Contempladores

La piena vita cristiana

Parte seconda: Fondamenti Della Vita Cristiana.

Capitolo 1: La Redenzione Obiettiva e Soggettiva.

Introduzione.

Parte Prima: L'origine della Vita Cristiana. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 1: Il proposito di Dio per l'uomo.
   Capitolo 2: Il Compimento del proposito di Dio.
   Capitolo 3: Dio non abbandona l'uomo: L'Antico Testamento.
   Capitolo 4: La Salvezza per Gesù Cristo.

Parte Seconda: Fondamenti della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: La Redenzione Oggettiva e Soggettiva.
   Capitolo 2: Gli effetti della Grazia Santificante.
   Capitolo 3: L'Azione della Ragione nell'uomo.
   Capitolo 4: L'Azione della Grazia nell'uomo.
   Capitolo 5: La Santità nella terra.
   Capitolo 6: La Gloria nel Cielo. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 7: I Fenomeni Mistici straordinari. Nuovo - Traduzione Completa

Parte Terza: I mezzi di crescita della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: L'Aspetto Negativo della Crescita Spirituale.
   Capitolo 2: La crescita per i Sacramenti cristiani. Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 3: La crescita per il Merito e l'Orazione.
   Capitolo 4: La parte della Vergine Maria nella santificazione degli uomini.
   Nuovo - Traduzione Completa
   Capitolo 5: La devozione al Sacro Cuore di Gesù come mezzo di santificazione.
   Nuovo - Traduzione Completa

Parte Cuarta: Lo svilluppo della Vita Cristiana.
   Capitolo 1: La Vita spirituale al Modo Umano.
   Capitolo 2: La Vita spirituale al Modo Divino.

La nuova Alleanza

Gesù Cristo, mediante la sua passione e morte di croce, che chiamiamo soddisfazione vicaria, compiuta a favore di tutti gli uomini, e per l'infinito merito di questa azione, come Figlio di Dio, ha ottenuto la redenzione o salvezza del genere umano, cioè, la riconciliazione definitiva degli uomini con Dio. Questo fatto è ciò che è chiamato redenzione obiettiva, che è quella effettuata da Gesù Cristo stesso.

Questa redenzione obiettiva si è tradotta in un frutto molto importante, che può essere riassunto dicendo che Gesù Cristo ha condotto a termine una nuova ed eterna Alleanza di Dio con gli uomini. Egli ha annunciato l'inizio del Regno di Dio tra gli uomini, e questo Regno deriva principalmente in tutte le sue conseguenze, dalla Nuova Alleanza, che sostituisce alla Antica Alleanza, fatta da Dio con gli uomini nella montagna di Sinaí per mezzo di Mosè.

Gesù stesso, durante l'Ultima Cena, riunito con i suoi apostoli prima di essere consegnato tra le mani degli ebrei per essere sottoposto alla sua passione e morte, ha proclamato questa Alleanza:
"Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo". Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati."." (121)
Queste parole di Gesù sono collegate con ciò che sta per fare: la sua morte liberamente accettata per la redenzione degli uomini. In questo discorso vi è una evidente allusione alla alleanza del Sinai, nella quale è stato costituito il Popolo di Dio: "Allora Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: "Ecco il sangue dell'alleanza, che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole"." (122)
Vale a dire, Cristo inaugura una nuova Alleanza con l'effusione del proprio sangue, che perfezionarà e porterà alla sua pienezza l'antica Alleanza del Sinaí.
Questa nuova Alleanza darà luogo ad un nuovo popolo di Dio, che costituirà la nuova Casa di Israele, quella che sarà conosciuta come la Chiesa cristiana. Questo nuovo popolo di Dio non sarà limitato ad una singola nazione, ma comprenderà in esso agli uomini di tutte le nazioni, lingue e razze, che è il significato di Cattolico. Ci dice la autorevole parola del Concilio Vaticano II:
"Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità. Scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un'alleanza e lo formò lentamente, manifestando nella sua storia se stesso e i suoi disegni e santificandolo per sé. Tutto questo però avvenne in preparazione e figura di quella nuova e perfetta alleanza da farsi in Cristo... Cristo istituì questo nuovo patto cioè la nuova alleanza nel suo sangue (cfr. 1 Cor 11,25), chiamando la folla dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito, e costituisse il nuovo popolo di Dio." (123)

