità." (232)

Gesù insegna che i carismi, che formano parte delle grazie date gratis, come subito vedremo, non portano a chi li esercitino alla salvazione, ma questa soltanto si ottiene facendo la volontà del Padre. Quale è questa volontà di Dio Padre? San Paolo lo dice con chiarezza:
"Voi conoscete infatti quali norme vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù. Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione." (233)

Una drammatica conferma del insegnamento di Gesù la troviamo in Caifa, il sommo sacerdote ebreo, che profetizzò sulla morte di Gesù:
"Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione". Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: "Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera". Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo." (234)

La profezia di Caifa fu certa, ma egli fu strumento diretto della morte di Gesù.
Benché come si puntualizzasse già, normalmente i carismi sono ricevuti ed esercitati per persone in grazia di Dio, questo insegnamento di Gesù deve servirci per mostrarci chiaramente che quello che bisogna cercare in ordine alla propria salvazione è la crescita nella grazia santificante (fare la volontà di Dio), e non desiderare in forma temeraria carismi straordinari; questi già verranno, secondo lo Spirito Santo lo disponga, poiché non sono più che l'aggiunta del santo, che l'abiliterà per compiere meglio la vocazione che Dio gli abbia dato.

Per queste caratteristiche si dice che queste sono grazie straordinarie, quello che significa che possono o non essere presenti nella vita comune della grazia. Il senso primo dell'esistenza di queste grazie è che servono per l'utilità degli altri, invece del profitto di chi li riceve, e per l'edificazione della Chiesa.
Tuttavia, non esiste una divisione tanto rigida tra grazia santificante e grazie date gratis, poiché la grazia che santifica una persona, influenza a sua volta in qualche modo sulle altre persone. Anche le grazie date gratis in principio sono per utilità degli altri, ma in realtà contribuiscono anche alla crescita spirituale, in un modo secondario, di chi li riceve.

Qualcosa che l'esperienza della Chiesa mostra con chiarezza è che, in generale, l'immensa maggioranza dei grandi santi esercitarono un o varie di queste distinte grazie date gratis, le quali risultavano molto difficili da evitare da loro, a dispetto degli sforzi che facevano in molti casi in questo senso.

In generale non è facile dare una classificazione dei fenomeni mistici straordinari, dovuto specialmente alla gran varietà nella forma in cui si manifestano. Seguendo alla maggioranza degli autori di Teologia Ascetica e Mistica moderni, sviluppiamo questo tema secondo la classificazione di questi fenomeni in tre gruppi:

* Grazie date gratis propriamente dette, o carismi.
* Fenomeni divini intellettuali.
* Fenomeni divini di ordine corporale, o psico-fisiologici.

Grazie Date Gratis o Carismi.

Per definire che cosa un carisma è, niente migliore che partire degli stessi termini con che la Chiesa li definisce. Nel Concilio il Vaticano II si è sviluppato una vera dottrina dei carismi dello Spirito Santo:

“Inoltre lo Spirito Santo non si limita a santificare e a guidare il popolo di Dio per mezzo dei sacramenti e dei ministeri, e ad adornarlo di virtù, ma « distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui » (1 Cor 12,11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi vari incarichi e uffici utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa secondo quelle parole: « A ciascuno la manifestazione dello Spirito è data perché torni a comune vantaggio » (1 Cor 12,7). E questi carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e più largamente diffusi, siccome sono soprattutto adatti alle necessità della Chiesa e destinati a rispondervi, vanno accolti con gratitudine e consolazione. Non bisogna però chiedere imprudentemente i doni straordinari, né sperare da essi con presunzione i frutti del lavoro apostolico.” (235)

Cioè, i carismi sono attitudini che sono liberate per l'azione dello Spirito Santo, e possono essere molto semplici e comuni, o anche rari e straordinari. Hanno un aspetto comune: sono destinati al servizio degli altri, col fine di rinnovare ed edificare la Chiesa. Così, in un senso ampio, possono denominarsi "carismi" tutti i talenti naturali e le virtù o qualità permanenti che abbiamo ricevuto del Signore per compiere con una determinata missione nella Chiesa. Si può parlare così dei carismi di un vescovo, o di una missionaria.

In un senso più stretto, il carisma corrisponde a quello che Santo Tomasso chiama le "grazie dati gratis", che sono grazie straordinarie che lo Spirito Santo distribuisce gratuitamente, senza prendere in considerazione alcun merito di chi le riceve, perché la sua unica finalità è il bene altrui.

La base fondamentale della dottrina sui carismi la dà San Paolo:

“E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.” (236)

In generale i teologi considerano che San Paolo non ha voluto dare qui una lista esaustiva dei carismi possibili, ma ha considerato quelli specialmente adatti per la missione apostolica della Chiesa.
Nella nostra epoca, dopo il Concilio Vaticano II, ha preso una gran rilevanza nella Chiesa Cattolica la conoscenza e l’esperianza di questi carismi straordinari, specialmente a partire dalla nascita nel 1967, due anni dopo il Concilio, del chiamato Movimento di Rinnovamento Carismatico Cattolico.

