Contempladores

La Piena Vita Cristiana

Parte Seconda: Fondamenti Della Vita Cristiana.

Capitolo 2: Gli Effetti Della Grazia Santificante.

Introduzione.

Parte Prima: L'origine della Vita Cristiana. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 1: Il proposito di Dio per l'uomo.
   Capitolo 2: Il Compimento del proposito di Dio.
   Capitolo 3: Dio non abbandona l'uomo: L'Antico Testamento.
   Capitolo 4: La Salvezza per Gesù Cristo.

Parte Seconda: Fondamenti della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: La Redenzione Oggettiva e Soggettiva.
   Capitolo 2: Gli effetti della Grazia Santificante.
   Capitolo 3: L'Azione della Ragione nell'uomo.
   Capitolo 4: L'Azione della Grazia nell'uomo.
   Capitolo 5: La Santità nella terra.
   Capitolo 6: La Gloria nel Cielo. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 7: I Fenomeni Mistici straordinari. Nuovo - Traduzione Completa

Parte Terza: I mezzi di crescita della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: L'Aspetto Negativo della Crescita Spirituale.
   Capitolo 2: La crescita per i Sacramenti cristiani. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 3: La crescita per il Merito e l'Orazione.
   Capitolo 4: La parte della Vergine Maria nella santificazione degli uomini.
   Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 5: La devozione al Sacro Cuore di Gesù come mezzo di santificazione.
   Nuovo - Traduzione Completa

Parte Cuarta: Lo svilluppo della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: La Vita spirituale al Modo Umano.
   Capitolo 2: La Vita spirituale al Modo Divino.

Il dono supremo di Gesù Cristo.

Abbiamo visto nel capitolo precedente, come la Nuova Alleanza stabilita da Dio con gli uomini, partendo dal sacrificio di Gesù Cristo, porta alla perfezione l'antica Alleanza, iscrivendo la Legge di Dio, non già su tabelle, ma direttamente nei cuori degli uomini. Dio, per i meriti di Gesù Cristo, dà il dono supremo all'umanità, il che significa farli condividere con la sua stessa vita divina, attraverso il dono della grazia santificante. Incorporati dal battesimo al Corpo Mistico di Cristo, di cui egli è il Capo ed i cristiani i suoi membri, essi ricevono la vita divina della grazia che fluisce da Colui che è la pienezza della grazia, dando allora luogo alla Giustificazione.

Siamo ora in grado di cominciare a vedere l'aspetto della grazia santificante più meraviglioso e sublime, che si riferisce agli effetti che produce nell'anima che la riceve, in modo tale che effettivamente comportano una divinizzazione dell'uomo.

Vedremo, con il suo ordine, i seguenti effetti grandiosi della grazia nei giustificati:

* Il perdono dei peccati.
* La diffusione della vita di Cristo: figli adottivi del Padre, eredi di Dio e fratelli in Cristo e coeredi con Lui.
* L'Inabitazione della Santa Trinità nel anima.
* L'incorporazione al nostro essere d'un nuovo organismo soprannaturale.

Il perdono dei peccati.

Si può affermare che la giustificazione sempre ha il suo inizio con il perdono dei peccati, che significa una vera e propria remissione del peccato originale che è presente nella natura umana, a causa della caduta dei primi genitori, come anche qualsiasi peccato che abbia attualmente quello che vive la giustificazione.

Il Catechismo ci chiarisce molto bene questo aspetto:
"La remissione dei peccati nella Chiesa avviene innanzi tutto quando l'anima professa per la prima volta la fede. Con l'acqua battesimale, infatti, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa - né originale né ogni altra contratta posteriormente - e viene rimessa ogni pena da scontare. La grazia del Battesimo, peraltro, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è quasi nessuno " che non debba lottare " contro la concupiscenza, fomite continuo del peccato... La giustificazione separa l'uomo dal peccato che si oppone all'amore di Dio, e purifica il suo cuore dal peccato. La giustificazione fa seguito all'iniziativa della misericordia di Dio che offre il perdono. Riconcilia l'uomo con Dio. Libera dalla schiavitù del peccato e guarisce." (141)

Questo è ciò che è chiamato aspetto negativo della giustificazione, mentre l'aspetto positivo consiste nella santificazione ed il rinnovamento interiore dell'uomo. Questi non sono due effetti distinti, ma possiamo dire che essi siano uno solo, infatti, scompare il peccato e la grazia santificante è infusa, in quanto sono due realtà che non possono coesistere (quando parliamo qui del peccato, ci riferiamo al peccato mortale, quello che fa morire la grazia nell'anima).

La diffusione della vita di Cristo nel cristiano.

Abbiamo detto nel capitolo precedente che la conseguenza fondamentale dell'incorporazione dei esseri umani al Corpo Mistico di Cristo, la sua Chiesa, è quella di partecipare alla stessa vita del Capo, che è Cristo, essendo questa vita condivisa da tutti coloro che formano questo Corpo.
La vita di Cristo si manifesta nel giustificato attraverso la grazia santificante per tre effetti che sono strettamente collegati: noi diventiamo figli adottivi di Dio, suoi eredi e fratelli di Cristo.

San Paolo riassume molto bene questi effetti: "E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!". Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria." (142)

In primo luogo, con la grazia santificante noi diventiamo veramente figli adottivi di Dio. Per comprendere la piena portata di questa grande verità è necessario prendere in considerazione la differenza tra figlio naturale e figlio adottivo. Nell'ordine naturale, i genitori sono coloro che trasmettono ai loro figli, tramite la generazione, la propria natura umana.
Gli uomini non siamo figli naturali di Dio per la grazia, perché Dio Padre ha un solo Figlio secondo la natura divina, che è il Verbo. Quando il Figlio si unisce alla natura umana nella persona di Gesù Cristo, rimane figlio naturale di Dio, perché, come abbiamo già visto, Gesù è una persona divina.

Invece la filiazione divina mediante la grazia è molto diversa, perché la natura umana non si perde, ma riceve per aggiunta soprannaturale una partecipazione alla vita divina, in modo che gli uomini in stato di grazia sono figli adottivi di Dio .
Secondo le leggi umane il figlio adottivo avrà i stessi diritti di un figlio naturale, benché nelle sue vene non corre il sangue dei genitori adottivi, né si producono cambiamenti nella sua natura e personalità umana. Il padre adottivo ama il bambino adottato con un amore simile a quello che avrebbe per un figlio naturale. Invece, con la grazia santificante, l'adozione divina è molto diversa e più completa.