La nuova Alleanza era già stata annunciata dai antichi profeti, e precisamente la rivelazione profetica, compiuta con Gesù Cristo, rende chiaro quali siano gli elementi costitutivi di questa nuova Alleanza:

"Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio." (124)

Abbiamo visto così i principali aspetti della nuova Alleanza: Da parte di Dio, Egli dona agli uomini il perdono e la remissione dei peccati (aspetto negativo), ed una vita nuova, un cambiamento interno profondo (aspetto positivo), che il profeta chiama "cambiare il cuore di pietra per uno a base di carne". Da parte degli uomini Dio chiede soltando quello che sempre ha sollecitato: che siano il suo popolo, che l'accetino come il suo Dio, lasciando i propri idoli.
È importante rendersi conto del cambiamento radicale tra la antica e la nuova Alleanza: nella antica Dio aveva dato una legge per compiere, che erano i suoi Comandamenti, che l'uomo doveva osservare. La realtà mostrò che nessuno poté farlo partendo dalle proprie forze:

"Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che Giudei e Greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato, come sta scritto:
Non c'è nessun giusto, nemmeno uno,
non c'è sapiente, non c'è chi cerchi Dio!
Tutti hanno traviato e si son pervertiti;
non c'è chi compia il bene, non ce n'è neppure uno" (125).

Nella nuova Alleanza la legge di Dio penetrarà direttamente nel cuore dell'uomo, e dal suo interno lo porterà al suo compimento. È la nuova "legge dello Spirito", data dal dono di Dio, la grazia, che gli permetterà di vincere il peccato e vivere una vita nuova. La grazia di Dio costituisce, dunque, il grande frutto della nuova Alleanza di Dio con gli uomini effettuata mediante Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnato nella natura umana.

La grazia.

Siamo arrivati a ciò che costituisce il punto centrale del mistero della piena vita cristiana: la dottrina della grazia. Dinanzi a questo tema cruciale per il cristiano dobbiamo situarci, in linea di principio, nella realtà della condizione spirituale del tempo in cui viviamo, per essere così in grado di guardare da una corretta prospettiva la dottrina cristiana della grazia.

Non vi è dubbio che l'uomo attuale soffre una profonda crisi spirituale, la cui base principale è l'autonomia che cerca di avere nelle sue necessità e nelle diverse ricerche che fa; vorebbe doverlo tutto a sé stesso, senza dipendere da nessuno, cosa che ovviamente comporta il suo distanziamento da Dio, che lo spinge ad ignorarlo totalmente, ed anche a negarlo con enfasi.
Tutto ciò porta a trascurare quasi in modo deffinitivo la vita spirituale o vita interiore, dove si produce l'incontro della creatura con il suo Creatore, rimanendo allora tutta la sperienza di vita circoscritta alle realtà materiali che sono possibili di sperimentare e di spiegare secondo la ragione umana naturale.

La dottrina cristiana della grazia avanza dall'estremità opposta, come spiega san Paolo:"Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché te ne vanti come non l'avessi ricevuto?" (126)

Si parte del presupposto iniziale che tutto nella vita è dono di Dio, ricevuto gratuitamente, cominciando per aver ricevuto l'essere, uscendo dal nulla, fino alla consumazione nella vita eterna, godendo della gloria nella presenza di Dio. Quindi è essenziale tenere a mente questa radicale differenza tra il pensiero e l'atteggiamento dell' uomo del "mondo", l'uomo che resta soltanto a livello di ciò che è razionale, con l'approccio e la concezione del cristiano, con la sua visione "spirituale", quando vogliamo penetrare nella comprensione della dottrina cristiana della grazia.

Anche quando si parla di grazia non dobbiamo mai dimenticare che la rivelazione fondamentale della Bibbia, che è la base della religione cristiana, è quella di avere fatto conoscere l'amore di Dio per noi uomini, le sue creature. Abbiamo visto nei capitoli precedenti che questo amore di Dio si è espresso in un primo atto, che è la creazione di tutto l'universo ed in particolare dell'uomo.