Vediamo brevemente l'utilità dei carismi enunciati per San Paolo, poiché su questo tema si trova nel Rinnovamento Carismatico Cattolico materiale molto abbondante ed accessibile. Partiremo da una classificazione comunemente accettata:

 

* Carismi di conoscenza: Linguaggio di Sapienza
Linguaggio di Scienza
Discernimento di spiriti
* Carismi di opera: Dono di guarigione
Dono di miracoli
Carisma di fede
* Carismi di parola: Dono di profezia
Dono di lingue
Interpretazione delle lingue













Linguaggio di Sapienza: Dobbiamo distinguere innanzitutto questo carisma dal dono dello Spirito Santo dello stesso nome. Vedemmo che il dono di sapienza agiva sull'intelletto, dandogli una visione panoramica ed abarcante dei misteri di Dio, ed anche sulla volontà, generando un'esperienza saporita e profonda dell'amore di Dio e perfezionando la virtù teologale della carità.
Il linguaggio di Sapienza, come carisma, secondo la chiara esposizione di Santo Tomasso, si riferisce ad un'attitudine soprannaturale per comunicare alle persone l'esperienza interna e personale che produce il dono di saggezza, in modo che li istruisca, diletti e commuova profondamente, comunicando in forma chiara e comprensibile i grandi misteri della fede cristiana.
Questo fu uno dei carismi specifici degli apostoli, ed è un carisma che deve continuare ad operare in tutti quelli che si dedicano all'apostolato e l'evangelizzazione nella Chiesa.

Linguaggio di scienza: Questo carisma si riferisce alla conoscenza, per rivelazione soprannaturale, di situazioni o eventi, già sia passati, presenti o futuri, relativi a persone, comunità o paesi che non possono conoscersi per mezzi umani naturali. Si può dire che è come ricevere un piccolo frammento dell'onniscienza di Dio che tutto lo conosce, rispetto ad una situazione determinata.
La sua utilità radica nel fatto che serve per aiutare ad altre persone nella sua vita spirituale, "sapendo" cose che il signore vuole indicarloro, o correggerli, per bene suo. È molto utile per confessori e direttori spirituali.

Discernimento di spiriti: È una facoltà soprannaturale che permette distinguere, di fronte a determinate situazioni o persone, la presenza dell'ispirazione di Dio o l'azione tentatrice ed ingannevole di Satana.
Mediante questo Dono la persona "sa" se un profeta è vero o falso, o se in un luogo determinato c'è una presenza diabolica, o se le parole o le azioni di una persona sono inspirate per lo Spirito Santo o per lo spirito infernale. Si può dire che questo dono apre a quello che lo possiede gli occhi dello spirito per affacciarsi con chiarezza al mondo invisibile, dove si muovono ed agiscono i buoni ed i cattivi spiriti.

Mostra il dono di discernimento le cause di certi atteggiamenti o fenomeni che non sono umanamente spiegabili. È una delle armi più temibili per Satana, perché smaschera i suoi interventi, ancora i più astuti, che si producono quando il demonio si maschera di "angelo di luce", cioè, si presenta ed opera imitando agli angeli buoni e gli stessi doni dello Spirito Santo.

Anche l'utilità di questo dono ha un altro senso, permettendo a quello che lo riceve vedere l'azione e presenza invisibile degli angeli di Dio, e facilitando "vedere" e "scoprire" nelle altre persone i doni e carismi che hanno ricevuto dello Spirito Santo, quello che ha una straordinaria utilità per l'edificazione e la crescita della Chiesa e di tutti i suoi organi ed istituzioni.

Dono di guarigione: per questa grazia si producono fatti di tipo miracoloso che restituiscono la salute corporale a persone, con o senza intervento della scienza medica. In realtà, è una forma di manifestarsi del dono di miracoli che vedremo di seguito, ma, per riferirsi ad uno dei beni che più stima l'uomo che è il suo proprio corpo, è nominato a parte.
C'è un fatto concreto nella vita di Gesù: lì dove andava, guariva ai malati. Ma questo lo faceva di moltissime maniere differenti: in primo luogo, curava in forma individuale, ma lo faceva anche in forma collettiva. Il modo con che guariva sorprende per la sua varietà: a volte tocca il malato, l'impone le mani; altre volte non è Gesù che tocca, ma è toccato dalle persone che allora sono guarite. A volte sana solamente con un'ordine, tanto a chi è presente come a qualcuno distante. In altre opportunità usa gesti speciali, come quando unge con una pasta fatta con fango e la sua saliva, gli occhi di un cieco di nascita, e l'invia dopo a lavarsi ad una fonte. È anche interessante notare che non sempre le cure di Gesù sono la risposta a domande delle persone, ma a volte egli è quello che prende l'iniziativa.