Dio, mediante l'adozione, inculca nella nostra anima in forma fisica, una realtà divina, che è la grazia santificante, che ci permette di dire metaforicamente che fa circolare lo stesso sangue di Dio nel nostro essere spirituale. Si tratta di una vera e propria generazione, una nuova nascita, che non ci dà soltanto il diritto di chiamarci figli di Dio, ma che ci rende una tale realtà, come si esprime San Giovanni:
"Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui." (143)

Un'altra differenza della divina adozione è che risulta molto più amorevole e liberale. Gli uomini adottano perché non hanno figli in cui compiacersi, ma Dio Padre aveva già nel suo Figlio così amato infinita gioia e compiacimento. Tuttavia, egli ha voluto che queste delizie venissero su di noi con la sua adozione, e il suo amore per noi arriva fino all'estremo: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna." (144)

L'implicazione che segue immediatamente dal fatto della filiazione divina adottiva è che diventiamo effettivamente eredi di Dio. Ma, che diversa è questa eredità divina dalle eredità umane¡ Tra gli uomini, i figli non ereditano finché il padre muore, ed inoltre l'eredità disponibile deve dividersi tra tutti gli eredi. Al contrario, l'eredità divina la cominciamo a ricevere dal momento in cui siamo adottati, e la riceveremo pienamente quando arriveremo alla presenza del Padre dopo la nostra morte, perché Egli vive in eterno; ed inoltre, in quanto questa eredità significa il godimento di Dio attraverso la visione beatifica in cielo, e Dio è infinito, la eredità eterna di ciascuno dei suoi figli è la stessa, non diminuisce in relazione al numero di essi.

Sarà in un altro Capitolo più avanti che vedremo in forma completa il significato della vita eterna nella gioia della presenza di Dio, in quanto sia possibile abbracciare con le nostre menti umane un così grande mistero, ma per ora pensiamo solo in ciò che significa, che per questa eredità, Dio mette a nostra disposizione tutti i suoi beni esterni, la sua gloria, la sua potenza, i suoi domini, la sua regalità, il suo onore, e così via. L'anima sarà riempita in modo tale da una gioia e una felicità veramente ineffabile, che tutte le sue aspirazioni e desideri saranno colmati in una abbondanza che non avrà mai fine.

Infine, secondo la Parola di San Paolo che ci aiuta in questa riflessione, la vita nuova ricevuta da Cristo significa anche che giungiamo a essere suoi fratelli e, quindi, anche coeredi di Dio insieme a lui. Anche San Paolo afferma questo fatto della fraternità con Cristo:
"Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli." (145)

Naturalmente è chiaro che non siamo fratelli di Cristo secondo la natura, e neppure siamo figli del Padre in questo modo. Con l'adozione il Figlio del Padre per sua natura diventa fratello dei figli adottivi e condivide la sua eredità con loro. Questo che sembra così semplice ha un enorme significato, perché Dio Padre ci ama come a Cristo, come se fossimo una stessa cosa con suo Figlio, e, allora, appare un fatto ammirevole: tutte le parole d'amore che il Padre ha pronunciato per quanto riguarda il suo Figlio primogenito, sono anche dirette a noi, i suoi figli adottivi!

Prendiamo alcune delle espressioni del nostro Padre per farle nostre:

"Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto"." (146) "Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: "Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!"." (147)

Anche Gesù ci rivela questo che implica essere figli del Padre e fratelli suoi:

"Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui"." (148)
"Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore." (149)
"Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi." (150)
"E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola." (151)

Se potessimo veramente captare il significato di queste parole, e quindi viverlo, allora sarebbe l'inizio per vivere la vita divina in noi, che è niente meno che vivere la piena vita cristiana!

Abbiamo così riassunto il primo grande mistero della nostra divinizzazione per la grazia: possiamo veramente chiamare Dio con il dolce nome di Padre ed a Gesù Cristo con il riconfortante titolo di Fratello.

L'inabitazione della Trinità nelle nostre anime.

La vita divina comunicata a noi dalla grazia santificante ha come effetto un altro dono molto speciale, la cui realtà riempie il cielo di una gioa inmensa, e versa torrenti di luce sulla nostra anima, dandogli una fecondità e pienezza che produrrá frutti divini in essa senza interruzioni: è la inabitazione della Santissima Trinità nella nostra anima. Vediamo in dettaglio in ciò che consiste questo straordinario mistero:

Una delle verità più chiaramente manifestate nel Nuovo Testamento è quella della presenza reale della Santissima Trinità nell'anima di chi si trova in stato di grazia, bene che costituisce anche uno dei grandi misteri della rivelazione di Dio. Gesù ha voluto insegnare questa verità a tutti gli uomini prima di lasciare questa terra, dopo la sua risurrezione, per consolarli così della sua assenza fisica, e, d'un certo modo, dare loro un anticipo sulla vita nel Cielo.

Durante l'ultima cena che condivide con i suoi apostoli, i suoi amici, come egli li chiamò quella notte, le aveva appena annunciato la venuta dello Spirito Santo, che restarebbe per sempre con loro. Dopo di questo le aggiunge un'altra promessa, che sarà per sempre il grande conforto di tutte le anime in grazia, come lo trasmette di San Giovanni: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui." (152)

Quindi, in base a tale solenne promessa di Gesù, ogni anima che viva il suo amore per lui e per questo stesso amore rispetti i suoi comandamenti, sarà amata dal Padre, ed Egli verrà ad essa, insieme con il Figlio, non come se si trattasse semplicemente di una visita, ma per stabilire in essa la sua dimora.

Gesù rivela anche che: "Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi." (153)
Il "Paraclito" ("difensore" o "avvocato" in greco) è lo Spirito Santo che "abita presso di noi" e "sarà" con noi per sempre, ossia, anche lo Spirito Santo dimora nella nostra anima.

Questa presenza reale e soprannaturale delle tre Persone della Trinità nel anima dei giusti è chiamata in teologia inabitazione della Trinità, e differisce notevolmente dalla presenza naturale di Dio in tutta la creazione, tra cui l'uomo, che si denomina omnipresenza o presenza di immensità.

Dobbiamo a questo punto fare un chiarimento per evitare confusioni, poiché molti autori parlano di "inabitazione dello Spirito Santo"; vi è una formula teologica che viene utilizzata per facilitare lo studio della Santissima Trinità, che è nota come appropriazione.
L'appropriazione consiste nel attribuire ad una sola delle tre Persone divine, Padre, Figlio e Spirito Santo, un'operazione o una perfezione che è comune a tutti e tre. Questo viene fatto perché è più facile comprendere l'infinito modo d'agire di Dio, poiché attribuendo ad una delle persone divine certe perfezioni ed operazioni, anche se sappiamo che sono comuni alle tre persone, si comprende meglio quello che è di intelligibile per la mente umana in quelle perfezioni.