Questo amore di Dio, che ha continuato a restare fedele agli uomini per tutto il periodo della storia umana che conosciamo come l'Antico Testamento, si espressarà in un evento che avrà la dimensione di una ricreazione: la Redenzione di Gesù Cristo, che inaugura il Nuovo Testamento o Nuova Alleanza di Dio con gli uomini.
Ora Dio scenderà, per così dire, dall'altezza inaccessibile per gli uomini dove si trova, ed abiterà all'interno delle sue creature, in modo che possano partecipare alla sua vita divina, fatto che è del tutto impossibile per la natura umana.

Per un incomprensibile atto di amore, Dio elevarà alla creatura razionale al di sopra delle condizioni della sua natura, rivestendola d'una specie di nuova natura, partendo dal dono della grazia, che consentirà alll'uomo di penetrare in un nuovo universo di vita, di comprensione e di amore, in modo da poter dirigersi verso le profondità della intimità con Dio, entrando in un rapporto di vera amicizia con il suo Creatore.

Il concetto della grazia di Dio è stato lentamente rivelato agli uomini dalla Parola di Dio, fin dal Antico Testamento. Abbiamo visto nel capitolo 3 della Parte Prima, una sintesi della storia della salvezza dopo la caduta nel peccato dei primi genitori del genere umano, e questa mette in evidenza il fatto che Dio non abbandona l'uomo, ma stabilisce successive alleanze con diversi individui, e mediante loro con famiglie e popoli.
In questo atteggiamento di Dio si apprezzano la sua bontà e misericordia, collegate con la sua fedeltà, per cui ama e perdona all'uomo, e quindi al suo popolo eletto, che molto sovente pecca e lo abbandona per l'idolatria. Questa concezione ebraica della benevolenza e la misericordia di Dio, che i profeti dopo l'esilio in Babilonia proietteranno alle generazioni future con una portata universale a tutta l'umanità, è la preparazione della rivelazione del Nuovo Testamento circa la grazia di Dio, non più solo come un benevolo sentimento, ma come un dono, fatto agli uomini come risultanza di questo sentimento, come qualcosa di creato in riguardo alla realtà increata di Dio stesso.

Ora vediamo come possiamo dare una definizione della grazia che sia accessibile, senza perdere gli necessari elementi teologici: La grazia è una qualità soprannaturale intrinseca alla nostra anima, ricevuta come un dono gratuito di Dio, per i meriti di Gesù Cristo, che ci dà una reale partecipazione della natura e della vita di Dio.

Ciò significa che la grazia non appartiene alla natura umana, ma s'aggiunge, s'innesta su di essa, nella profondità dell'anima, e la fa trascendere entrando nella sfera di quello che appartiene al divino. Così la grazia è davvero come una nuova natura che ci ricrea, che ci rende creature nuove, trasformandoci e divinizzandoci o deificandoci.

Anche se è difficile da capire, davvero l'uomo per la grazia si deifica, perché può vivere un modo di vita veramente divino, ricevendo nuove facoltà anche loro divine, con le quali potrà praticare opere analoghe a quelle dello stesso Gesù Cristo, o anche maggiori, come ha rivelato il Maestro stesso:
"In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio." (127)

La Redenzione soggettiva o Giustificazione.

Abbiamo visto che mediante la Redenzione obiettiva di Cristo, Dio stabilisce una nuova Alleanza con gli uomini, che implica porre a sua disposizione il dono della grazia. Ma questa Redenzione obiettiva deve essere presa ed appropriata per gli uomini. Questo processo d'appropriazione personale è noto come Redenzione Soggettiva o Giustificazione.

Dio non vuole salvare gli uomini senza la sua libera cooperazione, non impone loro nulla, neanche la sua propria salvezza. Pertanto, la redenzione di Gesù Cristo non è qualcosa che viene automaticamente applicata a tutti gli uomini ed ha un effetto immediato su di loro. Ogni persona, individualmente, deve fare sua la Redenzione che è stata messa a sua disposizione, in un processo complesso che richiede non solo della sua libera decisione, ma anche di sforzo e perseveranza lungo tutta la sua vita.

Gesù ha prevenuto i suoi discepoli sulla necessità di questo sforzo:
"Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono." (128)
La violenza di cui parla Gesù è una violenza contro sé stessi, contro le proprie tendenze naturali, e costituisce ciò che viene chiamato il "combattimento spirituale cristiano", che vedremo in modo dettagliato più avanti.