La guarigione è generalmente legata alla fede del malato o di quelli, amici o familiari, che l'avvicinano a Gesù. Il Signore molte volte finisce le sue opere di guarigione dicendo “la tua fede ti ha salvato" o "si faccia secondo la tua fede." Ma non sempre la fede ed il conoscere Gesù è una condizione richiesta. Il Vangelo di San Giovanni conta la guarigione di un paralitico che era malato da trenta otto anni, e stava nella piscina di Betesda. Quando gli ebrei, vedendolo guarito, gli domandano chi l'aveva fatto, riferisce San Giovanni: Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo. (237)

Vediamo cosicché Gesù guarisce con assoluta libertà, senza legarsi a condizioni né situazioni. Pertanto, di fronte a questa varietà, non dobbiamo perdere di vista il significato profondo delle guarigioni che realizza Gesù Cristo. Da una parte queste cure sono prodigi, miracoli, che rivelano l'identità di Cristo come Messia, come Figlio del Padre. Dio è tra gli uomini, è venuto loro, a riscattarli, a salvarli, a restituirle la vita piena. Inoltre, queste cure sono segni, segnali, che evidenziano che ha cominciato una nuova epoca tra gli uomini, che il Regno di Dio è arrivato e, benché ancora incompleto ed imperfetto, arriverà alla sua pienezza nell'altra vita, pienezza che si scorge in queste segni, come che l'uomo non avrà oramai né il dolore né la sofferenza.

Un’altro aspetto che bisogna risaltare è che Gesù si serviva di queste guarigioni, oltre all'azione di altri carismi, per attrarre al popolo alla sua presenza, e così potere arrivare a loro con la sua predicazione. La necessità di vedere mediante prodigi e miracoli che Gesù è tra noi, e per questi segni rendersi conto che c'è realmente già qui un Regno di Dio, come anticipo di quello che si consumerà pienamente nella vita eterna, ma del quale possiamo e dobbiamo già vivere e sperimentare un anticipo in questa vita, continua ad esistere nel mondo di oggi, ed esisterà sempre.
E come lo fece prima Gesù, e lo continuarono dopo i suoi apostoli, questi prodigi e segni saranno quelli che attrarranno le moltitudini di increduli e pagani che, cercando i miracoli di Gesù, attraverso la predicazione col potere dello Spirito Santo, troveranno il Gesù dei miracoli.

Dato che queste guarigioni fanno parte della missione salvífica di Cristo, e dato che questa deve continuare fino al fine del mondo, Gesù ha dato alla sua Chiesa, a partire dai suoi apostoli, il potere di guarire, insieme a quello di perdonare e di fare conoscere la verità rivelata.
Benché il carisma delle guarigioni sia molto diffuso nella Chiesa degli Apostoli, e si va attenuando e restringendo a partire dai primi secoli, sempre nella Chiesa si mantenne vivo, attraverso i santi taumaturgi, ed i santuari mariani.
Inoltre, lo Spirito Santo opera non solamente nella Chiesa per via carismatica, ma anche per i sacramenti che sono vie privilegiate di guarigione, tanto fisica come spirituale.

Il Battesimo e la Riconciliazione sono sacramenti di profonda guarigione spirituale. L'Eucaristia è un sacramento di guarigione interno ed anche fisica. In ogni messa i cattolici chiedono, prima di ricevere la comunione, con le stesse parole del centurione romano "Signore, non sono degno che entri nella mia casa, ma una sola parola tua basterà per guarirmi." C'è finalmente un sacramento proprio per la cura delle malattie che è l'Unzione dei Malati.

A partire dalla rinascita delle manifestazioni carismatiche nel Rinnovamento Carismatico Cattolico, è apparso nuovamente con forza ed abbondantemente il dono di guarigione, come per significare che ancora Cristo ha compassione delle moltitudini ed ancora sana, precisamente quando gli uomini sembrano di avere dimenticato Lui, e tentano altre vie di salvazione.

Dono di miracoli: Si parla di miracolo quando si produce un evento di ordine fisico sull'uomo o sulle cose materiali che deroga di una forma soprannaturale le leggi della natura. Vedemmo già nel punto anteriore che la guarigione fisica delle persone forma parte di fatti miracolosi, per quello che tutte le considerazioni viste si applicano a questo punto, con riferimento alle cose materiali.
L'apparizione di un fatto miracoloso tende fondamentalmente a mostrare la presenza ed il potere di Dio in mezzo agli uomini, insieme alla sua misericordia e pietà, e per convincere agli increduli sulle realtà della fede cristiana.