Ad esempio, nel Credo diciamo: "Credo in Dio onnipotente, creatore del cielo e della terra", quando onnipotenti sono anche il Figlio e lo Spirito Santo, e i tre hanno creato il mondo visibile e invisibile. Così, per appropriazione, diciamo che il Padre è Onnipotente e Creatore, il Figlio è la Saggezza, la Parola o il Verbo di Dio e lo Spirito Santo è l'Amore, il Santificatore.
Di conseguenza, anche se per appropriazione si parla, così come fa in generale il Nuovo Testamento e la Tradizione della Chiesa, della presenza e dell'azione dello Spirito Santo nella anima in stato di grazia, sappiamo che in essa è sempre presente la Trinità Santissima.

Risulta allora che la presenza della Trinità per la inabitazione è una presenza speciale, intima, che ci dà il vero possesso dello stesso essere infinito di Dio. Non tendiamo più, in effetto, a Dio come qualcosa che è fuori di noi, bensí lo possediamo dentro la nostra anima.

Questa inabitazione della Trinità ha due obiettivi molto speciali per le anime, d'un ordine molto superiore alla presenza naturale di Dio.
Il primo scopo è che la Santissima Trinità vuole farci prendere parte della sua intima vita divina, e quindi trasformarci in Dio, non per essenza, ma per partecipazione in questa vita. Desidera trasformarci con la sua presenza ed azione, e darci nuovamente l'immagine e la somiglianza con lei, quella che l'uomo ha perso con il peccato originale, e che continua sfigurando con i suoi attuali peccati.

L'altro grande effetto, che stupisce veramente a qualunque persona, e va oltre la ragione umana, è che la Santissima Trinità desidera che siamo capaci di godere, fruire, gradire della presenza di quest'ospite divino.

Un riconosciuto teologo contemporaneo ci dice al riguardo:
"Questo è, in tutta la sua sublime grandezza, uno degli scopi più gradevoli della inabitazione della Santissima Trinità nella nostra anima: darci una esperienza ineffabile del grande mistero trinitario, a titolo di anticipo e pregusto sulla beatitudine eterna. Le Persone divine si affidano all'anima perché noi godiamo di esse, secondo la stupefacente terminologia del principe della teologia cattolica, Santo Tomasso D'Aquino, interamente verificata nella pratica dai mistici sperimentali. E benché questa esperienza ineffabile costituisca, senza dubbio, il grado più elevato e sublime dell'unione mistica con Dio, non rappresenta, tuttavia, un favore di tipo "straordinario" al modo delle grazie "gratis date" (o carismi straordinari); entra, invece, nel normale sviluppo della grazia santificante, e tutti i cristiani sono chiamati a queste altezze, ed ad esse ariverebbero effettivamente se fossero perfettamente fedeli alla grazia e non paralizzerebbero con le sue continue resistenze l'azione santificante progressiva dello Spirito Santo." (154)

Come vediamo è molto categorico questo parere, condiviso dalla stragrande maggioranza degli specialisti in teologia mistica attuali. Alcune persone avranno letto o sentito parlare delle profonde esperienze dei grandi mistici sperimentali, come Santa Teresa di Gesù, San Giovanni della Croce, Santa Catalina da Siena, la Beata Angela da Foligno, Santa Maddalena da Pazzi, Santa Caterina da Genova, Suor Elisabetta della Trinità, S. Teresa di Lisieux e così tante anime sante.
Doviamo avere chiaro fin d'ora che oggi, in questo mondo, un fedele cristiano, laico o consacrato, se persevera e se è fedele alla "progressiva azione santificatrice dello Spirito Santo," è destinato a vivere questa vita di intima relazione e piena di ineffabile gioia con la Santa Trinità che abita nella sua anima in stato di grazia.

Precisamente il modo di ottenere questo nella pratica, nella vita di ciascuno, è che questa Santissima Trinità, a partire della sua presenza nel anima, forma nel cristiano un nuovo organismo soprannaturale, che lo abilitarà per raggiungere la trasformazione che gli permetterà vivere ogni volta più profondamente una vita simile alla sua, dando luogo ad un rapporto più intimo e profondo con le tre Persone divine, di cui ci testimoniano tanti santi che l'hanno vissuto.

L'organismo soprannaturale.

Questo divino ospite che è venuto ad abitare nelle anime che lo ricevono, e che è Dio Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vuole darsi pienamente a chi l'ospita e portarlo verso lui, e nella sua bontà, s'occupa di completare e perfezionare la nostra anima, dandoci un organismo soprannaturale, che ci trasformerà, senza toglierci nulla di ciò che potrebbe essere di buono naturalmente in noi, e ci permetterà elevarci gradualmente, in modo che la distanza che ci separa con lui sia ogni volta più piccola.
Quando Dio viene in questo modo all'uomo, non è precisamente per rimanere lì inattivo, ma è per lavorare dall'interno, per causare nelle anime divinizzate con la sua presenza atti simili a quelli che costituiscono la sua propria vita.

Possiamo intravedere alcuni barlumi di ciò che questo comporta considerando un esempio a livello umano. Pensiamo che arriva alla nostra casa un ospite molto importante, per rimanere a vivere con noi; supponiamo che è il massimo esponente della nobiltà del nostro tempo, per esempio il re di un importante paese europeo, e che, inoltre, è allo stesso tempo il pensatore ed intellettuale più conosciuto nel mondo. Improvvisamente, egli decide di lasciare tutta la sua attuale vita e cambiarsi di casa, venendo a vivere in casa nostra.

Se così fosse, al di là delle differenze che ognuno di noi può avere nella sua cultura, la sua educazione o le sue abitudini sociali, non c'è dubbio che per la stragrande maggioranza delle persone questo sarebbe uno "shock", un prendere coscienza del fatto che vi è una separazione, una più o meno grande differenza tra il nostro stile di vita, il comfort della nostra casa, il suo migliore o peggiore stato, in riguardo alle abitudini di questo importante personaggio.

Ma lui non è preoccupato per questo, perché l'unico interesse che lo ha impulsato a venire e vivere con noi è quello di trasmetterci e insegnarci il suo modo di vivere e ciò che egli conosce e sa, in modo che poco a poco potremo avere il suo stesso stile di vita, che ci porterà a gustare e godere in pieno la sua presenza nella nostra casa poiché sarà allora possibile per noi condividere il suo proprio modo di essere e di vivere, la sua conoscenza e saggezza. Ovviamente, al principio ci sentiremmo molto diversi e distanti da lui, e sicuramente non sapremo complessivamente come comportarci nella sua presenza, avendo forse timori e inibizioni, ma egli ci insegnerà tutto quello che abbiamo bisogno, pieno di bontà, amore e pazienza. Ma nel caso di questo supposto personaggio, anche se lui avesse la più grande capacità e bravura come professore e docente per insegnarci, sempre dipenderebbe dalla nostra capacità intellettuale il fatto di ricevere e di imparare tutto ciò che ci vuole trasmettere.