Per il momento siamo interessati ad avere chiaro che l'uomo ha a sua disposizione la Redenzione obiettiva, e dipenderà da lui appropriarsela e allora vivere tutti i suoi frutti. Prima di cominciare a studiare gli effetti ammirevoli della grazia sul anima umana, vedremo un tema molto importante, che è il modo in cui si riceve la grazia.

Il battesimo cristiano.

In primo luogo cominceremo a parlare d'ora in avanti della grazia santificante, per differenziarla da altre divisioni della grazia che subito vedremo, che è il nome appropriato della grazia che si riceve nell'anima per trasformarci e santificarci. Riceve anche il nome di grazia abituale, poiché una volta ricevuta rimane nell'anima, nonostante esista la possibilità di perderla a causa del peccato.

Il mezzo per ricevere la grazia santificante è il battesimo cristiano. La parola "battezzare" significa "sommergere", "introdurre nell'acqua". L'immersione in acqua simboleggia l'atto di seppellire a chi riceve il battesimo insieme a Cristo, per risorgere con Lui a una nuova vita.

San Paolo esprime questo concetto con precisione: "Noi che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere nel peccato? O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova." (129).

Questo è il motivo per cui il battesimo è una nuova nascita, è un morire ad una vita di peccato per nascere ad una vita nuova e soprannaturale. San Paolo parla del battesimo anche come una rigenerazione e rinnovamento (130), perché si tratta veramente di una nuova e vera generazione, che termina in una nascita reale.
Questa seconda nascita è incomparabilmente superiore alla prima, in quanto invece di una vita naturale ed umana ci trasmette una soprannaturale e divina, destinata a sviluppare in ogni cristiano un uomo nuovo, che San Paolo definisce come "creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera." (131). Questa grazia rigenerativa rinnova in pieno a chi la riceve, poiché rimuove il peccato originale, e tutti i peccati che attualmente può avere.

Il Battesimo è assolutamente necessario per salvarsi, come ha insegnato Gesù: "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato." (132).
La ragione teologica è chiara: l'ultima fine dell'uomo, cioè la vita eterna nel cielo in presenza di Dio, è una impresa soprannaturale che supera la capacità naturale degli esseri umani. Pertanto si può solo ottenere questa fine mediante la grazia santificante, dono soprannaturale di Dio che si aggiunge alla natura umana con il battesimo.

Ciò che conta molto da chiarire è che ci sono diversi modi per ricevere il battesimo. Il modo più comune è quello di ricevere il battesimo sacramentale. Ricorderemo brevemente la nozione di sacramento: questa espressione etimologicamente significa "qualcosa che santifica", o che è "santo", e nella dottrina cristiana è utilizzata per indicare un segno esterno istituito da Cristo per produrre la grazia.
Vale a dire ogni sacramento è un segno che in virtù di Dio, dal suo potere onnipotente produce ciò che significa. Il sacramento del battesimo ha come effetto quello di donare la grazia santificante a chi lo riceve.

Questo sacramento deve essere somministrato da un ministro, che è di solito un sacerdote. Ma in caso di necessità, può amministrarlo qualunche persona, anche un no battezzatto, a condizione che lo faccia nel modo che lo fa la Chiesa, vale a dire, versando acqua sulla persona che riceve il battesimo e pronunciando al stesso tempo la formula stabilita ("Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo"), e con la sincera intenzione di fare ciò che la Chiesa fa mediante i suoi ministri.

Coloro che si battezzano devono soddisfare determinate condizioni: se sono persone che sono arrivate all'uso della ragione, è necessario che abbiano l'intenzione di ricevere il battesimo, avendo fede ed essendo pentiti dei suoi peccati. Per questa ragione nei cosiddetti catecumeni è necessario un minimo di preparazione o di catechesi, per ricevere l'istruzione sulle verità fondamentali della fede cristiana.
Di questo risulta che è infruttuoso il battesimo in coloro che sono costretti ad esso, o lo ricevano senza una sincera intenzione, per esempio, facendolo solamente per ottenere alcun vantaggio personale.
Nei bambini che non hanno ancora raggiunto l'uso della ragione, la sua accettazione è fornita dai genitori e padrini, essendo questi ultimi le persone designate dai genitori per fare in nome del bimbo la sua professione di fede.