Fin dall'Antico Testamento i miracoli abbondarono, e furono anche caratteristici nella vita di Gesù, oltre alle guarigioni di malattie. Vediamo come per miracoli il signore generò la materia, nella moltiplicazione dei pani ed i pesci, sfidò le leggi naturali camminando sulle acque o fermando i temporali, resuscitò morti, produsse abbondante pesca dove non ci l'era, etc. In tutti essi mostrò, a quelli che videro e crederono in lui, che era il Messia atteso, il Figlio di Dio.
Dopo, durante la storia della Chiesa, si sono moltiplicati i fatti miracolosi, come segni della presenza di Dio, del suo amore per gli uomini e del suo desiderio di salvarli, e non cesseranno mai, finché ci siano nel mondo santi aperti e disposti all'azione profonda della grazia divina.

Carisma di fede: Questo carisma deve distinguersi molto bene della virtù teologale della fede che abbiamo studiato già estesamente. Per questa virtù l'intelletto umano riceve una luce soprannaturale che gli permette di penetrare nelle verità divine e captare il suo significato.
Invece, il carisma di fede consiste in una capacità che dà la grazia per avere una certezza molto grande su una verità di fede, tale che permette agire a quella persona senza titubare in una situazione estrema, a dispetto di tutte le ragioni umane che si possono opponere, per portare avanti un'opera di Dio.
Anche il carisma di fede fa adatta ad una persona, per la certezza che riceve, per istruire e persuadere le altre persone nelle verità di Dio.

Dono di profezia: questa grazia data gratis è magari la più estesa attraverso la Bibbia, dall'Antico Testamento fino al Nuovo. Il profetismo ebbe un posto distaccato nella comunità dell'Israele, essendo una sua parte integrante. I profeti, insieme ai sacerdoti ed i re, formavano le basi della società israelita, e tutti essi erano gli "unti" per Dio, quelli chiamati personalmente da Lui.
Molti dei Libri dell'Antico Testamento sono libri profetici, distinguendosi lì i grandi profeti (Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele), da altri molti chiamati "profeti minori."

Vediamo ora il senso di quello che denominiamo profezia: In primo luogo osserviamo il termine "profeta": viene dal greco, e significa "portavoce", "annunciatore." Profeta è allora uno che parla a nome di un altro, è un messaggero, un inviato. Nel senso cristiano, si può definire alla profezia come un messaggio speciale di Dio, trasmesso al suo popolo per mezzo di un uomo, chiamato "profeta", sotto l'ispirazione diretta dello Spirito Santo.
C'è generalmente una confusione, e si associa volgarmente "profezia" con una certa predizione o notizia di fatti futuri. In alcuni casi può darsi che sia così, ma nella generalità dei casi la profezia compie una funzione di direzione, nella quale Dio esorta, riconforta ed incoraggia, consola, ed avverte ed anche corregge. Dio ha oggi e sempre molto da dire ai suoi figli per guidarli, ed una forma di farlo è per il potere e l'azione dello Spirito Santo attraverso la profezia.

Bisogna ricordare che tutti i cristiani per il battesimo, sono chiamati ad un ministero profetico comune, come al ministero sacerdotale e reale, ma alcuni di essi sono chiamati in una maniera speciale all'esercizio di un ministero profetico con una dimensione pubblica. Per il suo ministero comune un fedele cristiano parla agli uomini che incontra nel suo cammino, in base alla sua fede, cioè, proclama Gesù, la Buona Novella. Coloro che sperimentano una chiamate speciale da Dio, ricevono il "carisma di profezia", ed avranno allora una funzione più pubblica, nelle celebrazioni di preghiera e liturgiche.

Né il profeta in quanto a possessore del carisma, né le sue profezie, ricevono autenticità per loro stesse, ma devono essere sempre sommesse al discernimento della comunità. Ci sono criteri molto chiari per questo discernimento. In primo luogo, il senso della profezia non può essere mai in disaccordo con la Parola di Dio e gli insegnamenti del Magistero della Chiesa, poiché lo Spirito Santo non può contraddirsi. Anche il contenuto dei messaggi deve essere motivo di consolazione, di speranza o esortazione, e se ci sono correzioni o avvertimenti, devono essere impregnati dall'amore di Dio, indicando il cammino corretto a seguire, e non semplicemente rimproverando. Se una profezia solamente contiene minacce, rimproveri, annunci di punizioni, o quello che produce paura e scoraggiamento, bisogna pensare che è falsa.

Generalmente un messaggio profetico veramente unto ha effetti che tutta la comunità percepisce: si riceve con gioia, con allegria, o con un silenzio carico di riverenza, "sentendo" che quelle parole "toccano" nella profondità del cuore, che penetrano in lui come una spada.
Non si estinse né si estinguerà mai il carisma profetico nella Chiesa, perché non potrebbe continuare la sua marcia senza ascoltare la voce di Dio proveniente dai suoi strumenti privilegiati, i profeti di Dio.