Al contrario, il "metodo" di Dio è completamente diverso e infallibile: come Egli è colui che ci ha dato il nostro essere naturale, ha la capacità di aggiungerci un "nuovo" essere soprannaturale, che comprende delle capacità che ci permetteranno, se perseveriamo, di vivere la sua stessa vita, al di là di quanto siano le nostre capacità naturali. Soltanto ci chiede la nostra disposizione e cooperazione per fare ciò che ci manda per sviluppare questo nuovo essere, e se così lo facciamo, i risultati saranno ammirevoli. Questo "metodo" non è alla portata di nessun essere umano, perché è soprannaturale, e solo Dio può utilizzarlo.

Il nuovo organismo soprannaturale che è ricevuto dalla grazia santificante aggiunge nuove facoltà soprannaturali all'organismo naturale dell'uomo, costituite dalle virtù infuse ed i doni dello Spirito Santo.

Le virtù infuse.

Per evitare confusioni, è necessario distinguere il concetto di ciò che sono le virtù morali acquisite o naturali, in comparazione con le virtù morali infuse o soprannaturali.

Le virtù naturali sono buone attitudini acquistate dagli esseri umani attraverso l'istruzione e la ripetizione degli atti che le sono propri, ed hanno come il suo oggetto tutto ciò accessibile alla ragione naturale. Troviamo molte virtù naturali che l'uomo va imparando e sviluppando con la pratica; daremo alcuni esempi: l'ordine, con il quale mantiene le cose che egli possiede in un particolare luogo per facilitarne la ricerca quando ne avrà bisogno; l'igiene, necessaria per aiutare a vegliare la salute; la temperanza, che, per quanto riguarda, ad esempio, il cibo, cerca di evitare gli eccessi o di mangiare cose nocive, per evitare di danneggiare la salute fisica, o in relazione all'appetito sessuale, cerca di mantenerlo entro dei limiti "civilizzati", e così via.
Queste virtù naturali acquisite non conferiscono alcun nuovo potere, ma per l'abitudine che si contrae con la sua pratica, si ottiene una maggiore facilità nel agire, in conformità alla regola che segna la ragione umana, per ottenere il bene onesto.

Le virtù proprie della vita cristiana, invece, ricevono il nome di virtù infuse, perché è lo stesso Dio che ce li comunica con la grazia. Queste virtù sono innestate negli uomini per elevare e trasformare le energie naturali, rendendoli in grado di eseguire atti soprannaturali, destinati ad uno scopo molto speciale: quello di ottenere la vita eterna nella gloria del cielo.
Vediamo allora che ci sono due differenze sostanziali tra le virtù naturali e quelle infuse: In termini della sua origine, le prime sono abitudini acquisite con la pratica o la ripetizione degli atti che le costituiscono, mentre che quelle infuse, così come è precisato dal suo nome, provengono da Dio, che le infonde nell'anima insieme alla grazia abituale. La seconda differenza è per quanto riguarda alla fine di ciascuna.
Le virtù naturali cercano il bene onesto, per il quale l'uomo è agevolato a condursi rettamente in ordine alle cose umane e la sua natura razionale. Le virtù infuse, invece, cercano il bene soprannaturale, ossia, ci sono date da Dio perché possiamo condurci rettamente come i suoi figli adottivi, esercitando gli atti soprannaturali che riguardano la natura divina di cui partecipiamo con la grazia.

Le virtù infuse sono di due ordini: si chiamano teologali quando ordinano all'uomo direttamente verso il suo ultimo fine, che è Dio, e sono chiamate morali quando sono dirette ai mezzi che abbiamo bisogno per raggiungere questo ultimo fine.

Le virtù teologali sono quelle più importanti della vita cristiana, in quanto tendono a condurci verso Dio ed unirci con lui. Sono tre, cioè:

La Fede, che permette al nostro intelletto umano di captare, in modo soprannaturale, la Rivelazione di Dio attraverso la sua Parola, la Bibbia. Questo è, ci fa conoscere Dio come egli stesso si è rivelato, e ci mette in comunione con il pensiero divino.
La speranza agisce sulla volontà dell'uomo, facendolo desiderare a Dio come il Bene supremo per lui, e generando la fiducia nelle sue promesse, lo incoraggia a raggiungerle.
La carità anche opera sulla volontà, facendo che il credente ami Dio al di sopra di tutte le cose, come a un Padre amorevole e infinitamente buono in sé, causando tra lui e noi una santa amicizia.

Le virtù morali si possono ridurre e compendiare in quattro principali, chiamate virtù cardinali, e da esse derivano tutte le altre virtù. Queste quattro virtù cardinali sono:
La Prudenza, il cui ruolo è quello di aiutare a scegliere i mezzi necessari o utili che ci permetteranno di avanzare verso la nostra fine soprannaturale, vale a dire, la vita eterna in presenza di Dio.
La Giustizia, che inclina la nostra volontà a dare a ciascuno ciò che le è strittamente dovuto, e ci fa rispettare i diritti degli altri.
La Fortezza ci permette difenderci dai pericoli che si nascondono nella vita spirituale, senza timore o violenza, e ci rende in grado di sopportare i fatti difficili e dolorosi della nostra vita.
Infine, la Temperanza ci aiuta in modo soprannaturale a moderare le nostre passioni, permettendoci di fare uso dei beni e dei godimenti sensibili di questo mondo, in modo che non ci allontanino, per il suo disordine, dal cammino della crescita spirituale.

Possiamo riassumere, sulla base di quanto sopra, che la giustizia governa i nostri doveri verso il prossimo; la fortezza e la temperanza, invece, agiscono sui doveri verso noi stessi e, infine, la prudenza, in qualche modo, è la virtù che governa l'esercizio corretto ed adeguato delle altre virtù, a seconda delle loro necessità.

Per cercare di capire con una certa chiarezza come si va perfezionando nell'uomo l'azione soprannaturale della grazia attraverso le virtù infuse, dobbiamo considerare il aspetto più fondamentale della crescita dell'azione di Dio nell'uomo.
Santo Tomasso D'Aquino insegnò molto chiaramente che Dio può agire nell'uomo che è in stato di grazia, in due modi diversi.