Il battesimo sacramentale, come mezzo comune per ricevere la grazia santificante, può essere supplito da mezzi straordinari, quando senza colpa propria non si può ricevere il sacramento. Questi mezzi sono principalmente due: il battesimo di desiderio e il battesimo di sangue.

Il battesimo di desiderio si compie quando vi è un desiderio esplicito di riceverlo, come ocorre nei catecumeni che muoiono prima di ricevere il sacramento, o un anelito implicito, come troviamo nei pagani che non conoscono il cristianesimo; entrambe le situazioni devano essere unite a una contrizione o pentimento per i loro peccati.
E quindi evidente che, per coloro che hanno conosciuto la rivelazione cristiana, il desiderio di battesimo deve essere esplicito, mentre per i non-cristiani o pagani, che non hanno notizie del sacramento, ma che sono alla ricerca di Dio, e sono pentiti dei loro peccati e compiono con la legge naturale, ignorando senza colpa la vera Chiesa, questo desiderio è implicito ed è valido per ricevere il battesimo. Naturalmente l'unico che conosce questo desiderio è Dio stesso, che vede nel profondo del nostro essere, e Lui accorda in ogni caso, il dono della grazia santificante.

Questa dottrina è stata chiaramente riaffermata dal Concilio Vaticano II:
"Tutti gli uomini sono chiamati a formare il popolo di Dio. Perciò questo popolo, pur restando uno e unico, si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli, affinché si adempia l'intenzione della volontà di Dio, il quale in principio creò la natura umana una e volle infine radunare insieme i suoi figli dispersi...
Tutti gli uomini sono quindi chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio, che prefigura e promuove la pace universale; a questa unità in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia infine tutti gli uomini senza eccezione, che la grazia di Dio chiama alla salvezza.
Infine, quanto a quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, anch'essi in vari modi sono ordinati al popolo di Dio. In primo luogo quel popolo al quale furono-dati i testamenti e le promesse e dal quale Cristo è nato secondo la carne (cfr. Rm 9,4-5), popolo molto amato in ragione della elezione, a causa dei padri, perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (cfr. Rm 11,28-29). Ma il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale. Dio non e neppure lontano dagli altri che cercano il Dio ignoto nelle ombre e sotto le immagini, poiché egli dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa (cfr At 1,7,25-26), e come Salvatore vuole che tutti gli uomini si salvino (cfr. 1 Tm 2,4). Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll'aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna. Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita."
(133).

Si riconosce allora che la grazia battesimale può essere ricevuta in modo misterioso, secondo la volontà e la misericordia di Dio, in quelli che "coll'aiuto della grazia" cercano "sinceramente Dio", e si "sforzano di compiere con le opere la volontà di lui" conosciuta "attraverso il dettame della coscienza". Così, questi uomini possono anche ottenere la salvezza eterna, opera della grazia di Dio.
Vediamo così che l'infinita misericordia di Dio pone alla reale portata di tutti gli uomini la salvezza eterna, distruggendosi il malinteso che hanno ancora molti, dentro e fuori la Chiesa, per il quale solo si salva chi appartiene alla Chiesa e che ha ricevuto il Battesimo sacramentale.

Ma si vedrà in seguito l'importanza cruciale che implica disporre degli aiuti che fornisce la Chiesa per avanzare sul cammino della santificazione, poiché il battesimo, e la conseguente ricezione della grazia santificante, è soltanto l'inizio, il primo passo nella Vita cristiana, che dovrà ancora crescere e svilupparsi.

Abbiamo un secondo mezzo straordinario per ricevere il battesimo, che è il battesimo di sangue, che consiste nel martirio di una persona che, senza aver ricevuto il Battesimo sacramentale, arriva fino alla morte per aver confessato la fede cristiana, o per aver praticato le Virtù cristiane.
Secondo la testimonianza della Tradizione, anche i bambini che non hanno raggiunto l'uso della ragione possono ricevere il battesimo di sangue, come è il caso dei santi innocenti uccisi per ordine di Erode. (134)

Inserimento nel Corpo Mistico di Cristo.