Fenomeni divini intellettuali.

Questi fenomeni includono le chiamate visioni e locuzioni che generalmente si producono insieme, benché le prime si riferiscano alla percezione di realtà o immagini, mentre le locuzioni enunciano idee e concetti trasmissibili per iscritto.
Già dall'insegnamento di Sant’Agostino si è stabilita una divisione classica tra i distinti tipi di visioni. Abbiamo in primo luogo le visioni sensibili o corporali, anche chiamate apparizioni, nelle quali i sensi percepiscono un oggetto naturalmente invisibile per l'uomo. Questa percezione può riferirsi ad una persona, come Gesù, la Vergine María, od un santo, ma anche solo a forme percettibili o luminose. Non tutte le persone presenti possono percepire quello che altre hanno come visione.

La seconda classe di visioni sono le immaginarie o immaginative, che sono quelle prodotte per Dio nell'immaginazione, tanto nello stato di veglia come durante il sonno. Si presentano inaspettatamente, in generale essendo in clima di preghiera o dopo la stessa, ed hanno tanta o più chiarezza e vivacità che le stesse realtà fisice esterne. A volte, per queste visioni, l'anima percorre paesi lontani, o presenza fatti del passato o del futuro.

Finalmente troviamo le visioni intellettuali, che sono quelle dove l’uomo riceve una conoscenza soprannaturale nel suo intelletto, senza forme né immagini. Sono come intuizioni che sorgono in un momento, ma che lasciano una profonda impressione. Si riceve per esse una luce soprannaturale che sorpassa ogni capacità della ragione umana.

Le visioni possono essere dirette tanto alla persona che le riceve, come così pure avere un senso comunitario, quello che bisognerà discernere accuratamente in ogni caso. La cosa importante è sapere come dobbiamo procedere rispetto alle visioni, oltre tentare di discernere la sua origine. San Giovanni della Croce tratta estesamente questo tema nella "Salita al Monte Carmelo" ed è molto chiaro al riguardo nella sua dottrina: le visioni, del tipo che siano, non devono desiderarsi né chiedersi, perché non sono certamente di necessità per la vera crescita spirituale.
In realtà a volte si costituiscono in ostacoli, perché il desiderio delle visioni ruba la purezza della fede e genera una curiosità che è origine di molte illusioni ed occupa lo spirito con cose vane che portano molte volte alla mancanza di umiltà ed obbedienza a nostro Signore. Bisogna riceverle e raccoglierle con gratitudine e gioia, ricevere i suoi frutti e lasciare che sia lo Spirito Santo quello che decida se vuole produrle nuovamente.

In quanto alle locuzioni si classificano anche in auricolari, immaginarie ed intellettuali, secondo siano percepite per gli uditi corporali, l'immaginazione o l'intelletto.

L'obiettivo fondamentale delle locuzioni e visioni è quello di dare a quello che li riceve qualche tipo di rivelazione. La parola rivelare significa "togliere il velo", cioè, mostrare alcuno cosa che era nascosta, velata. Queste verità nascoste di Dio sono rivelate, tanto per il bene generale della Chiesa, come per l’utilità personale di colui che le riceve.

Le rivelazioni si dividono in pubbliche e private secondo che si dirigano a tutta la Chiesa, come è il caso delle Sacre Scritture, o ad una persona in particolare. Delle rivelazioni pubbliche la Chiesa è la sua depositaria e guardiana, e formano il chiamato deposito della fede cristiana. Le rivelazioni private, invece, non appartengono alla fede cattolica, per quello che non è obbligatorio credere in esse.

Quando la Chiesa, dopo un studio e un giudizio prudente, approva una rivelazione privata, non garantisce la sua autenticità, ma dichiara che non contiene niente che si opponga alla Scrittura né alla dottrina cattolica, e che allora può essere proposto come probabile alla credenza pia dei fedeli. Tale è il caso, per esempio, delle apparizioni della Vergine María, rivelate in distinti casi, come in Fátima, Lourdes, Medjugorje, San Nicolás, etc.

Nel interno di quelle che chiamiamo rivelazioni private, si inquadrano i casi di persone che hanno "visto", perché "sono stati lì", differenti scene della vita di Gesù e dei santi, come se fossero testimoni oculari. Santa Brígida fu una di queste persone che "presenziò" passo a passo tutta la passione di Gesù, ed le cui descrizioni sono realmente laceranti. Un caso più recente fu quello della suora Ana Catalina Emmerick che visse la maggior parte della sua vita stimatizzata, agli inizi del secolo diciannove.
Negli ultimi anni della sua vita, un poeta e scrittore, Clemente Brentano, rimase con lei e raccolse quello che la stimatizzata gli faceva conoscere, in vari scritti, raccogliendo rivelazioni e visioni sulla vita di María, di Gesù, degli Apostoli, sul Cielo, l'Inferno, il Purgatorio, etc.