In una prima istanza, Dio si adatta al modo umano di agire, vale dire, al suo agire come una creatura razionale. Ciò implica che l'anima umana si trova in uno stato attivo, avendo piena coscienza che prende l'iniziativa, ed agisce secondo il processo discorsivo normale del suo intelletto e volontà, benché queste facoltà della ragione umana sono arricchite e ricevano una nuova capacità soprannaturale per l'azione su di esse delle virtù infuse.
Si potrebbe affermare che questo modo di ricevere l'azione di Dio è un modo inconscio, che rimane nascosto nell'iniziativa che sviluppa l'uomo, e che sarà appena più o meno evidente quando si guardino i risultati delle azioni intraprese, dove si potrà osservare che si è prodotta una azione soprannaturale, al di là delle possibilità naturali.

Su questo tema così fondamentale per la vita spirituale, ci deve rimanere chiaro un altro concetto molto importante: l'azionamento delle virtù infuse, quando si produce governato dalla ragione umana, è sempre imperfetto, perché mentre le virtù sono realtà perfettisime, per la sua indole soprannaturale e divina, sono esercitate imperfettamente, influenzate dal funzionamento psicologico del uomo, con i suoi dubbi, i suoi timori, i suoi pregiudizi, in breve, per tutto ciò che le trasmette nella sua manifestazione il modo umano della semplice ragione naturale, anche se illuminata dalla fede.

Sarà Dio, attraverso la sua azione diretta, ignorando il nostro processo umano razionale, chi permetterà che le virtù raggiungano la perfezione necessaria per la santità, cosa che sarà prodotta per l'azionare delle virtù al modo divino che le sarà fornito per i doni dello Spirito Santo, gli altri componenti del nuovo organismo soprannaturale, che producono il secondo modo di agire della grazia santificante nell'uomo.

Sarà molto più chiaro il ruolo e l'azione delle virtù infuse nel prossimo capitolo, dunque per ora rimaniamo soltanto con l'idea della sua incorporazione al nostro organismo naturale, della sua differenza con le virtù naturali e anche della sua breve descrizione.
Ci ocuperemo in seguito degli altri componenti del nuovo organismo soprannaturale che incorpora a noi la grazia santificante: i doni dello Spirito Santo.

I doni dello Spirito Santo.

L'altra forma nella quale Dio agisce nell'anima umana è mediante un modo superiore alla maniera umana di agire, facendo che il cristiano sia guidato da una specie di istinto divino, infuso da Dio, trascurando il suo processo umano di ragionamente. Si dice che in questo caso l'anima si trova in uno stato passivo, nel senso che prima che abbia avuto il tempo di riflettere per agire, riceve a modo di istinti divini, luci ed ispirazioni, senza che questo sia stato deliberato. Resterà, tuttavia, entro la libertà dell'uomo, il suo consenso per agire in base a queste ispirazioni ricevute dall'alto.
Questi istinti sono mozioni dello Spirito Santo, che quando Dio così lo dispone, senza il contributo diretto della creatura umana, arrivano direttamente alla ragione dell'uomo, il suo intelletto e la sua volontà, per reggere e governare in maniera diretta e immediata la sua vita soprannaturale, e portarla alla perfezione nella pratica delle virtù infuse. Le facoltà del organismo soprannaturale che permettono questa azione sono i doni dello Spirito Santo.

Siamo qui arrivati al punto chiave della teologia della perfezione cristiana, o santità: l'esistenza e l'azione dei doni dello Spirito Santo sull'anima umana. Se, come si dice giustamente, lo Spirito Santo è per molti cristiani di oggi il grande sconosciuto tra le persone della Santissima Trinità, possiamo anche aggiungere qualcosa di più: per la stragrande maggioranza di coloro che vantano di conoscere lo Spirito Santo e di sperimentare la sua presenza e la sua potente azione nella vita cristiana, i sette sacri e pregiatissimi doni dello Spirito Santo sono gli illustri sconosciuti.

Troveremo, ad esempio, nel Rinnovamento Nello Spirito Santo, centinaia di libri ed articoli che ci spiegano e ci insegnano con molta minuziosità ciò che sono i carismi, quale è il suo numero, come è l'azione di ciascuno, come è possibile promuovere il suo sviluppo, quando e come si dovrebbero esercitare, e così via. Ma su i doni dello Spirito Santo, si trova solo qui e là, una semplice menzione, senza spiegare chiaramente in che modo agiscono nell'anima cristiana.

Su questo tema osserviamo un fatto molto certo: nella letteratura cattolica tradizionale, tranne in quella specializzata diretta a chi studiano teologia, anche se a malapena è menzionato il fatto dell'esperienza dello Spirito Santo e l'azione dei carismi, tanto meno si spiega il agire dei doni dello Spirito Santo. Quindi, in generale, non si passa dal fatto di nominare l'elenco dei sette doni, l'intelletto, la saggezza, della scienza, il consiglio, la fortezza, la pietà e il timore di Dio nelle celebrazioni della Pentecoste.

Perché è così importante la comprensione delle caratteristiche e l'azione dei doni dello Spirito Santo? Vediamo ciò che ci dice uno specialista su questo tema:

"Il trattato dei doni dello Spirito Santo costituisce la chiave per la teologia mistica. I più grandi maestri spirituali hanno sottolineato sempre questo ruolo primordiale dello Spirito di amore nella nostra vita spirituale. Ignorare la dottrina dei doni dello Spirito Santo implica sconoscere l'azione più segreta di Dio nella Chiesa. Questo trattato dei doni ci fornisce l'istrumento più potente per analizzare le profondità dell'anima dei santi, e, per contrasto, quelle del dramma del peccato. Lo Spirito Santo è il padrone e Signore dei suoi doni. Cuanto più docili si mostrano le anime alla sua azione, più le avvicina Lui a Dio, e di più realizza su di loro le meraviglie della grazia e della gloria. Le operazioni più elevate delle tre Persone divine nell'anime sono il frutto dei doni dello Spirito Santo." (155)

Infatti, senza conoscere questa azione profonda dei doni, è difficile sapere se uno già la sta vivendo, e tanto meno si può avanzare nella disposizione necessaria affinché si dimostrino ogni volta più chiara e fortemente. In altre parole, è molto difficile avanzare in profondità nella santità, superando gli ostacoli che si frappongono, uno dei quali è precisamente l'ignoranza su questa azione segreta dello Spirito Santo nell'anima attraverso i suoi sette doni.

Abbiamo visto che l'azione dei doni dello Spirito Santo nell'uomo implica che quest'ultimo trascuri la sua propria iniziativa umana, e riduca la sua attività soltanto ad assecondare con docilità le mozioni dello Spirito Santo che arrivano in modo diretto alla sua ragione, al momento che Dio così lo dispone.