Vedremo in seguito con maggiore dettaglio cosa accade quando si riceve il battesimo cristiano. Dice San Paolo: "Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo." (135).
Che cosa significa rivestirsi di Cristo? E prendere parte della sua vita, delle sue disposizioni interne, delle sue virtù, dei suoi sentimenti. Possiamo dire che quello che è stato battezzato si "cristifica", essendo il battesimo l'inizio di un cammino che dovrebbe portare ad ogni cristiano nella stessa certezza che ha avuto San Paolo:
"Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me." (136).
Anche San Paolo esorta ai cristiani di questo modo:
"Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù" (137).

Tutto questo si realizzerà attraverso un grande mistero, che fa parte del centro della fede cristiana, e che consiste nella nostra incorporazione a Cristo. Ciò significa che per il battesimo siamo incorporati a Cristo, al suo proprio Corpo, non il corpo fisico come quello nato da Maria, e che oggi si trova tra gli uomini misteriosamente nascosto sotto i veli eucaristici, ma il cosiddetto corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa.

San Paolo lo esprime molto chiaramente, facendo il confronto con il corpo umano:
"Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo." (138)
Il Battesimo ci incorpora al Corpo Mistico di Cristo, che è una grande società spirituale, di cui egli è il Capo e tutti i battezzati sono i suoi membri, essendo lo Spirito Santo l'elemento di unità e di coesione.

Gesù, per rivelare questa grande verità, si serve di un raffronto, che ci trasmette San Giovanni Evangelista: "Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla." (139)

Gesù utilizza come raffronto la vita di una pianta, in questo caso la vite; i rami che danno le uve (tralci) sono uniti al ceppo da dove ricevono la linfa vitale che li nutre e li fa crescere e dare i suoi frutti saporiti. Quando essi sono separati dal ceppo, non ricevono il alimento, e allora i tralci si seccano.

Possiamo confrontare, come è stato fatto tradizionalmente, il nostro inserimento nel Corpo Mistico di Cristo, al fatto di innestare una pianta. Sappiamo che utilizzando la tecnica adeguata, è possibile innestare un germoglio di una pianta nel gambo di un altra, ed ottenere che lo stesso sia assimilato alla nuova pianta, e cresca in essa, rimanendo allora come parte integrante di quest'ultima; riceverà la nutrizione della linfa per vivere e crescere, bene che avrà le nuove qualità della pianta che lo riceve, in quanto si nutre dall'essenza di essa

Anche in questo nostro tempo, esistono gli innesti o trapianti nel corpo umano. Con questi, realizzati con sofisticate tecniche chirurgiche e immunologiche, organi come un cuore, un fegato, un rene o una cornea di una persona particolare, sono incorporate nel corpo di un altro, e se tutto va bene, sono perfettamente assimilati, ricevendo una nuova vita, e diventando parte integrante del nuovo organismo che li ha ricevuto.

Questo caso è molto più esemplare per quanto riguarda il significato della nostra incorporazione nel Corpo Mistico di Cristo: gli organi che sono donati per un trapianto, anche se in alcuni casi, come quello di un rene possono provenire da persone che ancora vivono con uno solo di essi, nella stragrande maggioranza sono ottenuti da persone che sono sul punto di morire o recentemente decedute.
Colui che è fuori del Corpo Mistico di Cristo, sta morendo alla vita vera, alla vita eterna, e si può "salvare" al essere trapiantato, innestato in questo Corpo, di cui riceverà il nuovo alimento che lo farà vivere eternamente, ed eviterà la sua morte eterna.

Rimane così chiara la figura del battezzato: è innestato, trapiantato a un nuovo organismo in qualità di nuovo membro, di cui Cristo è il Capo, che esercita una funzione di direzione, e lo Spirito Santo è come l'anima, che, condivisa da tutti membri, li unifica e li coesiona.

L'ineffabile abbondanza di doni che ci regala la redenzione di Cristo viene distribuita ai credenti da Gesù Cristo stesso, attraverso il suo Corpo Mistico. Così come i tralci ricevono la linfa vitale dalla vite, e grazie ad essa producono il suo frutto, la uva, così i cristiani incorporati nel Corpo Mistico di Cristo ricevono da Lui la grazia santificante.