Fenomeni divini corporali.

Se ora consideriamo i fenomeni mistici di ordine corporale, ci troviamo con una gran varietà di manifestazioni soprannaturali che colpiscono all'organismo corporale, come derivazione di esperienze spirituali, tanto nelle sue funzioni vitali come in distinti aspetti delle sue attività materiali. Vediamo una sommaria descrizione dei principali.

Le stimate: è uno dei più sorprendenti fenomeni mistici, e consiste nell'apparizione spontanea nel corpo di una persona di piaghe o stigmi, in mani, piedi, fianco sinistro, nella testa e nella schiena, a similitudine delle ferite sofferte per Cristo nella passione e crocifissione. In generale da queste piaghe sgorga periodicamente sangue pulito e fresco, in forma più o meno copiosa. L’apparizione di stimate va sempre accompagnata da forti tormenti fisici e morali, che assomigliano a chi le soffre a Cristo crocifisso.

La storia registra come il primo stimatizzato a San Francesco d’Assisi, nell'anno 1222. Studiosi seri hanno registrato fino al giorno di oggi più di 300 casi, tra i quali ci sono 62 canonizzati, essendo molto grande la percentuale di donne: quasi il 90 percento del totale. Gli stigmi veri appaiono in persone che praticano le virtù più eroiche e hanno particolare amore alla croce. Bisogna anche notare qualcosa che chiama l’attenzione: non c'è nessun caso registrato tra i protestanti.

Le lacrime ed il sudore di sangue: lo stesso Cristo, come racconta il Vangelo di San Lucca, sudò grosse gocce di sangue, di fronte alla certezza dell'agonia del Calvario ed alla visione di tutti i peccati del mondo, durante la preghiera nell'orto di Getsemaní.
Si sono registrati nella storia vari casi di santi e persone pie che hanno presentato sudori di sangue. Moltissimo più raro è il caso delle lacrime di sangue; ci sono solamente due casi registrati: Rosa María Andriani, (1786 -1845), ed la gran stimatizzata del secolo XX, Teresa Neumann.

Levitazione o elevazione nell'aria: è un fenomeno realmente straordinario che si manifesta di distinte maniere: in certi casi il corpo si mantiene elevato, immobile, senza toccare il suolo, ricevendo il nome di estasi ascensionale. Altre volte il corpo si alza molto in alto e si muove liberamente, quello che si conosce come volo estatico. Anche in altre occasioni la persona cammina o corre vicino al suolo, ma senza toccarlo: è quello che si denomina marcia statica.

Così racconta un autore distinti casi storici del fenomeno di levitazione:

“Si sono dati moltitudine di casi nelle vite dei santi. I principali sono quelli di San Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, San Filippo Neri, San Pietro D’Alcántara, Santa Teresa di Gesù, San Giovanni della Croce, San Francesco Saverio, Santo Tomasso da Villanova, San Paolo della Croce, e, soprattutto, San Giuseppe da Copertino che è, senza disputa, il primo di tutti in questa manifestazione straordinaria del soprannaturale. Nel suo processo di canonizzazione si registrano più di settanta casi di levitazione, occorsi solo nella cittadina di Copertino e dintorni; il numero totale fu moltissimo maggiore.
Lo fu visto volare sulle volte della chiesa, sul pulpito, lungo le muraglie o davanti ad un crocifisso o immagine pia; pianare sull'altare o intorno al tabernacolo, sulle chiome degli alberi, reggersi e dondolarsi come un uccello leggero sul debolissimi rami, percorrere con un salto enormi distanze. Una parola, un sguardo, il minore incidente relazionato con la pietà, lo producevano questi trasporti. In un'epoca della sua vita arrivarono ad essere tanto frequenti che i suoi superiori dovettero escluderlo del carico nel coro, giacchè, contro la sua volontà, interrompeva e perturbava le cerimonie della comunità coi suoi voli estatici.
Detti voli furono perfettamente visti e comprovati da moltitudine di persone, tra esse il papa Urbano VIII ed il principe protestante Giovanni Federico di Brunswick, chi rimase tanto impressionato per il fenomeno che non solamente si convertì al cattolicesimo, ma entrò all'Ordine francescana, alla quale apparteneva il santo.
È anche notabilísimo il caso della Venerabile Suor María di Gesù Agreda. Nelle sue estasi, il suo corpo diventava immobile, insensibile, e si manteneva un po' elevato sulla terra, leggero come se avesse perso il suo peso materiale. Bastava soffiargli leggermente, anche da lontano, per vederla agitarsi e dondolarsi come una leggera piuma.”
(238)

La bilocazione: è un altro dei sorprendenti fenomeni della mistica. Consiste nella presenza di una stessa persona, in forma simultanea, in due luoghi differenti, che possono essere molto distanti uno dell'altro.