E molto importante che sia chiaro questo concetto: i doni dello Spirito Santo funzionano, in qualche modo, come "antenne" ricevitore delle mozioni che provengono direttamente dallo Spirito Santo. Ma non sono principi di azione, altrimenti sempre sono le virtù infuse coloro che produrranno le azioni, tanto siano le virtù teologali, dirette verso Dio, o le cardinali e le sue derivate, ordinate ai mezzi soprannatureli necessari sul cammino che ci porta verso Dio. Così troviamo un motore diverso che mette in attività le virtù cristiane: possono essere dirette da l'uomo attraverso la sua ragione illuminata dalla luce della fede, o dallo Spirito Santo, mediante la ragione dell'uomo illuminata direttamente dai doni dello Spirito Santo.

Questo azionare soprannaturale possiede esattamente la stessa differenza che troviamo nell'ordine naturale, nella vita del uomo razionale. Sul piano umano, generalmente si agisce partendo da un ragionamento, che comporta meditare su una determinata situazione, valutando i motivi a favore e contro, esaminando le varie possibilità che si ha, e la probabilità di successo di ogni alternativa, e infine, si prende una decisione ed è eseguita l'azione risultante.

Ma a volte si agisce diversamente, mossi da una improvvisa ispirazione, a modo di una spinta irreflessiva, come qualcosa istintivo, dove, senza tutto questo processo di riflessione e di valutazione, si agisce seguendo questa ispirazione che è venuta improvvisamente, come un "flash" o un lampo che illumina l'intelletto e mostra ciò che si deve fare.

Questo processo lo troviamo espressato molto chiaramente dallo stesso autore citato precedentemente:

"Mentre che sul piano umano, soltanto alcuni privilegiati geniali -artisti, pensatori, uomini d'azione- appaiono con intermittenza come i beneficiari d'un'ispirazione dall'alto, tutti i cristiani, invece, se sono fedeli, sono dimora dello Spirito Santo, che li incoraggia con il suo personale intervento tante volte quante siano necessarie per la loro salvezza. È possibile formulare come un principio che "ogni volta che la ragione umana è di fronte ad una difficoltà insormontabile per le proprie forze, interviene lo Spirito Santo per ispirargli, da un istinto divino, la soluzione liberatrice."
Ogni cristiano che ha bisogno del aiuto speciale di Dio secondo la sua vocazione e la sua missione nella Chiesa, può contare con l'intervento personale e immediato dello Spirito Santo, come gli Apostoli ed i loro primi discepoli."
(156)

Con questo panorama dell'azione dei doni nel anima del cristiano appare in tutta la sua dimensione la più importante caratteristica dell'azione della grazia nell'uomo, se si persevera nella crescita spirituale, e se si ha una crescente docilità alla azione profonda dello Spirito Santo: arriverà il momento in cui, a partire dall'azione dei sette doni, la mente del uomo soffrirà una trasformazione soprannaturale, con la quale cessarà di funzionare al modo umano, e si muoverà d'accordo al modo divino.

Ecco dove, dopo questa prodigiosa trasformazione, appare il "uomo nuovo", "adulto spirituale" o "uomo perfetto" nella terminologia utilizzata da San Paolo, o, in definitiva, il "santo". San Paolo ci descrive l'esistenza di questa trasformazione, nella comunità cristiana o Chiesa, che porta al "bambino spirituale" ad essere un "uomo perfetto":

"È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore." (157)

Qui San Paolo differenzia il "bambino" cristiano, che è sballottato e confuso nella sua ragione per le cose e influenze che arrivano dal mondo, dall'"uomo perfetto", che risulta essere chi ha raggiunto "la piena maturità di Cristo". In che consiste questa maturità? Lo stesso Paolo lo spiega:
"Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto." (158)

Così San Paolo ci segnala che l"adulto spirituale", l'"uomo perfetto", è quello che vive una trasformazione della sua mente in modo che è completamente rinnovata, e quindi distingue chiaramente, "sa" quale è la volontà di Dio di fronte alle circostanze della sua vita. Questa è l'azione dei doni dello Spirito Santo, che San Paolo chiama "la sapienza tra i perfetti" (159), e il risultato di cui, come conclude, è uno solo: "Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo." (160)

Questa è la conseguenza più notevole della grazia! Ogni cristiano può arrivare ad avere la sua mente, intelletto e volontà, totalmente trasformata, in modo che "riceve" attraverso i doni dello Spirito Santo direttamente le mozioni dello Spirito Santo, che esprimono la volontà di Dio per la sua vita e le sue azioni. È stato quindi trasformato in "un altro Cristo" e sarà allora in grado di esclamare, come ha fatto San Paolo: "Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me." (161)
Siamo così in presenza del santo, dell' "uomo nuovo", quello che, se nella sua libertà resta docile all'azione della grazia, si muoverà ed agirà in piena conformità con la volontà di Dio e, di conseguenza, sarà un perfetto strumento dello Spirito Santo, secondo la sua vocazione e stato, agendo allora in piena "sintonia" con le mozioni che riceve dall'alto.

E molto difficile per la ragione umana comprendere la grandezza di ciò che significa questa trasformazione soprannaturale dell'uomo, che veramente lo "deifica", ma la intravediamo quando leggiamo nella Bibbia, nei Atti degli Apostoli, cosa hanno fatto loro dopo aver vissuto questa profonda trasformazione nel giorno di Pentecoste, il giorno del "battesimo nello Spirito" che Gesù aveva loro promesso. Sono stati trasformati in strumenti per l'evangelizzazione del mondo, con tutta la potenza dello Spirito Santo che si manifestava attraverso di loro con segni, prodigi e miracoli.
E, naturalmente, questa stessa trasformazione la troviamo lungo la storia della Chiesa in tanti santi e sante, che spesso attirano l'attenzione per le cose sorprendenti che hanno fatto nella sua vita, mossi dallo Spirito Santo al quale ascoltavano così bene.

Vedremo nei prossimi capitoli in dettaglio in che maniera e seguendo quali passi e tappe si va producendo nel cristiano che persevera questa enorme trasformazione, questa conversione profonda e totale.

Per finire con questo tema, guardiamo rapidamente il ruolo e l'azione di ciascuno dei sette doni dello Spirito Santo. L'azione diretta e immediata dello Spirito Santo si esercita sulle due facoltà dell'uomo razionale, l'intelletto e la volontà, ciò che permette differenziare i doni dello Spirito Santo in due gruppi:

Ci sono doni chiamati "doni intellettuali", perché la sua azione si centra sull'intelletto:

Dono d'Intelletto: permette in un singolo "sguardo", senza un processo di ragionamento, captare e penetrare nelle verità primordiali della rivelazione di Dio. E il dono che permette di penetrare nel significato occulto della Scrittura e degli eventi che avvengono a noi, delle imagini e simboli sacri, e così via. Conduce alla sua massima perfezione alla virtù della fede.