La pienezza di grazia di Gesù Cristo è così versata nei suoi membri, come bene esprime San Giovanni:

"E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto
e grazia su grazia." (140)

Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, pieno con la grazia di Dio, la dispensa e distribuisce a tutti i membri del Corpo Mistico, la sua Chiesa, che restano uniti con Lui.

La Comunione dei Santi.

Una conseguenza molto importante che deriva dalla dottrina del Corpo Mistico di Cristo, a modo di corollario, è il dogma della Comunione dei Santi.
Il concetto di Chiesa come Corpo Mistico di Cristo ha un vasto senso, poiché comprende tutte le persone che hanno ricevuto la grazia di Cristo, e che appartengono a tre settori distinti: in primo luogo, i battezzati che vivono sulla terra, che formano la cosiddetta Chiesa Militante o Pellegrina, dove i credenti sono nel loro cammino verso la patria celeste e definitiva, che li albergarà per tutta l'eternità.

Troviamo in seguito la Chiesa Purgante, formata dalle anime di coloro che sono morti senza essere completamente purificati dal peccato, e che si trovano nel Purgatorio, stato preliminare alla sua entrata in cielo, dopo che per l'espiazione siano interamente purificati.

Infine abbiamo la Chiesa Trionfante o Celestiale, costituita dalle anime dei santi riconosciuti e di tutti quelli che hanno ottenuto la salvezza, che sono in cielo insieme ai angeli, arrivando a questo stato perché la loro santità al tempo di morire ha permesso loro d'entrare direttamente al cielo dopo la sua morte (che dovrebbe essere la aspirazione di ogni cristiano), o perché già hanno espiato le colpe che avevano al morire nel loro passaggio attraverso il Purgatorio.

Questi tre stati della Chiesa quindi costituiscono il Corpo Mistico di Cristo, e tra loro vi è una unione intima e una comunicazione, che e chiamata "comunione" o "comune unione", perché hanno lo stesso Capo, Gesù Cristo, lo stesso Spirito, che è lo Spirito Santo, e una stessa Vita, la vita della grazia, benché in diverse fasi di sviluppo e di perfezione.

Questa dottrina della Comunione dei Santi, quando essa entra nei nostri cuori nella sua lucente realtà, attraverso la crescita della fede, è tremendamente consolante. Fa "sentire" qualcosa di totalmente nuovo, poiché il concetto umano che di solito si ha sulla Chiesa come un'istituzione costituita dalla gerarchia (Papa, cardinali, vescovi e sacerdoti) e da religiosi e religiose di diverse congregazioni, è cambiato da una visione molto più ampia, per la esperienza di "sentirsi" parte integrante d'un grande corpo, in cui vi è una misteriosa unione, ma reale e tangibile, tra tutti i suoi membri.

Possiamo dire che uno non guarda più, come cristiano, alla Chiesa dal "fuori", ma sente che è parte integrante d'essa, come quando si appartiene veramente a una grande famiglia. La visione cambia completamente, e sorge un amore ogni volta più intenso per tutti i suoi membri, specialmente per i sacerdoti e religiosi, e si comprende molto più chiaramente che alcuni di essi, come uomini che sono, possono essere indegni e peccatori.

Quando più avanti parleremo della orazione del cristiano, torneremo sulla dottrina della Comunione dei Santi, poiché è la base della preghiera di intercessione, che è la preghiera dei membri del Corpo Mistico di Cristo gli uni per gli altri, dove la orazione va e viene da uno Stato all'altro della Chiesa.


PARTE SECONDA:

Riferimenti al Capitolo 1:

(121): Matteo 26,26-28
(122): Esodo 24,8
(123): Lumen Gentium N° 9
(124): Ezechiele 36,25-27
(125): Romani 3,10-12
(126): 1 Corinzi 4,7
(127): Giovanni 14,12-13
(128): Matteo 11,12
(129): Romani 6,2-4
(130): Tito 3,5
(131): Efesini 4,24
(132): Marco 16,16
(133): Lumen Gentium N° 13 y 16
(134): Matteo 1,16-18
(135): Galati 3,27
(136): Galati 2,19-20
(137): Filippesi 2,5
(138): 1 Corinzi 12,12-13
(139): Giovanni 15,1-5
(140): Giovanni 1,14-16

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