Vediamo la sintesi che ci fa di vari casi un autore di Teologia Mistica:

"Oltre i casi tanto conosciuti di San Nicola di Mira, di San Antonio di Padova, di San Francesco Saverio, di San Alfonso Ligorio, del beato Pietro Telmo, di San Martino de Porres, etc. - la cui presenza fu tanto utile in altri luoghi molto distanti di dove si trovavano fisicamente i suoi corpi -, sono notevoli i fatti che si riferiscono alla Venerabile Martina degli Angeli, la quale, a somiglianza di Catalina Emmerick, si presentava molte notti a grandi distanze, per rimediare le necessità del prossimo o della cristianità. In questi viaggi misteriosi percorreva terre e mari, dando dopo una perfetta descrizione di oggetti ed eventi lontani, e parlando con molta proprietà delle cose di navigazione, senza avere visto mai al mare né avere istruzione nessuna. Soleva anche accompagnare ad un'altra religiosa di gran virtù che viveva lontano da lei.
La beata Caterina da Racconigi appariva anche così molte volte, e si lasciava vedere con tutta chiarezza, quando le necessità del prossimo o della Chiesa lo chiedevano: una volta si presentò minacciando da parte di Dio ad un principe e lasciandolo costernato.
Ma uno dei casi più notevoli e meglio comprovati è quello del Venerabile María di Agreda: nei suoi grandi ratti, con lo zelo che la consumava per la salute delle anime, apparve ripetute volte in Nuovo Messico predicando e riuscendo a convertire e catechizzare a migliaia di indios, che dopo andarono a cercare i missionari per essere battezzati. Ed il fatto è che poterono ricevere subito il battesimo, senza altra istruzione; perché risultò che erano già ben disposti. Dissero che una certa donna veniva di quando in quando ad insegnarli e consigliarli, e dopo spariva senza sapere essi dove andava a finire.
La stranezza del caso obbligò a fare grandi verifiche, e per esse si venne a sospettare della Venerabile. Obbligata ella per l'obbedienza, manifestò la verità degli eventi: diede perfetta descrizione di tutte quelle remote regioni e dei paraggi intermedi, come se molte volte l'avesse percorsi tutti, e potè indicare ad alcuno dei missionari quello che egli stesso, tale giorno ed a tale ora, stava facendo tra gli indios.
Ella non accertava a confermare se andava "nel corpo" o "fuori dal corpo”; ma, benché andasse come in un volo, si "sentiva" lì in realtà, ed addirittura "percepiva" fisicamente l'impressione dei cambiamenti di clima. etc. E quando in questo modo distribuiva ai catecumeni alcuni rosari, questi gli sparivano già per sempre della cella... come se il viaggio e la consegna fossero stati fisicamente reali.”
(239)

Il digiuno prolungato o inedia: si registra molte volte nella storia della Chiesa a persone che vissero molti anni senza un altro alimento che la sacra comunione, passando tutti i limiti che resistono le forze naturali.
Vediamo un riassunto di alcuni casi storici:

“Ecco qui alcuni dei più notevoli: la Beata Angela di Foligno (1309), stette dodici anni senza ricevere nessun alimento; Santa Caterina da Siena, (1347-80), otto anni approssimativamente; la Beata Elisabetta di Reute (1421), più di quindici anni; Santa Liduina di Schiedam, (1380 -1433), ventotto anni; il B. Nicola di Flüe, (1417-87), venti anni; la B. Caterina da Racconigi, (1468 -1547), dieci anni. Di epoca più recente possiamo citare a Rosa María Andriani, (1786 -1845), ventotto anni; Dominica Lazzari, (1815 -1848), e Luisa Lateau, (1850 -1883), quattordici anni. Nei nostri giorni è famoso il caso di Teresa Neumann, rigorosamente comprovato per un'osservazione che la critica più severa si è vista obbligata ad ammettere come indiscutibile" (240)

La veglia prolungata: simile al fenomeno anteriore è quello dell'astinenza o privazione del sonno quasi costante, registrata nella vita di molti santi. I casi più notevoli che segnala un autore sono:

"San Pietro D’Alcántara dormì solamente un'ora e mezza giornalmente per quaranta anni, come lo stesso santo riferì a Santa Teresa, aggiungendo che questo era stato il maggiore lavoro di penitenza fino ad abituarsi. Santa Rosa di Lima restringeva a due ore il tempo concesso al riposo, ed a volte meno ancora. Santa Caterina da Ricci da piccola non dormiva più di due o tre ore ogni notte; arrivando a venti anni, quando l'estasi si impadronì della sua vita, non dormiva altro che un'ora per settimana, ed a volte appena due o tre ore per mese. E, infine, la Venerabile Agueda della Croce passò gli ultimi otto anni della sua vita in costante veglia.” (241)