Dono della Scienza: Consente di "vedere" l'azione di Dio nel mondo che ci circonda, e in particolare, nelle creature. Siamo in grado di vedere attraverso questo dono prontamente e con certezza tutto quanto riguarda alla nostra santificazione ed a quella degli altri. Mediante questo dono il predicatore comprende ciò che egli ha da dire ai suoi ascoltatori per il loro bene, e il direttore spirituale come deve guidare le anime, perché penetra nei loro movimenti segreti e può vedere i cuori nelle sue profondità, ed anche riceve il discernimento infuso degli spiriti. Diventa così questo dono la guida ed il motore delle grandi imprese apostoliche.

Dono della Sapienza: agisce tanto sull'intelletto come sulla volontà; è il dono che perfeziona al massimo la virtù della carità, e dà una "conoscenza saporita", come la define San Bernardo, delle cose di Dio, producendo una gioia ed un gusto soprannaturale. E il dono che dà una conoscenza quasi "sperimentale" della presenza della Trinità nell'anima del giusto, e dal quale derivano le più profonde esperienze mistiche. Questa esperienza dell'amore di Dio così straordinaria è quella che porta la carità, o l'amore di Dio, alla sua massima perfezione qui nella terra.

Dono del Consiglio: si tratta di una luce con la quale lo Spirito Santo ispira al credente ciò che deve fare in termini della sua vita in relazione a Dio, facendole capire presto e sicuramente, da una sorta d'intuizione soprannaturale, cosa conviene fare o dire, specialmente in situazioni difficili che superano la capacità della ragione umana.

Gli altri doni, che operano sulla volontà, e perciò si chiamano doni affettivi, sono:

Dono della Fortezza: perfeziona la virtù della fortezza, dando all'anima forza ed energia per potere fare, o soffrire con allegria e con audacia, grandi cose per la sua salvezza o quella degli altri, nonostante tutte le difficoltà.

Dono della Pietà: produce nel cuore un affetto filiale soprannaturale verso Dio e le cose divine, in modo che il cristiano possa compiere con una grande devozione ed allegria i suoi doveri religiosi e le opere di misericordia con il prossimo.

Dono del Timor di Dio: conduce alla volontà dell'uomo al rispetto filiale di Dio, e lo discosta dal peccato, come per non offendere questo amorevole Padre. Non è una paura di Dio o per l'inferno, che possa rattristare o perturbare, ma è riverenza e rispetto per un Dio così grande e buono a chi non si vuole offendere.

D'ora in poi chiariremo un concetto fondamentale: la comparsa della azione dei doni dello Spirito Santo, in particolare dei cosiddetti "doni intellettuali" si va evidenciando a partire dall'esperienza della chiamata orazione di contemplazione infusa, da dove risulta che l'esperienza di questo tipo di orazione, che molti credono erroneamente che è riservata soltanto ai cosiddetti "mistici", si trova necessariamente entro il corso normale ed ordinario della vera vita cristiana.
Il cristiano che non riesce a essere contemplativo, non avrà neppure "attivati" nella sua vita spirituale i sette preziosi doni dello Spirito Santo, e non sarà in grado di raggiungere la vera e profonda conversione verso una vita nuova, che dovrebbe essere la normale conseguenza del battesimo.

La orazione di contemplazione infusa diventa allora la "scuola" per conoscere e sperimentare l'azione dei doni dello Spirito Santo, e la sua importanza è talmente grande che gli dedicheremmo tutto lo spazio necessario nella Terza Parte, quando parleremo della orazione cristiana.

Non deve preoccuparci se questo che abbiamo sviluppato non è rimasto chiaro del tutto; lo dobbiamo considerare come una introduzione al tema dei doni dello Spirito Santo, poiché nel prossimo capitolo, dove vedremo questo nuovo organismo soprannaturale in azione, sarà più facile di capire la sua utilità, vedendo come si manifestano nella pratica.

La Grazia attuale.

Ora vedremo un altro tipo di grazia che viene da Dio. Per esercitare le facoltà soprannaturali, le virtù e i doni, si ha bisogno di un impulso di Dio, una mozione divina, che viene chiamata grazia attuale. A sua volta, queste grazie dispongono l'anima per ricevere la grazia abituale, quando non la ha ancora ricevuta, o se forse la ha persa per un peccato mortale.

Senza questa grazia non è possibile per l'uomo, in primo luogo, disporsi alla conversione cristiana, ne addirittura perseverare dopo di questa nell esercizio effettivo delle virtù infuse, per raggiungere la santità..
Possiamo definire la grazia attuale dicendo che è quella che dispone o muove l'anima, in modo transitorio, per ricevere o per agire gli abiti soprannaturali infusi (virtù e doni dello Spirito Santo).

Ci sono due differenze fondamentali tra la grazia abituale o santificante e la grazia attuale. Vediamo quali sono:

a) La grazia abituale (accompagnata dalle virtù infuse e dai doni dello Spirito Santo) è una qualità permanente o abito, che produce il suo effetto in modo continuo nel soggetto in cui risiede, mentre che la grazia attuale è una mozione che si presenta ad un determinato momento, con uno scopo specifico, questo perché si chiama transeunte, e il suo effetto finale dipende dalla docilità o resistenza che l'oppone quello che la riceve.

b) La grazia abituale produce la disposizione per l'azione, mentre la grazia attuale è quella che spinge e produce la azione stessa.

La grazia attuale è indispensabile per mettere in esercizio gli abiti infusi delle virtù e dei doni, poiché lo sforzo puramente naturale dell'anima non può operare dei principi di azione soprannaturali, come lo sono le virtù e i doni. Da qui risulta che in ogni atto di qualsiasi virtù infusa, o nell'attivazione dei doni, si presume necessariamente una pre-esistente grazia attuale.

Anche la grazia attuale è necessaria per ottenere la disposizione necessaria per ricevere la grazia abituale, tanto per non averla mai avuto, o perché è stata persa al cadere in peccato mortale. La grazia attuale lavora nello spirito dell'uomo, generando pentimento e contrizione per le colpe, la fiducia nella misericordia di Dio, timore per le conseguenze del peccato, e così via, cosa che, se ascoltata, produce la disposizione per ricevere nuovamente la grazia, ad esempio con il sacramento della penitenza o riconciliazione.

Secondo i vari modi che agiscono le grazie attuali, troviamo, tra i più importanti, i seguenti:

Grazia operante e cooperante: Dio a volte muove l'uomo ad agire secondo la propria deliberazione, in base al modo umano naturale. Ad esempio: se una persona si propone di pregare tutti i giorni ad una certa ora, quando vede che arriva questo momento, lascia ciò che sta facendo, cerca un luogo adeguato, e comincia a pregare. Qui agisce una grazia attuale cooperante, che aiuta l'azione umana in modo che sia effettiva, per soddisfare uno scopo.
Altre volte, la grazia attuale opera in modo imprevisto; ad esempio, essendo una persona impiegata in un compito, riceve improvvisamente l'ispirazione di pregare, e lasciando tutto, lo fa. Questa grazia speciale si chiama grazia attuale operante, perché agisce nell'uomo senza una esplicita deliberazione, essendo l'anima direttamente ispirata da Dio, bene che sempre ha bisogno del consenso libero della volontà umana.

Grazia preveniente e susseguente: la grazia preveniente suscita nel uomo buone idee o buoni pensieri, vale dire, sono grazie preliminari agli atti del uomo, disponendo e muovendo la volontà. Se non si oppone resistenza a questa mozione, Dio aggiungerà un'altra grazia attuale susseguente, che aiutarà accompagnando la volontà ad effettuare l'atto e dandogli l'energia necessari per esso.

San Paolo afferma quest'azioni della grazia di Dio:
"È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni." (Filippesi 2,13).

Risulta da tutto ciò che la grazia, perché produca i suoi effetti nel cristiano, richiede sempre la sua libera cooperazione. Dio, che ha creato a l'uomo libero, rispetta in un tale modo questa libertà, che, come dice San Agostino, "Colui che ci ha creati senza di noi, non ci salverà senza di noi".

E di competenza dell'uomo accogliere l'ispirazioni della grazia attuale, seguirle docilmente, nonostante gli ostacoli, e metterle in pratica. Così si trasforma in un collaboratore di Dio, e la sua azione sarà il risultato della congiunzione della grazia divina e del libero arbitrio umano, poiché la grazia attuale è come un impulso di Dio che mette in marcia l'organismo soprannaturale dato per la grazia abituale..

Purtroppo, la stragrande maggioranza delle grazie attuali con i quali Dio arriva ai uomini, o non sono avvertite, o vengono scartate e non sono seguite. Di qui l'enorme importanza della orazione e dei momenti di raccoglimento interiore, per cominciare a captare ed aprirsi a queste mozioni che vengono dall'alto.

Conclusioni.

Possiamo riassumere quello che abbiamo visto fin qui in questi due capitoli, che è niente meno che il immenso tesoro che costituisce la grazia ricevuta nel battesimo cristiano.

In primo luogo, abbiamo visto che l'uomo s'incorpora nel Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. L'individuo che si trova nel "mondo" è innestato o trapiantato in un vero e proprio Corpo, e comincia da lì ad essere parte integrante di esso.
Essendo così integrato, partecipa della stessa vita di tutto il corpo, che è la vita stessa del suo Capo, Gesù Cristo. L'uomo diventa figlio adottivo di Dio, suo erede e fratello di Gesù Cristo. Si stabilisce fra tutti i membri di questo Corpo una unione comune, appellata la Comunione dei Santi, di cui prendono parte i membri della Chiesa nella loro totalità, quelli che formano la Chiesa militante, vale a dire, coloro che sono nella terra, come la Chiesa purgante, con quelle anime che ancora si stanno purificando dopo la sua morte, ed anche la Chiesa trionfante, con i santi nella gloria della presenza di Dio.

Questa vita divina che proviene dal Corpo mistico si diffonde nel cristiano unito a lui, producendogli due effetti primordiali: la Santissima Trinità, Dio stesso, abiterà nell'anima del cristiano, e formerà in lui un nuovo organismo soprannaturale, per che sia abilitato per vivere una vita soprannaturale simile alla sua. La Trinità inabita nell'anima, con una presenza reale e piena, ed il cristiano potrà godere e fruire di questa presenza divina.
Questa nuova vita, che comporta un nuovo modo di essere e di agire, un cambiamento della sua condizione umana e naturale, e possibile viverla a partire della l'azione delle virtù infuse, che aggiungono alle capacità naturali dell'uomo la possibilità d'effettuare atti soprannaturali.

Le virtù sono esercitate in una prima istanza comandate dalla stessa ragione dell'uomo, al modo umano, ma, man mano che il cristiano cresce e si sviluppa in lui questo nuovo organismo soprannaturale, vivrà ogni volta più chiaramente l'azione diretta nella sua ragione delle mozioni dello Spirito Santo, in modo che cominciarà a praticare più e più assiduamente le varie virtù cristiane sotto l'immediata direzione dello Spirito Santo, mettendo da parte il suo processo naturale umano di meditazione discorsiva.
L'azione dello Spirito Santo ha effetto attraverso i doni, che consentono di "captare" le mozioni che provengono dall'alto, a titolo di intuizioni o illuminazioni che accedono direttamente all'intelletto e la volontà. Vi si verificherà allora la trasformazione del cristiano in adulto spirituale, uomo nuovo o santo, e solo allora i credenti vivranno la piena vita cristiana.

Concludendo, per mettere per opera attraverso l'azione delle virtù, gli atti che ne derivano di esse, Dio fornisce al cristiano un motore divino, un impulso soprannaturale, mediante l'azione delle grazie attuali, che agiranno tanto di più quanto maggiore sia la apertura e docilità del credente alle mozioni che vengono da Dio.

Al momento abbiamo già tutti gli elementi per affrontare nei capitoli successivi l'azione del nuovo organismo soprannaturale nell'uomo in stato di grazia.


PARTE SECONDA:

I riferimenti al capitolo 2:

(141): Catechismo della Chiesa Cattolica, N° 978 e 1990
(142): Romani 8,15-17
(143): 1 Giovanni 3,1
(144): Giovanni 3,16
(145): Romani 8,29
(146): Matteo 3,17
(147): Marco 9.7
(148): Giovanni 14,21
(149): Giovanni 15.9
(150): Giovanni 15,15
(151): Giovanni 17,22
(152): Giovanni 14,23
(153): Giovanni 14,14-17
(154): A. Royo Marin, "Teologia della perfezione cristiana," Parte 1 Cap.2
(155): PM Philipon, OP, nella sua introduzione al libro "I doni dello Spirito Santo"
(156): Idem sopra, parte 2, sezione I, capitolo 2
(157): Efesini 4,11-14
(158): Romani 12,2
(159): 1 Corinzi 2,6
(160): 1 Corinzi 2,16
(161): Galati 2,20

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