Effluvi luminosi ed odorosi: la contemplazione e l'estasi vanno a volte accompagnati da fenomeni luminosi, già sia come aureole di luce nella fronte o nella testa, o come irradiazioni di luce attraverso tutto il corpo. È uno dei fenomeni meno rari e più frequenti tra i mistici, e che già la Sacra Scrittura si riferisce a Mosè quando discese dal monte Sinaí, ed a Gesù quando si trasfigurò nella cima del Tabor. Rappresentano un'irradiazione esterna dell'intensa trasformazione soprannaturale raggiunta per l'anima.

Esiste anche il fenomeno di profumo soprannaturale, di squisita soavità e fragranza che si stacca dal corpo dei santi mentre vivono, o, dopo morti, dei sepolcri dove riposano le sue reliquie.
Riferisce un altro autore:
"Così dalle stimate di San Francesco d’Assisi emanavono alcune volte soavi odori; per nove mesi continui un’arcana fraganza esalò dalla sua tomba; e, quando ne fu esumato il corpo, ne fluì olio odoroso. E si hanno molti altri fatti simili.” (242)

Questa è la descrizione dei principali fenomeni mistici straordinari. Quale è il suo significato? Senza dubbio, fanno che l'uomo si affacci al fatto che oltre l'ordine naturale, con le sue leggi conosciute per la ragione umana, esiste un complesso mondo di realtà soprannaturali, quello che fa intravedere il suo Autore, quello che tutto lo può, perché è il Creatore di tutto quello che esiste, visibile ed invisibile, naturale e soprannaturale.
Oggigiorno gli uomini si meravigliano di fronte agli avanzamenti della tecnica e la scienza umane, o di certe manifestazioni paranormali o misteriose dell'occultismo e dell'esoterismo. Che piccolo e minimizzato rimane tutto questo davanti al potere di Dio, davanti al vero soprannaturale!

Un gran autore spirituale riassume questo tema dicendo:
"In questi eccezionali fenomeni, dopo un maturo esame del fatto in sé stesso e nelle sue circostanze fisiche, morali e religiose, si apprezza chiaramente che il corpo, lontano da essere un carico per l'anima, come accade con frequenza, si fa docile strumento suo, essendo un riflesso della sua bellezza spirituale, della sua luce infusa e del suo ardente amore. Tali segni esterni ce li dà il Signore, di tempo in tempo, al fine di farci comprendere che la perfetta vita cristiana è il preludio della vita eterna. Fenomeni tanto straordinari, se si esaminano solo superficialmente, sono come le vetrate di un tempio contemplate dalla strada, da dove non è possibile comprendere il suo significato né le sue belle figure; ma, se si esaminano con maggiore attenzione, alla luce della retta ragione e della fede, allora appaiono come quelle vetrate, viste dall'interno, nella sua vera luce ed ambiente; solo di questo modo è possibile apprezzarli in tutta la sua magnificenza." (243)

Abbiamo percorso di questa maniera i fenomeni divini che in forma straordinaria Dio, nella sua infinita saggezza, permette sperimentare ad alcuni eletti, affinché un mondo incredulo e scettico in quello che si riferisce a tutte le cose soprannaturali ed inspiegabili per la ragione umana, debba almeno questionare le sue sicurezze razionali, lasciando che penetri nella sua intelligenza quello che alcuni chiamano il dubbio della fede.

Seguiranno ora le due ultime Parti di questo libro, dove vedremo i mezzi che disponiamo per crescere nella grazia santificante, e quali sono le tappe di quella crescita man mano che si vanno utilizzando questi mezzi, cioè, quali sono i passi per continuare ad avanzare nella santità in questa terra, per ereditare la maggiore gloria nel cielo eterno.


PARTE SECONDA:

I Riferimenti al Capitolo 7:

(232): Matteo 7,21-23
(233): 1 Tessalonicesi 4,2-3
(234): Giovanni 11,47-53
(235): Concilio Vaticano II, Costituzione "Lumen Gentium" N° 12
(236): 1 Corinzi 12,7-11
(237): Giovanni 5,13
(238): A. Royo Marin, "Teologia della Perfezione Cristiana", Parte IV, Capitolo 2
(239): J. Arintero, "La evoluzione mistica"
(240): A. Royo Marin, "Teologia della Perfezione Cristiana", Parte IV, Capitolo 2
(241): A. Royo Marin, "Teologia della Perfezione Cristiana", Parte IV, Capitolo 2
(242): Ad. Tanquerey, "Compendio di Teologia Ascetica e Mistica", Libro III, Capitolo III
(243): R. Garrigou-Lagrange, "Le tre età della vita interiore", Parte quinta.

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